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Lettura Portfolio al MicrostockExpo

7 November, 2011
By Giorgio Fochesato

Ieri si è concluso MicrostockExpo, il primo evento internazionale che ha coinvolto tutte le maggiori agenzie di fotografia microstock e tutte le aziende che si occupano di fornire servizi in questo settore. Oltre ovviamente ad un nutrito gruppo di fotografi interessati a seguire i vari aspetti e le tendenze di questo mercato. Sto preparando un articolo con idee e considerazioni su quello che ho visto e sentito. Quindi nei prossimi giorni ci sarà da discutere…

Per il momento vorrei condividere con voi il risultato della “lettura portfolio” alla quale ho partecipato. Si trattava di una lettura portfolio piuttosto particolare, le fotografie venivano proiettate pubblicamente all’interno della sala, e un gruppo di 4 esperti diceva la propria idea su quello che vedeva. Gli esperti erano Frank Erler fondatore dell’agenzia PhotoCase, Sarah Fix vice presidente di Blend Images, Josh Hodge istock contributor con 180.000 downloads in soli due anni e Andres Rodriguez uno dei fotografi di microstock più di successo al mondo.

Nel corso della lettura portfolio sono state mostrate quattro mie fotografie, ecco cosa mi è stato detto:

Il giudizio sull’immagine dal punto di vista puramente visivo e artistico è stata positiva. L’immagine è sicuramente piaciuta. Dal punto di vista commerciale la vignettatura è piaciuta perchè aiutava ad identificare il soggetto. E’ piaciuto meno il fatto che sia una fotografia con un contrasto così netto, toni troppo scuri ed è stata giudicata una fotografia di nicchia con un basso valore commerciale. In generale, nella fotografia di viaggio mi è stato consigliato di evitare contrasti così netti.

Concordo con quello che mi è stato detto, è una fotografia che personalmente mi piace moltissimo, ma che ha avuto solo 3 downloads in 3 anni (#8962356). Volevo capire perchè non aveva ottenuto grandi risultati. Ora lo so ;)

La seconda fotografia è stata scattata a Houston, con un effetto Tilt Shift aggiunto in post-produzione ed un toning sepia. E’ un’immagine che non ho ancora caricato su iStock.

La fotografia è stata apprezzata per il post processing, per le linee che e anche per l’effetto tilt shift. Mi è stato consigliato però di porre il fuoco in un altra zona: per come è stata realizzata ha un valore puramente artistico e non commerciale. In sostanza manca un dettaglio che dia la motivazione ad un cliente di acquistarla.

Franck di PhotoCase ha dimostrato una visione piuttosto diversa dagli altri 3 ed ha commentato molto positivamente la fotografia, definendola unica e differente dal resto delle fotografie stock. Giudicandolo come un punto di forza.

Ho trovato interessante queste motivazioni. A volte mi concentro puramente sugli aspetti artistici di una fotografia e non su quelli commerciali. Del resto penso che la fotografia sia questione di sensazioni e passioni. A volte credo che sia comunque giusto sperimentare e lasciare da parte gli aspetti commerciali. Tuttavia penso che modificherò leggermente l’immagine dando un effetto tilt shift come mi è stato suggerito.

La terza immagine è stata scattata a Lisobna, nel quartiere del Barrio Alto e ritrae un gruppo di persone che camminano di notte in un vicolo della città

E’ stata giudicata la fotografia più debole che ho mostrato. Le persone sono troppo compatte, e il tempo di esposizione è troppo lungo. In sostanza non è stato creato l’effetto del movimento in modo corretto. In ogni caso avrebbero preferito vedere una fotografia simile con un vicolo più trafficato, con più persone.

Quindi, nuovamente, mi è stato detto che il valore commerciale è piuttosto basso e che si tratta in ogni caso di una fotografia di nicchia.

Sapevo che questa era la fotografia più debole che presentavo, ma non capivo perchè. L’obiettivo della foto era quello di descrivere il Barrio Alto e una classica situazione di Lisbona: gruppi di persone che girano tra i locali del Barrio. L’idea che mi sono fatto è che si tratta di una fotografia ideale per descrivere la situazione e il luogo nel quale è stata scattata, ma che non si adatta ad altre situazioni. Per la cronaca l’ho scattata con la Lumix, appoggiata sul muro, mentre anche io giravo tra i locali del Barrio :) Costo di realizzazione di scatto processing e upload: 3 minuti totali. In quattro mesi ha collezionato 4 downloads nella collezione E+ (#16948899).

Infine l’ultima fotografia, scattata a Ferrara, con la Lumix sul bordo di una pozzanghera. Processing decisamente artistico con i toni sul viola e crop quadrato.

E’ stata definita “drammatica e misteriosa”, in grado di trasmettere all’osservatore un senso d’ansia. L’unico motivo per il quale qualcuno potrebbe acquistarla è la copertina di un libro. Quindi, ancora una volta, mi è stato detto che commercialmente non è valida.

