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	<title>unitalianosuiStock &#124; Giorgio Fochesato &#124; fotografia stock in Italia &#187; marco maccarini</title>
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	<description>il blog di Giorgio Fochesato: fotografia, illustrazioni, video e cultura digitale</description>
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		<title>iStockalypse Tokyo che è successo?</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 07:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Fochesato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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		<description><![CDATA[La Lypse di Tokyo si è conclusa, facciamo due chiacchiere con Marco Maccarini che è appena rientrato in Europa ed è quindi pronto a raccontarci tutto quello che è successo. Marco, facci un riassunto di tutto quello che hai vissuto! Come eravate organizzati, cosa avete fatto? Ciao Giorgio, sono contento di poter condividere con voi la mia esperienza. La iStockalypse di Tokyo è stata organizzata estremamente bene. Qualcosa poteva essere migliorata certamente, ma in generale sono contento di come si siano svolte le cose. I fotografi che hanno partecipato erano divisi in gruppi di 5 persone, ognuno composto da un iSP ambassador, un contributor in assignment e altri tre fotografi tra quelli estratti. Il tempo di nove giorni è poi stato suddiviso in tre parti.  Una prima parte (studio) in cui si scattavano fotografie in uno studio o in una ambientazione particolare (un ufficio, la lobby di un albergo, un ospedale, &#8230;) attrezzati anche di illuminazione, flashlight, riflettori, diffusori e tutto quanto potesse essere utile all’esecuzione delle fotografie. A seguire c’erano tre giorni non programmati (Free days) in cui ci si poteva scatenare con gli altri fotografi nei luoghi di Tokyo e dintorni che noi sceglievamo. In questa fase ho deciso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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<p>La Lypse di Tokyo si è conclusa, facciamo due chiacchiere con Marco Maccarini che è appena rientrato in Europa ed è quindi pronto a raccontarci tutto quello che è successo. Marco, facci un riassunto di tutto quello che hai vissuto! Come eravate organizzati, cosa avete fatto?</p>
<div id="attachment_3194" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-3194" title="uisi_jappa1" src="http://www.unitalianosuistock.com/wp-content/uploads/2010/11/uisi_jappa1.jpg" alt="" width="600" height="399" /><p class="wp-caption-text">copyright Marco Maccarini</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ciao Giorgio, sono contento di poter condividere con voi la mia esperienza. La iStockalypse di Tokyo è stata organizzata estremamente bene. Qualcosa poteva essere migliorata certamente, ma in generale sono contento di come si siano svolte le cose. I fotografi che hanno partecipato erano divisi in gruppi di 5 persone, ognuno composto da un iSP ambassador, un contributor in assignment e altri tre fotografi tra quelli estratti. Il tempo di nove giorni è poi stato suddiviso in tre parti.  Una prima parte (studio) in cui si scattavano fotografie in uno studio o in una ambientazione particolare (un ufficio, la lobby di un albergo, un ospedale, &#8230;) attrezzati anche di illuminazione, flashlight, riflettori, diffusori e tutto quanto potesse essere utile all’esecuzione delle fotografie. A seguire c’erano tre giorni non programmati (Free days) in cui ci si poteva scatenare con gli altri fotografi nei luoghi di Tokyo e dintorni che noi sceglievamo. In questa fase ho deciso di scattare foto editoriali che in futuro potrebbero tornare utili. Infine, nelll’ultima sessione (Casual shooting) si andava con i membri del proprio gruppo con uno o due modelli in differenti parti della città a scattare foto all’aperto su vari temi. Le sessioni erano abbastanza impegnative. Per esempio per la sessione di studio l’appuntamento era alle 7.30 di mattina. Ci trasportavano con dei minibus al posto prestabilito e in serata ci riportavano in albergo. In queste sessioni, avevamo almeno 30 minuti a testa sia la mattina che il pomeriggio in cui potevamo sviluppare idee particolari. Una cosa che ho apprezzato in generale è stata la quantità di tempo che ogni fotografo poteva avere con i modelli.</p>
<div id="attachment_3192" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-3192" title="uisi_jappa0" src="http://www.unitalianosuistock.com/wp-content/uploads/2010/11/uisi_jappa0.jpg" alt="" width="300" height="451" /><p class="wp-caption-text">copyright Marco Maccarini</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dalle foto che hai messo su Facebook è chiaro che ti sei divertito parecchio? Confermi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sì, decisamente. È stato impegnativo, intenso e faticoso, ma divertente. Non avevamo un attimo di pausa.<br />
La cosa più bella è stata condividere idee ed esperienze con gli altri partecipanti. Ho imparato parecchio da alcuni di loro. In particolare volevo ringraziare, Valentin Casarsa, Alexei Ivanov Studioxil, Subman ed il grande MbBirdy per i consigli sull’illuminazione ed il post processing.<br />
