Il ritratto di una persona su fondo neutro, senza contesto, ha validità di interpretazione del personaggio per chi è, le sue espressività, le sue caratteristiche fisiche, la sua personalità. Se abbiamo necessità di usare questo contesto dobbiamo fare in modo che niente distragga l’attenzione dal suo viso isolandolo anche grazie l’abbigliamento. Gli elementi presenti non devono contrastare troppo e non devono distrarre. Il viso deve rimanere il punto focale della nostra attenzione. La pelle ha una tonalità chiara (escluso per le etnie africane ovviamente) e nel caso di un ritratto su fondo nero dobbiamo fare i conti con la quantità da mostrarne (Isabella Rossellini… Mapplethorpe… vi dice niente?).
Nel caso delle foto di microstock i ritratti così costruiti vengono pensati per enfatizzare tutti quegli elementi che rendono importanti i lineamenti, i capelli e il trucco. Infatti le foto di beauty generalmente seguono queste direttive dove il soggetto è il trucco o la capigliatura e null’altro deve distrarre lo sguardo. I tagli sono sempre molto stretti e il dettaglio è maniacale (vedi Iconogenic su istock).
Diversamente i ritratti ambientati aggiungono una storia alla foto. Aiutano a capire meglio chi è la persona e quali sono le sue peculiarità caratteriali o gli interessi. Una stanza, una poltrona, un libro, un oggetto, un abito, uno sfondo.. tutti elementi che aggiungono un racconto esaltando la figura. Nel microstock il ritratto ambientato ha senso se si vuole inserire una figura in un contesto che acquisterà un’ importanza determinante. E’ importante in questo caso non lasciare dubbi, dichiarare immediatamente il soggetto senza segreti in quanto l’utente dovrò capire a colpo d’occhio il ruolo della persona fotografata (vedi autori su istock francisblack, H-Gall).
La composizione ha un ruolo di anti-stress per l’occhio. Sia che si tratti di singole persone su fondo bianco , sia che si tratti di immagini con degli ambienti, mettere le cose al loro posto è di basilare importanza. Si complicano le cose quando si ha un gruppo di persone di altezze e abbigliamenti diversi.
Di base un fotografo farà uso della sua innata predisposizione al gusto e all’armonia ma per chi non è disposto di questi elementi può semplicemente ricordare dei piccoli trucchi: a) far portare diversi cambi di colori diversi; b) comporre in base a forme geometriche triangolari (cioè le persone e gli spazi vuoti devono comporre vagamente dei triangoli) per dare dinamicità e non annoiare lo sguardo.
Per quanto riguarda le pose, anche il ritratto del singolo ha bisogno di essere gestito in modo da non risultare una composizione noiosa e rigida. Ho già detto che mettere le persone di tre quarti aiuta a farle risultare più sottili e magre. Se volete farle sedere, usate sgabelli piuttosto che sedie. Aiuta a non fare sembrare la persona goffa e insaccata. Tenete a portata dei rialzi (cassette di legno o piccoli cubi) per far appoggiare una gamba in modo da staccarla dall’altra e distinguere le due ginocchia. In genere la cosa più difficile è gestire le braccia e le mani. I modelli non professionisti non sanno mai cosa farsene di quelle due protuberanze che in quel momento diventano enormi e ingombranti. Se non devono fare nulla di particolare fateli muovere con naturalezza, mettere una mano in tasca, aggiustarsi i capelli, sistemare un orecchino, cercate posizioni del corpo dove possano usare le mani senza pensarci come stare seduti a gambe incrociate o appoggiare le braccia su una sedia etc. L’espediente vi servirà per far passare quei primi terribili 5 minuti. Dopo diventa generalmente tutto più semplice. E se siete in orario aperitivo, un goccio di alcol farà faville. Senza esagerare, mi raccomando.
Per riflettere un po’: diverso tempo fa leggevo un’intervista a Giovanni Gastel che diceva più o meno così “le mie modelle dicono che basta copiare quello che faccio io”. Questo significa che per primo il fotografo deve essere quello che dimostra, che coinvolge, che si diverte, che trascina… non basta far vedere col corpo ma bisogna far vedere anche col cuore. Se si è i primi a mettersi allo scoperto sarà più semplice per i nostri modelli sentirsi partecipi. Nessuno vuole sentirsi stupido o imbarazzato quindi se chiedete espressioni particolari fatele voi la prima mossa e divertitevi. E’ la maniera migliore per ottenere realtà e onestà.







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