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	<title>unitalianosuiStock &#124; Giorgio Fochesato &#124; fotografia stock in Italia &#187; pianificazione</title>
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	<description>il blog di Giorgio Fochesato: fotografia, illustrazioni, video e cultura digitale</description>
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		<title>Le “3 P” della fotografia: Pianificazione, Perseveranza e Pazienza.</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 17:42:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Fochesato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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		<description><![CDATA[Siamo a New Orleans da 4 giorni e staremo qua un&#8217;altra notte. Nella nostra Pianificazione non avevamo previsto di trascorrere in Louisiana così tanti giorni. Pensavamo che due giorni sarebbero stati sufficienti per cogliere gli aspetti fotografici della città, parlando si stock ovviamente. Se parlassimo di reportage probabilmente sarebbe necessario almeno un mesetto perchè la città sembra ricca di storie da raccontare. Dal punto di vista commerciale invece gli spunti sono piuttosto limitati, il mercato editoriale potrebbe essere più interessante, ma il viaggio sta volgendo al termine. Perchè abbiamo trascorso 5 gg a New Orleans se due sarebbe stati sufficienti? Perchè piove. Piove. Piove. Il cielo coperto non ci è d&#8217;aiuto. Abbiamo in programma sessione fotografiche mattutine e serali per fotografare alba e tramonto, ma un cielo grigio e piatto non ci aiuta. La pioggia inoltre limita moltissimo gli spostamenti e trovare una location ideale è pressochè impossibile. Quindi parliamo ancora una volta di Pianificazione. Nel momento in cui abbiamo deciso di realizzare un viaggio di 20 gg abbiamo messo in preventivo che qualcosa sarebbe potuto andare storto, quindi ci siamo presi qualche giorno in più. Così nel caso avessimo avuto bisogno di più tempo saremo stati in grado di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_3705" class="wp-caption alignleft" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-3705" title="uisi_garj" src="http://www.unitalianosuistock.com/wp-content/uploads/2011/03/uisi_garj.jpg" alt="" width="400" height="400" /><p class="wp-caption-text">copyright Giorgio Fochesato</p></div>
<p style="text-align: justify;">Siamo a New Orleans da 4 giorni e staremo qua un&#8217;altra notte. Nella nostra Pianificazione non avevamo previsto di trascorrere in Louisiana così tanti giorni. Pensavamo che due giorni sarebbero stati sufficienti per cogliere gli aspetti fotografici della città, parlando si stock ovviamente. Se parlassimo di reportage probabilmente sarebbe necessario almeno un mesetto perchè la città sembra ricca di storie da raccontare. Dal punto di vista commerciale invece gli spunti sono piuttosto limitati, il mercato editoriale potrebbe essere più interessante, ma il viaggio sta volgendo al termine.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Perchè abbiamo trascorso 5 gg a New Orleans se due sarebbe stati sufficienti? Perchè piove. Piove. Piove. Il cielo coperto non ci è d&#8217;aiuto. Abbiamo in programma sessione fotografiche mattutine e serali per fotografare alba e tramonto, ma un cielo grigio e piatto non ci aiuta. La pioggia inoltre limita moltissimo gli spostamenti e trovare una location ideale è pressochè impossibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi parliamo ancora una volta di <strong>Pianificazione</strong>. Nel momento in cui abbiamo deciso di realizzare un viaggio di 20 gg abbiamo messo in preventivo che qualcosa sarebbe potuto andare storto, quindi ci siamo presi qualche giorno in più. Così nel caso avessimo avuto bisogno di più tempo saremo stati in grado di seguire il piano iniziale senza dover rinunciare a qualcosa. Qui a New Orleans ci siamo resi conto che quei 2/3 giorni in più ci permetteranno (tempo permettendo) di seguire i nostri piani.</p>