La cosa più difficile è stata la comunicazione con i modelli/modelle giapponesi.  È sorprendente che spesso non siano in grado di comunicare in Inglese. Anche la gestualità è diversa il che rende il tutto  ancora più difficile. Gli stimoli che la città offriva erano infiniti, e spesso era difficile non esserne sopraffatti. Rumori, colori, persone, ambienti si susseguivano senza sosta ed era difficile ritrovare un ordine mentale in mezzo a questo flusso. Molte delle foto che ho fatto rispecchiano esattamente questa inquietudine.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La produzione fotografica… Quante foto hai portato a casa? Sei soddisfatto dei tuoi scatti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ho fatto un totale di 3500 foto con risultati alterni. Il primo giorno è stato a dir poco disastroso. Era la prima volta che scattavo foto con i flash, diffusori, ombrelli etc, e tutta questa attrezzatura a cui non ero abituato e mi impediva di potermi esprimere liberamente. Anche il soggetto della sessione non ha certo aiutato. Foto di business people venderanno pure bene, ma mi inibiscono, è più forte di me! Poi dal secondo giorno è andato meglio, ho cercato di scattare sia foto standard, che foto più particolari in modo tale da differenziare i miei scatti da quelli degli altri fotografi. Ho imparato che una shooting list è fondamentale in tali situazioni perché la pressione che si ha quando il proprio tempo di scattare arriva è tale che ti fa perdere lucidità. È utile allora fermarsi un attimo e rileggere le idee scritte poco prima.</p>
<div id="attachment_3193" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-3193" title="uisi_jappa2" src="http://www.unitalianosuistock.com/wp-content/uploads/2010/11/uisi_jappa2.jpg" alt="" width="600" height="518" /><p class="wp-caption-text">copyright Marco Maccarini</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Appena arrivato a Tokyo hai lanciato il sasso, ma hai nascosto la mano… ci hai detto che vi hanno avvisato di una importante novità relativa iStock. Di cosa si tratta?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non posso dire niente, ma presto verrà annunciato. Comunque se leggete con attenzione l’intervista potreste dedurre qualche indizio&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando o dove sarà la prossima Lypse?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Preparate l’ombrello perché la prossima Lypse sarà  in primavera nella città di sua maestà LdF, Londra. Ormai, come si dice a Roma, “sto a rota”, e mi piacerebbe partecipare anche a quella nel caso ci sarà  la possibilità. Tanto Luca non avrà certo problemi ad ospitare noi tutti i contributors italiani!</p>
<p>Rock On!</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie Giorgio, approfitto per salutarte tutti i frequentatori di unitalianosuiStock.com</p>
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			</a>
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		<title>Un francese di Roma in Giappone</title>
		<link>http://www.unitalianosuistock.com/2010/10/un-francese-di-roma-in-giappone/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 10:18:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Fochesato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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		<category><![CDATA[giappone]]></category>
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		<description><![CDATA[A fine mese si terrà l&#8217;istockalypse ufficiale giapponese e tra i partecipanti ufficiali c&#8217;è anche Marco Maccarini (mmac72) assiduo frequentatore del blog, romano, ricercatore in Francia e già intervistato qualche mese da questo blog. Ne approfittiamo per fare nuovamente due chiacchiere con lui. Ciao Marco, sei già stato in Giappone? Che idea hai del Paese del Sol Levante? Quali sono le mete che visiterai? Ti fermi a Tokyo solo per la Lypse o ne approfitti e farai anche un piccolo viaggio? Ciao Giorgio, mi fa piacere essere di nuovo qui alcuni mesi dopo la mia prima intervista. Sono già stato in Giappone nel 2005 per questioni di lavoro. Allora la passione per la fotografia era ancora allo stato embrionale, e non avevo che una compatta Nikon da 3.2 megapixel (che vergogna!). Fui invitato ad una conferenza e visitai oltre a Tokyo, Kyoto e Nara. L’idea che mi sono fatto su questo paese è riassumibile nella seguente espressione romanesca: i Giapponesi se schizzano co la Nutella. Spesso, infatti, quando mi trovavo per strada a girare da solo per Tokyo, era come se io vivessi in una sorta di slow-motion, e intorno a me tutto andava in fast-forward. Tutto si svolgeva in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-2978" title="uisi_jappa" src="http://www.unitalianosuistock.com/wp-content/uploads/2010/10/uisi_jappa.gif" alt="" width="370" height="162" />A fine mese si terrà l&#8217;<a href="http://www.istockalypse.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.istockalypse.com/?referer=');">istockalypse</a> ufficiale giapponese e tra i partecipanti ufficiali c&#8217;è anche Marco Maccarini (<a href="http://italiano.istockphoto.com/mmac72" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/italiano.istockphoto.com/mmac72?referer=');">mmac72</a>) assiduo frequentatore del blog, romano, ricercatore in Francia e già <a href="http://www.unitalianosuistock.com/2010/02/intervista-a-marco-maccarini-1/" target="_blank">intervistato</a> qualche mese da questo blog. Ne approfittiamo per fare nuovamente due chiacchiere con lui.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ciao Marco, sei già stato in Giappone? Che idea hai del Paese del Sol Levante? Quali sono le mete che visiterai? Ti fermi a Tokyo solo per la Lypse o ne approfitti e farai anche un piccolo viaggio?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ciao Giorgio, mi fa piacere essere di nuovo qui alcuni mesi dopo la mia prima intervista. Sono già stato in Giappone nel 2005 per questioni di lavoro. Allora la passione per la fotografia era ancora allo stato embrionale, e non avevo che una compatta Nikon da 3.2 megapixel (che vergogna!). Fui invitato ad una conferenza e visitai oltre a Tokyo, Kyoto e Nara. L’idea che mi sono fatto su questo paese è riassumibile nella seguente espressione romanesca: i Giapponesi se schizzano co la Nutella.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso, infatti, quando mi trovavo per strada a girare da solo per Tokyo, era come se io vivessi in una sorta di slow-motion, e intorno a me tutto andava in fast-forward. Tutto si svolgeva in modo frenetico e per me incomprensibile. Una cosa che mi colpiva erano i rumori. Quasi ogni azione che si svolgeva era accompagnata da un rumore caratteristico. Entravo nella fermata della metropolitana e si udiva un canto di uccelli generato elettronicamente, all’apertura di una porta corrispondeva un sibilo caratteristico, arrivato alla fermata una sequenza di rumori precisa scandiva l’arrivo della metropolitana. Segnale acustico uno, treno in arrivo, segnale acustico due, treno entra nella stazione, segnale acustico tre, treno sta per fermarsi, segnale acustico quattro, treno fermo, segnale acustico cinque, porte si stanno per aprire, segnale acustico sei, porte aperte, segnale acustico sette, le porte si stanno per chiudere, segnale acustico otto, le porte si chiudono, &#8230;..</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle metropolitane e nei treni urbani avevo l’impressione che i giapponesi hanno due principali attività, dormono o giocano con il telefonino cellulare. A volte dopo pochi minuti di sguardo fisso andavano in stand by, come il computer, questo mi ha incuriosito particolarmente.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo mondo frenetico capita però, lasciando le vie principali, di giungere per caso in  luoghi tanto calmi e pacifici che ci si chiede se siano davvero là: girando una sera alla ricerca di un ristorante mi sono imbattuto una casa adibita a ristorante. In pratica la madre cucinava e il giovane figlio serviva cibo delizioso, in un atmosfera familiare quasi irreale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma a parte tutto, del Giappone non so moltissimo, perché in dieci giorni non si può imparare molto di un paese, specialmente se è così diverso dal nostro. Ho solo impressioni e cose curiose che sono rimaste nella mia memoria.</p>
<p style="text-align: justify;">A causa di impegni di lavoro dovrò ritornare subito dopo la Lypse e quindi non avrò l’opportunità di girare e imparare più del paese. È molto probabile che ritornerò con una nuova collezione parziale di immagini e sensazioni curiose, sperando che prima o poi avrò l’occasione di consolidarla in un viaggio più lungo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questa è la tua prima vera Lypse ufficiale, sarà diversa da quella di Cannes perché in questo caso la produzione di immagini di qualità sarà fondamentale. Quali sono le tue aspettative, che idea ti sei fatto di quello che succederà? Puoi dirci qualcosa sul programma ufficiale? Che attrezzatura ti porti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si è la mia prima Lypse ufficiale e sarà un investimento economico più considerevole rispetto alle due altre Lypse, quella a Cannes e quella a Milano. Spero non solo di rientrare con le spese, ma che il mio portfolio si ampli con immagini particolari e uniche. A tal proposito ho già prenotato al foto club la Nikon D700 ed un set di obiettivi “top of the line”, il Nikkor 14-24/f2.8, Nikkor 24-70/f2.8, e il 70-200/f2.8 VR. In più mi porterò tutte le mie ottiche fisse compatibili con il formato FX, ossia il 24mm/f2.8, il 50mm/f1.4, l‘85mm/f1.8 e il 105mm/f2.8 VR macro quest’ultimo per fotografare le foglie e gli alberi che in quel periodo si mostrerano in tutto il loro splendore autunnale. Forse dovrei assumere anche un portatore!</p>
<p style="text-align: justify;">Il programma sarà abbastanza intenso e fitto. Ci saranno cinque set ups in tre giorni, seguiti da tre giorni di sessioni fotografiche all’esterno insieme ad altri partecipanti, dei modelli e un ambassador di iStockphoto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hai già preso contatto con gli altri fotografi, conosci già qualcuno dei tuoi colleghi? L&#8217;aspetto sociale dell&#8217;evento sarà sicuramente molto coinvolgente!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sì, ho preso contatto con qualcuno, ma ho idea che lascerò che le cose vadano senza pianificare troppo. Ho molta voglia di scambiare idee e esperienze sulla fotografia con gli altri partecipanti. Già alle precedenti Lypse questo è stato uno degli aspetti più bello di questi eventi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il problema principale immagino sarà quello di non scattare troppe fotografie, altrimenti al tuo rientro dovrai prenderti un paio di settimane di ferie per processare tutte le fotografie… <img src='http://www.unitalianosuistock.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Oddio, non ci voglio pensare. Ho il grilletto un po’ troppo facile ultimamente&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per ora in bocca al lupo, aspettiamo un resoconto ufficiale della Lypse! Eddaje!