<p style="text-align: justify;">Se la pianificazione è utile per non mancare gli obiettivi, la <strong>Perseveranza</strong> è altrettanto utile. Come detto qua il tempo continua ad essere poco amichevole, eppure tutte le mattine la sveglia è puntata alle 5:00. Ci svegliamo, giudichiamo le condizioni del tempo e decidiamo cosa fare. Due mattine siamo usciti nonostante le pessime condizioni meteorologiche, una mattina abbiamo rinunciato. Nelle due uscite, siamo comunque riusciti a &#8220;portare a casa&#8221; qualche scatto sufficientemente decente. Domani è prevista la partenza verso Houston e nonostante tutto la sveglia sarà ancora puntata alle 5 di mattina. Non vogliamo perdere l&#8217;opportunità di trovare lo scatto perfetto qua a New Orleans.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, la <strong>Pazienza</strong>. Pur essendo molto motivati, con obiettivi piuttosto chiari, anche noi abbiamo la tentazione di mollare tutto e partire verso destinazioni dove splende il sole. Eppure abbiamo deciso di pazientare. In attesa del momento giusto. La fretta non è una buona compagna di viaggio e nemmeno della fotografia. Se oggi andrà male, domani andrà meglio. Si tratta solo di pazientare&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Aggiornamento fotografico: sono a quota 6.000 files tra fotografie e video, la Lumix GF2 la uso piuttosto di rado, penso che sarà più utile in Italia da utilizzare quando non sarà in giro con la reflex. Stesso discorso per il glidetrack: ho realizzato una decina di video con il carello, purtroppo però in certe situazioni si devono fare delle scelte e praticamente sempre ho scelto di dedicarmi alla fotografia. Resta il fatto che le riprese video in movimento hanno un impatto visivo davvero elevato e questo primo assaggio mi fa ben sperare per il futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">A presto per aggiornamenti&#8230; Rock On!</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Roadtripping: l’importanza della pianificazione nella fotografia di viaggio</title>
		<link>http://www.unitalianosuistock.com/2011/03/roadtripping-limportanza-della-pianificazione-nella-fotografia-di-viaggio/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Mar 2011 04:08:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Fochesato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Top Story Right]]></category>
		<category><![CDATA[miami]]></category>
		<category><![CDATA[pianificazione]]></category>
		<category><![CDATA[road trip]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo trascorso le prime quattro giornate del viaggio che da Miami ci porterà a Houston: due tra aeroporti e trasferimenti, due a Miami. Nel mio piano di viaggio era prevista una sessione fotografica notturna all&#8217;aeroporto di London Gatwick che però è presto saltata causa stanchezza, ciò però mi ha permesso di riprendere energie dopo l&#8217;influenza dei giorni precedenti la partenza e arrivare a Miami in uno stato di forma sufficiente per iniziare a produrre materiale per lo stock. Vorrei parlare di quanto sia importante la pianificazione quando si è in movimento. Nelle prime due giornate trascorse a Miami ci siamo mossi in diverse direzioni, nell&#8217;ordine: esplorazione, fotografia, relax e pianificazione. In pratica si tratta di esplorare il territorio, capire come la luce gira nelle varie zone della città per poi decidere dove e quando scattare le fotografie. Un&#8217;esempio: arrivati all&#8217;aeroporto abbiamo noleggiato subito un auto per dirigerci a Miami Beach. Nel corso del tragitto ci siamo annotati mentalmente l&#8217;orario, la posizione del sole e tutto ciò che vedevamo lungo la strada. Tutto questo nonostante fossimo sfiniti da un viaggio lungo 36 ore e dal fuso orario. In questo modo la mattina successiva avevamo una chiara idea di come avrebbe girato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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<div id="attachment_3686" class="wp-caption alignleft" style="width: 447px"><img class="size-full wp-image-3686 " src="http://www.unitalianosuistock.com/wp-content/uploads/2011/03/uisi_miami_1.jpg" alt="" width="437" height="300" /><p class="wp-caption-text">Miami, Florida - 19 marzo 2011: Stefano &quot;lightkey&quot; impegnato in una sessione fotografica al tramonto sulla baia di Miami - fotografia copyright Giorgio Fochesato</p></div>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo trascorso le prime quattro giornate del viaggio che da Miami ci porterà a Houston: due tra aeroporti e trasferimenti, due a Miami. Nel mio piano di viaggio era prevista una sessione fotografica notturna all&#8217;aeroporto di London Gatwick che però è presto saltata causa stanchezza, ciò però mi ha permesso di riprendere energie dopo l&#8217;influenza dei giorni precedenti la partenza e arrivare a Miami in uno stato di forma sufficiente per iniziare a produrre materiale per lo stock.</p>