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Eddaje!!! Chissà come si dice in Giapponese …</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Artista del mese in Francia: mmac72</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 19:56:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Fochesato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa settimana iStockphoto ha inviato la prima newsletter della storia in lingua francese, indirizzata a tutti coloro che risiedono in Francia e nei paesi francofoni. Tra i vari articoli della newsletter spicca sicuramente una curiosità, gradita a tutti noi italiani: l&#8217;artista del mese per la Francia è l&#8217;italianissimo Marco Maccarini, nickname mmac72 Un riconoscimento meritatissimo per Marco (intervistato da questo blog qualche mese fa) che ha un portfolio di elevatissima qualità, ricco di paesaggi incantevoli, ma che non disdegna di cimentarsi un pò in tutti i campi della fotografia di microstock! Nella foto si può notare una sua foto scattata nel corso dell&#8217;iStockalypse di Cannes durante la sessione in costume dedicata a Maria Antonietta. Ma come è possibile che un italiano sia stato scelto come fotografo del mese in Francia? Beh semplice, mmac72 vive e lavora in Francia. Complimenti a Marco e speriamo di ricevere presto anche noi una newsletter dedicata agli italiani! Chissà chi sarà il fotografo del mese in quel caso, probabilmente un francese!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.unitalianosuistock.com%2F2010%2F06%2Fartista-del-mese-in-francia-mmac72%2F" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/api.tweetmeme.com/share?url=http_3A_2F_2Fwww.unitalianosuistock.com_2F2010_2F06_2Fartista-del-mese-in-francia-mmac72_2F&amp;referer=');"><br />
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			</a>
		</div>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.unitalianosuistock.com/wp-content/uploads/2010/06/mmac72_fdm.jpg"><img class="size-full wp-image-2113 aligncenter" title="mmac72_fdm" src="http://www.unitalianosuistock.com/wp-content/uploads/2010/06/mmac72_fdm.jpg" alt="" width="440" height="116" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Questa settimana iStockphoto ha inviato la prima <a href="http://links.mkt2173.com/servlet/MailView?ms=MzA1MDQ4MwS2&amp;r=MTQzNDEzNjYwMDMS1&amp;j=MTgzMDQzMDkzS0&amp;mt=1&amp;rt=0" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/links.mkt2173.com/servlet/MailView?ms=MzA1MDQ4MwS2_amp_r=MTQzNDEzNjYwMDMS1_amp_j=MTgzMDQzMDkzS0_amp_mt=1_amp_rt=0&amp;referer=');">newsletter</a> della storia in lingua francese, indirizzata a tutti coloro che risiedono in Francia e nei paesi francofoni. Tra i vari articoli della newsletter spicca sicuramente una curiosità, gradita a tutti noi italiani: l&#8217;artista del mese per la Francia è l&#8217;italianissimo Marco Maccarini, nickname <a href="http://italiano.istockphoto.com/mmac72" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/italiano.istockphoto.com/mmac72?referer=');">mmac72</a></p>
<p style="text-align: justify;">Un riconoscimento meritatissimo per Marco (<a href="http://www.unitalianosuistock.com/2010/02/intervista-a-marco-maccarini-1/">intervistato da questo blog qualche mese fa</a>) che ha un portfolio di elevatissima qualità, ricco di paesaggi incantevoli, ma che non disdegna di cimentarsi un pò in tutti i campi della fotografia di microstock! Nella foto si può notare una sua foto scattata nel corso dell&#8217;iStockalypse di Cannes durante la sessione in costume dedicata a Maria Antonietta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma come è possibile che un italiano sia stato scelto come fotografo del mese in Francia? Beh semplice, <em>mmac72</em> vive e lavora in Francia. <img src='http://www.unitalianosuistock.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">Complimenti a Marco e speriamo di ricevere presto anche noi una newsletter dedicata agli italiani! Chissà chi sarà il fotografo del mese in quel caso, probabilmente un francese! <img src='http://www.unitalianosuistock.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Intervista a Marco Maccarini &#8211; 2</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 09:18:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Fochesato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[fotografo]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[istock]]></category>
		<category><![CDATA[marco maccarini]]></category>
		<category><![CDATA[microstock]]></category>
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		<description><![CDATA[Riprendiamo l&#8217;intervista che abbiamo iniziato con Marco (mmac72) qualche giorno fa&#8230; Nel corso del viaggio in Bolivia quante fotografie hai realizzato? Come eri organizzato per archiviare le foto? Scattavi in RAW oppure JPG? In totale sono arrivato a circa 3000. Ho comprato 40 Gigabite di carte di memoria e li ho utilizzati quasi tutti. Normalmente scatto sia RAW che JPG, dipende dall’uso che intendo fare della foto e dal soggetto. Il vantaggio del JPG e’ il poco spazio che occupa, e lo uso per soggetti non troppo contrastati e per foto a cui non bisogna fare molto post-processing. Viceversa quando ho una foto con grande contrasto (controluce, zone illuminate ed in ombra), uso il RAW che riesce a mantenere informazioni anche nelle zone piu’ problematiche. Alcune delle foto che hai scattato sono già su Flickr e sono splendide&#8230; personalmente mi fanno venire quello che io chiamo &#8220;il richiamo della foresta&#8221;: prendere lo zaino e salire su un aereo. Quali sono i luoghi da cui sei rimasto più affascinato? Senza dubbio il Salar di Uyuni e’ il posto piu’ bello che abbia mai visto. Continuavo a guardare questa