<p style="text-align: justify;">Vorrei parlare di quanto sia importante la pianificazione quando si è in movimento. Nelle prime due giornate trascorse a Miami ci siamo mossi in diverse direzioni, nell&#8217;ordine: esplorazione, fotografia, relax e pianificazione. In pratica si tratta di esplorare il territorio, capire come la luce gira nelle varie zone della città per poi decidere dove e quando scattare le fotografie.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;esempio: arrivati all&#8217;aeroporto abbiamo noleggiato subito un auto per dirigerci a Miami Beach. Nel corso del tragitto ci siamo annotati mentalmente l&#8217;orario, la posizione del sole e tutto ciò che vedevamo lungo la strada. Tutto questo nonostante fossimo sfiniti da un viaggio lungo 36 ore e dal fuso orario. In questo modo la mattina successiva avevamo una chiara idea di come avrebbe girato la luce e questo ci ha permesso di sapere dove avremo voluto essere all&#8217;alba e al tramonto del giorno dopo per sfruttare al meglio le ore di luce.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro fattore fondamentale è decidere cosa fotografare. Prendere delle decisioni su cosa è importante &#8220;portare a casa&#8221; è fondamentale. Girovagare senza una vera meta, può essere divertente, può portare delle sorprese fotografiche, ma in linea di massima spesso è una perdita di tempo. Molto meglio avere degli obiettivi chiari e precisi da seguire.</p>
<p style="text-align: justify;">Un esempio: questa mattina alle 6 ci siamo alzati per fotografare il centro finanziario all&#8217;alba. Finita questa sessione sapevamo già dove saremo andati successivamente. Location decisa la sera precedente, osservando la mappa, in modo da non dover effettuare spostamenti troppo lunghi ed ottimizzare i tempi. Ciò ci ha permesso di fotografare il centro finanziario alle prime ore del giorno, spostarci a Key Biscayne per dare una rapida occhiata all&#8217;omonimo parco naturale e ritornare verso il centro prima delle dieci di mattina, per sfruttare la luce del giorno quando ancora non era troppo dura.</p>
<p style="text-align: justify;">In tutto ciò non bisogna dimenticare quanto sia fondamentale fermarsi. Una o due ore di pausa a metà giornata permettono di ricaricare le energie, rilassarsi e liberare la mente. Ciò permette di avere la mente lucida quando è il momento di pianificare la prossima meta, sempre in funzione di luce e risultati che si vogliono ottenere. Infine non bisogna dimenticarsi che questo deve essere un piacere. Divertirsi è fondamentale per godersi il lavoro e avere grandi risultati. Quindi a volte ci si può anche fermare, osservare un panorama e dire: &#8220;Awesome!&#8221; anche senza fotografarlo a tutti i costi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora mi prendo due minuti per rispondere ad alcune domande che erano state poste qua sul blog negli articoli precedenti:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>- Come siamo organizzati con gli uploads?</em> Nessuno dei due ha in programma di eseguire uploads nel corso del viaggio, ne tanto meno abbiamo delegato questa operazione a qualcuno a casa. Tre settimane senza uploads fanno bene alla mente <img src='http://www.unitalianosuistock.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;"><em>- Come siamo organizzati con le fotografie negli stessi luoghi?</em> Non ci siamo posti una regola. Abbiamo stile ed attrezzature differenti. Essere nelle stesso luogo non significa fare le stesse fotografie. Inquadrature, lunghezze focali, composizione e istinto ci differenziano in fase di ripresa. Il post-processing farà il resto quando saremo a casa.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei primi due giorni abbiamo realizzato circa 650 fotografie a testa, quindi il ritmo è decisamente alto! Per ora è tutto. Da domani saremo in viaggio verso Sud&#8230; stay tuned!</p>