distesa bianca avidamente, scattavo fotografie a ripetizione e mi mancava il respiro. Spero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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<p style="text-align: justify;"><em><img class="alignleft size-medium wp-image-1301" title="mmac72" src="http://www.unitalianosuistock.com/wp-content/uploads/2010/02/mmac72-263x300.jpg" alt="" width="263" height="300" />Riprendiamo </em><a href="http://www.unitalianosuistock.com/2010/02/intervista-a-marco-maccarini-1/"><em>l&#8217;intervista</em></a><em> che abbiamo iniziato con Marco (<a href="http://italiano.istockphoto.com/mmac72" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/italiano.istockphoto.com/mmac72?referer=');">mmac72</a>) qualche giorno fa&#8230;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel corso del viaggio in Bolivia quante fotografie hai realizzato? Come eri organizzato per archiviare le foto? Scattavi in RAW oppure JPG?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In totale sono arrivato a circa 3000. Ho comprato 40 Gigabite di carte di memoria e li ho utilizzati quasi tutti. Normalmente scatto sia RAW che JPG, dipende dall’uso che intendo fare della foto e dal soggetto. Il vantaggio del JPG e’ il poco spazio che occupa, e lo uso per soggetti non troppo contrastati e per foto a cui non bisogna fare molto post-processing. Viceversa quando ho una foto con grande contrasto (controluce, zone illuminate ed in ombra), uso il RAW che riesce a mantenere informazioni anche nelle zone piu’ problematiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alcune delle foto che hai scattato sono già su Flickr e sono splendide&#8230; personalmente mi fanno venire quello che io chiamo &#8220;il richiamo della foresta&#8221;: prendere lo zaino e salire su un aereo. Quali sono i luoghi da cui sei rimasto più affascinato?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Senza dubbio il Salar di Uyuni e’ il posto piu’ bello che abbia mai visto.<img class="aligncenter size-full wp-image-1297" title="Salar" src="http://www.unitalianosuistock.com/wp-content/uploads/2010/02/Salar.jpg" alt="" width="500" height="753" /> Continuavo a guardare questa distesa bianca avidamente, scattavo fotografie a ripetizione e mi mancava il respiro. Spero proprio di ritornarci. Oltre la bellezza, e’ l’unicita’ del posto che impressiona. Per chi vuole dare una sbirciata  il link e’ il seguente: <a href="http://www.flickr.com/photos/71919376@N00/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/71919376_N00/?referer=');">http://www.flickr.com/photos/71919376@N00/</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hai già un&#8217;idea di quante fotografie potrai proporre ad iStock e Getty Images? Come pensi di differenziare i due progetti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E’ una domanda a cui ancora non so rispondere. Comunque penso di fare una distinzione in primo luogo dei posti. Poi quando avro’ piu’ esperienza con Getty Images decidero’ in base al successo di alcuni soggetti nei due siti. Spero poi di poter contribuire prima o poi alla fotografia editoriale di Getty images, ma procediamo con calma&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il tuo portfolio è ricchissimo di paesaggi, in qualsiasi stagione&#8230; sono sicuro che non hai intenzione di fermarti, quale sarà la prossima meta?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ne ho tante in mente. In Francia vorrei visitare la Bretagna, la Normandia e l’Ardeche. In Europa vorrei andare in Spagna, Norvegia e Islanda. In asia, la Turchia.Vorrei tornare in Giappone visto che ci sono andato quando ancora non avevo la macchina digitale. Poi la parte occidentale del Canada (British Columbia e Montagne Rocciose) e infine i Territori del Nord Ovest, perche’ fino a pochi anni fa erano solo un territorio da conquistare quando giocavo a Risiko, ma poi ho scoperto che, in realta’, sono luoghi fantastici ed incontaminati. E non finisce qui&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A proposito di iStock, in autunno abbiamo avuto il piacere di conoscerci di persona quando sei venuto a trovarci a Berlino ed hai partecipato alla celebrazione del compleanno di iStock Europa. Omettendo i particolari &#8220;oscuri&#8221;, che idea ti sei fatto degli uffici berlinesi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mi e’ piaciuta l’atmosfera molto informale e familiare, e vedere cosi’ tante persone dalle storie curiose ritrovarsi insieme in un ufficio. Ero sorpreso che ci lavorasse solo un fotografo, ma visto l’altissimo livello dovrebbe bastare!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Canon o Nikon? Teleobiettivo o grandangolo? Ottica fissa o zoom? Lightroom o Aperture? Mac o Windows?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Uso la Nikon, solo per il fatto che e’ la prima macchina che avevo, e che ora non mi conviene cambiare marca e tutti gli obiettivi. Ma se avessi la possibilita’ farei come ha scritto Valentin Carsara nella sua intervista: perche’ scegliere? le vorrei tutte e due, e ci aggiungerei anche una Leica M9 per quando voglio uscire leggero.  Uso tutte le lunghezze focali da 10.5 a 300 mm, con preferenza per le focali corte. Mi piacciono le prospettive drammatiche. Ho sia ottiche fisse che zoom, e tendo ad usarle tutti.  In condizioni di luce scarsa prediligo le ottiche fisse perche’ hanno un apertura piu’ ampia e non mi piace il flash. Per quanto riguarda il sistema operativo, ho iniziato con Windows che poi ho lasciato in favore di Linux. Al centro di ricerca dove lavoro mi hanno obbligato ad usare Mac, e ora non tornerei indietro per nulla al mondo. Per quanto riguarda la scelta Lightroom  vs Aperture, ho iniziato con Aperture, ma da qualche mese mi sono convertito a  Lightroom. E’ molto piu’ completo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A proposito di lenti Nikon&#8230; sul tuo profilo di iStock hai una lista &#8220;infinita&#8221; di obiettivi. Quando sei in viaggio li porti tutti con te oppure fai una selezione?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Hai toccato un argomento che mi manda in crisi ogni volta che preparo lo zaino. Io vorrei portarli sempre tutti, ma poi per ovvie ragioni devo fare delle scelte dolorose. Per il viaggio in Bolivia avevo gli zoom (12-24mm, 17-50mm e 70-300mm) e chiaramente il Fisheye. L’ho comprato seguendo un tuo consiglio e da allora non me ne separo piu’! Tendo a mettere tutto quello che posso in delle borse a marsupio, ne ho di diverse grandezze. Lo trovo conveniente perche’ non carica le spalle e posso raggiungere la macchina fotografica molto agevolmente in qualunque situazione. Ho imparato  a scattare anche mentre pedalo in bici (http://www.istockphoto.com/stock-photo-10217731-biking-close-up-of-wheel-in-motion.php)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dal 22 al 25 aprile si svolge l&#8217;iStockalypse di Cannes in concomitanza con il Sony World Photography Awards. Vivendo in Francia hai deciso di partecipare? Che aspettative hai?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si’, andro’ a Cannes perche’ ho una gran voglia di partecipare ad un evento fotografico di rilevanza internazionale. Ho mandato tre foto al concorso per amatori, e chissa’&#8230;. Sono molto curioso di incontrare di persona i membri dello staff di iStockphoto, perche’ per ora li associo solo ad una icona sul forum del sito. Vorrei vedere dei fotografi professionisti in azione, imparare da loro, carpire ogni sfumatura della loro tecnica. Mi aiuterebbe molto perche’ fino ad ora ho imparato tutto leggendo libri, forum e tutorial su internet.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La tua parola chiave preferita?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Hope</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qualche consiglio per chi si avvicina ad iStock in questo momento?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ho un’esperienza abbastanza limitata nel campo quindi non penso di poter dare consigli autorevoli. Ogni anno il numero di fotografi professionisti e amatori che si dedicano a questo settore cresce, rendendo il tutto piu’ difficile (e interessante). Penso comunque che se si fa una cosa con passione, impegno e dedizione non si sbaglia mai nella fotografia come in ogni altro campo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi sono gli artisti su iStock che attirano maggiormente la tua attenzione?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Adoro la spontaneita’ delle photo di <a href="http://www.istockphoto.com/helenecanada" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.istockphoto.com/helenecanada?referer=');">helenecanada</a>.  Il portfolio di <a href="http://www.istockphoto.com/user_view.php?id=446079" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.istockphoto.com/user_view.php?id=446079&amp;referer=');">Valentin Carsara</a> e’ semplicemente fantastico.  <a href="http://www.istockphoto.com/ClintSpencer" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.istockphoto.com/ClintSpencer?referer=');">Clint Spencer</a> ha alcune foto estremamente drammatiche che mi hanno colpito. Mi piacciono anche i background colorati di <a href="http://www.istockphoto.com/ooyoo" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.istockphoto.com/ooyoo?referer=');">ooyoo</a>. Poi, saro’ malato, ma ho un debole per i cargo container,  la logistica e l’industria pesante in generale.  Per cui il porfolio <a href="http://www.istockphoto.com/user_view.php?id=791973" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.istockphoto.com/user_view.php?id=791973&amp;referer=');">Christian Lagereek</a> e’ anche tra i miei preferiti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Infine, hai consigli e suggerimenti per un italiano su iStock?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Continuare a crescere e diventare il portale di riferimento per i colleghi italiani di iStockphoto.</p>
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		<title>Intervista a Marco Maccarini &#8211; 1</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 09:14:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Fochesato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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		<category><![CDATA[intervista]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa settimana intervistiamo Marco Maccarini (mmac72), che recentemente ha avuto modo di fare uno splendido viaggio dall&#8217;altra parte del mondo e che quindi oggi oltre a parlarci della su esperienza di microstock ci farà sognare luoghi lontani. Marco ha anche visitato la sede di iStock di Berlino quindi magari saprà dirci qualcosa su quello che accade da quelle parti. Ciao Marco, come va? Grazie per aver accettato l&#8217;invito di un italiano su iStock. Per iniziare mi sembra doverosa una presentazione su chi sei e quello che fai. Vivi in Francia e hai vissuto anche in Germania, sei il classico &#8220;cervello in fuga&#8221; dall&#8217;Italia? Raccontaci qualcosa di