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		<title>Niente uploads, ma pausa “attiva”</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 09:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Fochesato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Top Story Right]]></category>
		<category><![CDATA[microstock]]></category>
		<category><![CDATA[pianificazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Fare il fotografo esclusivo per iStockphoto come unica professione a tempo pieno, richiede uno sforzo notevole ed una capacità organizzativa del proprio workflow piuttosto severa. E&#8217; molto facile perdere di vista gli obiettivi, rilassarsi ed entrare in periodi dove la vita quotidiana prende il sopravvento e si tralascia questa professione, rimandando e posticipando gli uploads e gli scatti fotografici. Gli upload sono fondamentali, perchè senza di essi non è possibile vendere fotografie. Le fotografie sono fondamentali sennò non si possono fare upload. E&#8217; un gatto che si morde la coda, a volte entro in questo circolo e allora scatto e upload diventano la quotidianeità. Per settimane mi isolo completamente e carico 100/150/200 fotografie al mese. Per esempio a luglio 2010 ho eseguito con successo 210 uplaods, posizionandomi nei primi 25 artisti di istock nel mondo in quanto numero di uploads (statistiche tratte da http://istockcharts.multimedia.de/). Se conto anche le foto rifiutate arrivo a 250 uploads in 4 settimane&#8230; Sicuramente è un gran lavoro, che nei mesi verrà ripagato. Tanti uploads differenti permettono di avere un portfolio vario, che attrae diverse tipologie di clienti. In tutto questo però c&#8217;è un problema, direi piuttosto importante. Dedicare così tante energie e risorse agli uploads [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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<div id="attachment_1356" class="wp-caption aligncenter" style="width: 502px"><img class="size-full wp-image-1356" title="iStock_000010975377XSmall" src="http://www.unitalianosuistock.com/wp-content/uploads/2010/02/iStock_000010975377XSmall.jpg" alt="" width="492" height="244" /><p class="wp-caption-text">copyright epicurean/istockphoto.com</p></div>
<p style="text-align: justify;">Fare il fotografo esclusivo per iStockphoto come unica professione a tempo pieno, richiede uno sforzo notevole ed una capacità organizzativa del proprio workflow piuttosto severa. E&#8217; molto facile perdere di vista gli obiettivi, rilassarsi ed entrare in periodi dove la vita quotidiana prende il sopravvento e si tralascia questa professione, rimandando e posticipando gli uploads e gli scatti fotografici.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli upload sono fondamentali, perchè senza di essi non è possibile vendere fotografie. Le fotografie sono fondamentali sennò non si possono fare upload. E&#8217; un gatto che si morde la coda, a volte entro in questo circolo e allora scatto e upload diventano la quotidianeità. Per settimane mi isolo completamente e carico 100/150/200 fotografie al mese. Per esempio a luglio 2010 ho eseguito con successo 210 uplaods, posizionandomi nei primi 25 artisti di istock nel mondo in quanto numero di uploads (statistiche tratte da <a href="http://istockcharts.multimedia.de/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/istockcharts.multimedia.de/?referer=');">http://istockcharts.multimedia.de/</a>). Se conto anche le foto rifiutate arrivo a 250 uploads in 4 settimane&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente è un gran lavoro, che nei mesi verrà ripagato. Tanti uploads differenti permettono di avere un portfolio vario, che attrae diverse tipologie di clienti. In tutto questo però c&#8217;è un problema, direi piuttosto importante. Dedicare così tante energie e risorse agli uploads e agli scatti toglie il tempo per trovare nuove ispirazioni, pianificare nuovi progetti e ideare nuove fotografie. Il rischio è quindi quello di cadere dentro ad un circolo, nel quale le fotografie non portano nulla di nuovo al proprio portfolio in termini di qualità e varietà.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi a volte bisogna fermarsi. Ad agosto mi sono praticamente fermato. Ho chiuso Lightroom, ho chiuso Photoshop. Sarà così per un mese. Niente uploads massicci, ma solo uno qua e là, senza pensarci troppo fino a metà settembre. Per un mese ho deciso di dedicarmi alle idee e alla ricerca di nuovi stimoli. Voglio portare una ventata nuova di fotografie nel mio portfolio. Senza per forza dover rivoluzionare il mio stile, semplicemente ho voglia di liberare la mente e veder cosa succede.</p>
<p style="text-align: justify;">Da dove ho iniziato? La prima cosa è stata tirare fuori un <strong>ring flash della Orbis</strong> che dormiva in un cassetto, e iniziare a giocare. Si giocare. Senza pensare troppo ad iStock, giocare con la luce e cimentarmi con i ritratti di amici e parenti. Poi ho drasticamente <strong>ridotto il tempo</strong> che passo sul sito di iStock. E&#8217; sufficiente trascorrere 15 minuti la mattina e 15 minuti la sera. Guardo le statistiche, leggo il forum e cerco di non perdere l&#8217;uscita dei nuovi articoli.  Il resto del tempo lo passo all&#8217;aria aperta, possibilmente facendo <strong>sport</strong>. I progetti e le idee che mancavano sono arrivate di corsa. Una dopo l&#8217;altra, come l&#8217;entusiasmo che dopo anni di uploads stava andando via via scemando. Quando avanza del tempo, navigo. Guardo le montagne di fotografie che si trovano su <strong>internet</strong>. Una cosa che avevo un pò lasciato da parte negli ultimi tempi. Guardare ed osservare. E&#8217; una fonte di ispirazione costante, che mi fa rendere conte quanto sia importante continuare ad aggiornarsi e quanto sia importante continuare a sperimentare.</p>
<p style="text-align: justify;">Quale è il succo di questo discorso? Che non bisogna fossilizzarsi ed è necessario trovare un giusto equilibrio nelle energie che dedicate a questo lavoro. Ogni tanto è importante fermarsi, guardare dove si è arrivati e decidere dove si vuole andare. Nel microstock purtroppo non c&#8217;è una bussola che ci indica dove si trova il Nord e non c&#8217;è una comandante che ci dice quando dobbiamo issare le vele e quando dobbiamo buttare l&#8217;ancora. Siamo navigatori solitari in un oceano di idee e fotografie. Buon viaggio <img src='http://www.unitalianosuistock.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Passione e pianificazione</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 11:07:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Fochesato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche tempo fa ho scritto un articolo dove citavo quali sono i punti che bisogna considerare quando si affronta il microstock. Oggi vorrei approfondire il discorso legato alla &#8220;concorrenza&#8221;. Siamo in tanti e ogni giorno diventiamo di più. E&#8217; vero che siamo tutti amici perchè facciamo un lavoro che ci piace e condividiamo una passione, ma se vogliamo far diventare il microstock la nostra professione allora dobbiamo considerare anche che siamo tutti nella stessa &#8220;pentola&#8221; a farci concorrenza. Come sono cambiate le cose? Nel 2006 quando ho iniziato è innegabile che fosse molto più facile vendere una fotografia. Anche se la foto non aveva un forte impatto qualitativo si poteva sperare di raccimolare qualche downloads. E&#8217; anche vero che i prezzi erano molto più bassi di conseguenza non si diventava milionari&#8230; Ora le cose sono cambiate. Nell&#8217;ultimo anno moltissimi dei fotografi che hanno sempre &#8220;snobbato&#8221; il mercato sono arrivati su iStock e il livello si è costantemente inalzato. Ogni giorno centinaia di nuovi fotografi superano il processo di approvazione e iniziano a caricare le loro foto su iStock. Attualmente iStock conta 80.000 fotografi, da tutto il mondo ed oltre 6 milioni di files. E cresce. Quale è il segreto per [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;">Qualche tempo fa ho scritto un <a href="http://www.unitalianosuistock.com/2010/02/microstock-significa-lavorare-molto/">articolo</a> dove citavo quali sono i punti che bisogna considerare quando si affronta il microstock. Oggi vorrei approfondire il discorso legato alla &#8220;concorrenza&#8221;. Siamo in tanti e ogni giorno diventiamo di più. E&#8217; vero che siamo tutti amici perchè facciamo un lavoro che ci piace e condividiamo una passione, ma se vogliamo far diventare il microstock la nostra professione allora dobbiamo considerare anche che siamo tutti nella stessa &#8220;pentola&#8221; a farci concorrenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come sono cambiate le cose?