te&#8230; Ti ringrazio Giorgio, innanzitutto, per l&#8217;intervista.Si&#8217; ho girato molto. Dopo essermi laureato in Fisica all&#8217;Universita&#8217; &#8220;La Sapienza&#8221; di Roma, mi sono trasferito nel nord dell&#8217;Inghilterra per il dottorato di ricerca. Successivamente sono tornato a Roma, ma visto che in Italia la situazione della ricerca e&#8217; quella che e&#8217;, ho deciso di ripartire. Ho lavorato tre anni all&#8217;universita&#8217; di Heidelberg in Germania, un anno a Montreal, in Canada ed ora sono tre anni che svolgo la mia professione  a Grenoble in Francia, in un centro di ricerca. In realta&#8217;, la Fisica e&#8217; la mia [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-1263" title="mmac72" src="http://www.unitalianosuistock.com/wp-content/uploads/2010/02/Io-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" />Questa settimana intervistiamo Marco Maccarini (<a href="http://italiano.istockphoto.com/mmac72" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/italiano.istockphoto.com/mmac72?referer=');">mmac72</a>), che recentemente ha avuto modo di fare uno splendido viaggio dall&#8217;altra parte del mondo e che quindi oggi oltre a parlarci della su esperienza di microstock ci farà sognare luoghi lontani. Marco ha anche visitato la sede di iStock di Berlino quindi magari saprà dirci qualcosa su quello che accade da quelle parti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ciao Marco, come va? Grazie per aver accettato l&#8217;invito di un italiano su iStock. Per iniziare mi sembra doverosa una presentazione su chi sei e quello che fai. Vivi in Francia e hai vissuto anche in Germania, sei il classico &#8220;cervello in fuga&#8221; dall&#8217;Italia? Raccontaci qualcosa di te&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ti ringrazio Giorgio, innanzitutto, per l&#8217;intervista.Si&#8217; ho girato molto. Dopo essermi laureato in Fisica all&#8217;Universita&#8217; &#8220;La Sapienza&#8221; di Roma, mi sono trasferito nel nord dell&#8217;Inghilterra per il dottorato di ricerca. Successivamente sono tornato a Roma, ma visto che in Italia la situazione della ricerca e&#8217; quella che e&#8217;, ho deciso di ripartire. Ho lavorato tre anni all&#8217;universita&#8217; di Heidelberg in Germania, un anno a Montreal, in Canada ed ora sono tre anni che svolgo la mia professione  a Grenoble in Francia, in un centro di ricerca. In realta&#8217;, la Fisica e&#8217; la mia principale occupazione, e trovo bizarro che la mia prima intervista  tratti di fotografia e non di scienza. Sara&#8217; forse un segno?La definizione di &#8220;cervello in fuga&#8221; viene usata molto nei giornali ed in televisione, ma a mio avviso non rappresenta pienamente la maggior parte delle persone che fanno questa scelta. Nell&#8217;immaginario collettivo questa figura viene associata a geni incompresi, in preda a tormenti che fuggono per l’appunto. In realta&#8217; si tratta di persone con capacita&#8217; normali, che si impegnano nel loro campo e che hanno deciso di trasferirsi in posti dove possano svolgere la loro attivita&#8217; in modo piu&#8217; soddisfacente. Non nego che qualche tormento ci sia. Da un lato c&#8217;e&#8217; l&#8217;amore per il paese in cui si e&#8217; nati e cresciuti, dall&#8217;altro  la delusione di vedere una cosi&#8217; enorme tradizione artistica, culturale e ambientale lasciata a se&#8217; stessa, ed una grande amarezza nel vedere tante opportuinta&#8217; di sviluppo lasciate cadere nel vuoto, specialmente nei riguardi della parte piu&#8217; produttiva e creativa della societa&#8217;, i giovani, a cui viene soffocato qualunque tipo di iniziativa. Pero&#8217; a questo tormento ci si abitua dopo qualche anno e si accetta l&#8217;Italia per quella che e&#8217;, con tutte le sue contraddizioni.<br />
Il mio rapporto con la fotografia e&#8217; iniziato tanto tempo fa, ma e&#8217; solo a partire del 2006, che la passione e&#8217; si e&#8217; consolidata. Il merito di questa svolta e&#8217; dovuto, in particolare, ad un fotografo canadese Freeman Patterson (<a href="http://www.freemanpatterson.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.freemanpatterson.com/?referer=');">http://www.freemanpatterson.com/</a>) che con i suoi libri e&#8217; riuscito a trasmettermi l&#8217;amore verso questa disciplina. In particolare mi ha dato una prima idea di come, attraverso  la composizione, l&#8217;esposizione, il tipo di lente scelta,   si possano enfatizzare le emozioni e i sentimenti che ti hanno convinto a scattare la fotografia. Fotografare e&#8217; per me sinonimo di liberta&#8217; ed indipendenza: hai  tutto il mondo a disposizone come soggetto e completa liberta&#8217; di interpretarlo e raffigurarlo attraverso le immagini. Non solo ti permette di mostrare il mondo attraverso i tuoi occhi, ma ti permette di fissare le emozioni e i sentimenti che ti hanno spinto a scattare la foto.  Questo fatto piu&#8217; la sensazione che le foto piu&#8217;  belle sono quelle che ancora devo scattare hanno trasformato un  hobby innocuo in una sorta di ossessione e, chissa&#8217;, forse in un futuro remoto in una professione a tempo pieno. Vedremo&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il tuo rapporto con iStockphoto inizia nel 2006, come hai scoperto la fotografia di microstock e come sei approdato ad iStock?