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2006 quando ho iniziato è innegabile che fosse molto più facile vendere una fotografia. Anche se la foto non aveva un forte impatto qualitativo si poteva sperare di <em>raccimolare</em> qualche downloads. E&#8217; anche vero che i prezzi erano molto più bassi di conseguenza non si diventava milionari&#8230; Ora le cose sono cambiate. Nell&#8217;ultimo anno moltissimi dei fotografi che hanno sempre &#8220;snobbato&#8221; il mercato sono arrivati su iStock e il livello si è costantemente inalzato. Ogni giorno centinaia di nuovi fotografi superano il processo di approvazione e iniziano a caricare le loro foto su iStock. Attualmente iStock conta 80.000 fotografi, da tutto il mondo ed oltre 6 milioni di files. E cresce.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quale è il segreto per vincere la concorrenza?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo me la strada per essere al top è solo una: trovatevi una nicchia di mercato e sviluppatela alla massima qualità possibile. I tempi in cui si vendevano migliaia di fotografie con una &#8220;stretta di mano&#8221; sono finiti. Trovate un argomento che vi sta particolarmente a cuore, che vi appassiona e che vi rende felici. Studiatelo, preparatevi e approfonditelo. Scattate fotografie di qualcosa che vi piace fare, la passione che metterete in questa cosa si rifletterà sui vostri lavori e chi guarderà le vostre foto percepirà il valore aggiunto del vostro lavoro. Il cliente la prossima volta che cercherà qualcosa di simile, si ricorderà di voi.</p>
<p style="text-align: justify;">Non c&#8217;è prezzo nel fare qualcosa che vi da soddisfazione. Sia questo fotografare farfalle, modelle, monumenti o montagne. Scegliete un argomento e diventate i numeri uno in quel settore. A quel punto il successo sarà più vicino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pianificazione</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mettete passione in quello che fate, ma usate la testa. Pianificate quello che volete fare, studiatelo e quando è il momento di realizzarlo sarà un&#8217;ottimo lavoro. Non c&#8217;è spazio all&#8217;improvvisazione, sono (quasi) finiti i tempi in cui uno scatto rubato o improvvisato faceva la fortuna del fotografo. Personalmente mi piace fare un esempio che riguarda il viaggio che ho fatto lo scorso anno negli USA. Le foto che ho realizzato a <a href="http://www.istockphoto.com/file_search.php?action=file&amp;lightboxID=6265259&amp;refnum=gioadventures" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.istockphoto.com/file_search.php?action=file_amp_lightboxID=6265259_amp_refnum=gioadventures&amp;referer=');">San Francisco</a> e nella <a href="http://www.istockphoto.com/file_search.php?action=file&amp;lightboxID=6131752&amp;refnum=gioadventures" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.istockphoto.com/file_search.php?action=file_amp_lightboxID=6131752_amp_refnum=gioadventures&amp;referer=');">Monument Valley</a> (che al momento rappresentano buona parte delle vendite che realizzo giornalmente) le avevo in testa ancora prima di partire. Avevo in testa non solo l&#8217;inquadratura, ma anche il post-processing che avrei realizzato dopo lo scatto. Ho studiato la città, ho letto e ho cercato quali fossero le cose che era necessario fotografare e anche come fotografarle. Ho scelto le lenti che avrei usato durante il viaggio, ho ordinato un fisheye solo per quel viaggio (ampiamente ripagato). Ho studiato le mappe e mi sono organizzato. Amo viaggiare, ma ho imparato a viaggiare con l&#8217;idea di realizzare qualcosa per il mio portfolio.</p>
<p style="text-align: justify;">Fate lo stesso. Se organizzate un sessione in studio preparatela con un obiettivo, decidete quello che volete, prendete appunti e buttate le idee su un foglio. Riassumete tutto, pensate alle luci, spiegate il concetto al modello. Quando sarà il momento dello scatto tutto dovrà essere perfetto. Se andate a fare una passeggiata al mare, pensate a cosa volete prima di farla, andate con un scopo e portatelo a casa, nella memory card.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora vado, ho da pianificare il prossimo progetto&#8230; <img src='http://www.unitalianosuistock.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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