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong>Navigando su internet sono giunto per caso al sito e mi sono registrato, ma non avevo ancora una macchina digitale, quindi ho dovuto aspettare di comprarne una prima di poter  contribuire. Poi ho iniziato con varie agenzie, visto che iStockphoto mi aveva rifiutato diverse volte. Alla fine ho deciso di provare un&#8217;ultima volta e, mi hanno accettato. Devo dire che lavorare per le altre agenzie mi ha aiutato molto, e&#8217; stato come un training. Allora, comunque, consideravo il tutto ancora un gioco, nulla di serio a dire il vero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pur avendo ottenuto subito ottimi risultati non sei diventato un fotografo esclusivo. Ti sei dedicato anche ad altre agenzie, quali sono state le tue impressioni e come mai ci hai messo tanto ad avere la corona dorata di artista esclusivo? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong>Ho iniziato a mandare foto un po&#8217; a tutte le agenzie piu&#8217; famose, e ad alcune meno famose, ma il lavoro di uploading era la cosa piu&#8217; tediosa che esistesse. Dopo essere diventato contributore di iStockphoto, nell&#8217;Ottobre 2007, ho visto una differenza abissale in termini di vendite. Sono bastati pochi mesi per raggiungere la soglia dei 250 downloads, ma ho aspettato parecchi mesi prima di maturare la decisione di diventare esclusivo, e, poi, ho impiegato del tempo per disabilitare le foto mandate alle altre agenzie. Con il senno del poi, penso che avrei dovuto essere un po’ piu’ celere. Visto che la fotografia non e’ (ancora) la mia principale attivita’ e’ meglio concentrare gli sforzi e il poco tempo a disposizione nel luogo dove le cose vanno meglio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Recentemente hai anche firmato il contratto con Getty Images. Le cose sono andate bene subito oppure ci è voluto del tempo? Come funziona il processo di approvazione per i fotografi di livello &#8220;silver&#8221;? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong>Ho comprato la nuova macchina fotografica (Nikon D300) con l&#8217;idea di poter mandare le mie foto su Getty, ma al primo tentativo sono stato rifiutato. Nella mail di rifiuto era specificato che nel giro di tre mesi avrebbero di nuovo dato un occhiata al mio portfolio per valutare i progressi. Pensavo fosse una risposta pro forma, per addolcire il rifiuto, ma dopo tre mesi esatti una nuova mail da Getty mi annunciava di essere stato accettato a contribuire. La cosa mi ha fatto molto piacere. Ora si apre un nuovo capitolo, di cui ancora non e&#8217; chiaro neanche il titolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cambiamo discorso e parliamo del viaggio dal quale sei appena tornato. Se non sbaglio sei stato in Sud America&#8230; dove, come e quando? Raccontaci di questa esperienza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong>Ho visitato la Bolivia per tre settimane, un posto meraviglioso e diverso da tutto quello che ho visto prima. E&#8217; un paese molto povero, ma una poverta&#8217; piena di dignita&#8217;. Una poverta&#8217; che rispecchia arretratezza economica, ma non degrado sociale. Per esempio, considerato il basso tenore di vita della popolazione, ero sorpeso da quanti pochi mendicanti abbia visto per strada, molti meno che in qualsiasi capitale europea.Sono arrivato poco tempo dopo la rielezione del Presidente Indio, Evo Morales ed ero curioso di carpire cosa la gente sentisse a riguardo.Evo Morales e’ uscito alla ribalta negli scorsi anni per aver portato avanti iniziative di lotta a favore della coca. Questa pianta e’ causa di diatribe infinite tra il mondo occidentale (in primis gli USA), che la considera solo un ingrediente necessario a produrre cocaina, e la popolazione Boliviana, che la ritiene una risorsa tradizionale del paese, parte integrante della cultura popolare, e che ha alleviato le sofferenze della popolazione per millenni.Durante il suo primo mandato Morales si e’ distinto per delle iniziative atte ad arginare il modello liberista vigente prima di lui, ed ha nazionalizzato le risorse energetiche del paese in modo tale che la ricchezza venisse redistribuita all’interno piuttosto che esportata a vantaggio di aziende straniere. Sta mettendo in atto delle riforme che dopo tanto tempo restituiscano del benessere ai ceti piu’ poveri della societa’, non senza difficolta’. Il problema dell’analfabetismo viene affrontato, per esempio, garantendo dei fondi sociali per le famiglie che mandano i figli a scuola. <img class="aligncenter size-full wp-image-1264" title="Muro" src="http://www.unitalianosuistock.com/wp-content/uploads/2010/02/Muro-e1265015514290.jpg" alt="" width="600" height="398" />Non tutti sono a favore del suo corso politico, ed in alcune regioni piu’ ricche, come Santa Cruz, si inneggia alla secessione, un po’ come da noi. Da molti viene accusato di incompetenza e populismo. La mia idea e’ che, se una volta tanto sono le parti piu’ ricche della popolazione che si lamentano, Evo tanto male non deve essere, e penso che la frase “Evo de nuevo”, che si legge su quasi ogni muro della Bolivia, rimbombera’ nella mia mente ancora a lungo.Sono tante le cose che mi hanno colpito del paese. La gente con i loro costumi tradizionali, i paesaggi e i bambini. Il loro sorriso e’ una cosa difficile da dimenticare.<img class="aligncenter size-full wp-image-1265" title="Bimba" src="http://www.unitalianosuistock.com/wp-content/uploads/2010/02/Bimba-e1265015453361.jpg" alt="" width="450" height="603" /></p>
<p style="text-align: justify;"><em>si conclude qua la prima parte dell&#8217;intervista a Marco&#8230; non perdere la seconda parte!</em></p>
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