Sapevo che si trattava di una fotografia al limite. E’ infatti un’immagine Vetta, che non è destinata alla grane distribuzione, ma l’unico motivo per cui è stata realizzata era la ricerca artistica e la visione commerciale. Ho collezionato 3 downloads in 3 mesi, personalmente sono soddisfatto dei risultati che sta ottenendo e credo che sul lungo periodo avrò parecchia soddisfazione da questa fotografia (#17011818)

L’idea che mi sono fatto è che la fotografia di viaggio particolarmente creativa non viene presa in considerazione dagli esperti del settore come fotografia “stock”. Proprio questo, al momento, è lacosa che differenzia iStock. In generale ho notato che questa tipologia di immagini la facciamo solo noi, solo noi abbiamo un tocco unico e “piccante”. Per il momento, preferisco così. Avere una visione personale della fotografia commerciale, che si differenzi dalla massa. Mi auguro che questo resti a lungo un motivo di orgoglio per noi iStockers.

Voi cosa ne pensate?

Giorgio Fochesato ha fondato il blog nell’autunno del 2009. E’ un fotografo professionista ed esperto di fotografia stock. Lavora in esclusiva per Getty Images ed iStockphoto, occupandosi di travel e street photography dal 2006. Ha viaggiato e fotografato in tutti i Continenti. Oltre alla fotografia, ama la pizza, il rock’n'roll e le montagne.

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25 Responses to Lettura Portfolio al MicrostockExpo

  1. mmac72 on 7 November, 2011 at 15:29

    Quando viaggio, faccio sia fotografie standard che fotografie piu’ particolari, in modo tale da avere massima copertura del soggetto, per tutte le esigenze, dalle piu’ commerciali alle piu’ artistiche.

  2. Alessandro Di Noia on 8 November, 2011 at 01:46

    Visione interessante e romantica. Potresti aver ragione…ma sei avessi torto?

    Scherzi a parte, direi che i tuoi download parlano abbastanza chiaro e non mi riferisco solo a quelli delle foto che avete discusso. In maniera un po’ cattivella mi verrebbe da dire che forse non hanno capito che microstock non è per forza isolated on with e smiling people…ma siccome sono giovane e inesperto mi astengo e non dirò una cosa simile :D

  3. Giorgio Fochesato on 8 November, 2011 at 11:42

    Sicuramente dei 4 editor, 3 avevano una visione della fotografia stock molto classica, legata a sorrisi e sfondi bianchi. La tipologia di immagini che ho presentato era molto lontana da quello che loro fanno. In generale nei due gg trascorsi all’Expo, parlando con tanta tanta gente, di tutte le agenzie, di tutti i ruoli, ho notato che la fotografia di viaggio a differenza di quello che pensavo è davvero una nicchia minuscola di questo mercato.

    Il problema di fondo, è che è molto più facile (e redditizio) alzare il telefono e organizzare chiamare 5 modelli, affittare 5 luci e fare uno shooting, piuttosto che passare 3 settimane da solo lungo le strade del mondo.

    Follow the adventure.

  4. Alessandro Di Noia on 8 November, 2011 at 11:45

    Sai come la penso: potendo scegliere liberamente (un lusso per pochi) preferirei di gran lunga la seconda ipotesi. Sono della scuola “Follow the adventure” solo che per ora sono i pausa…devo aspettare che Edo (mio figlio) cresca ancora un po’ prima di iniziarlo alla gioiosa pratica dei viaggi avventura :D

  5. Giorgio Fochesato on 8 November, 2011 at 12:00

    Mi piace pensare e credere in una cosa: che la passione in quello che facciamo ci darà grandi risultati.

  6. Alessandro Di Noia on 8 November, 2011 at 12:01

    …in fondo non lo sta già facendo? ;-)

  7. Giorgio Fochesato on 8 November, 2011 at 12:09

    SI!

    …ma bisogna diffondere l’idea che la fotografia può essere ancora appassionante e anche redditizia. Scriverò un articolo appena torno a casa, ho preso appunti tutto il week-end…

  8. 00testa on 8 November, 2011 at 12:44

    Da buon rompiballe mi permetto di dissentire completamente.
    Trovo molto più facile e divertente (impegni e famiglia permettendo) alzare il sedere e affrontare un viaggio che pensare alle situazioni e personaggi da fotografare, trovare la giusta location, allestire le scenografie, scovare i giusti accessori e abiti, trovare le giuste persone che sappiano rappresentare i personaggi che vuoi mettere in scena e pensare alla corretta illuminazione.

    Ovviamente io non faccio tutto questo attualmente (giusto perché richiede parecchi sforzi) ma è sicuramente il punto dove voglio arrivare.

  9. 00testa on 8 November, 2011 at 12:47

    dimenticavo il tutto a costi tendenti allo 0

  10. piola666 on 8 November, 2011 at 13:18

    che bel post!|

    Devo dire che Istock mi accetta foto “spinte”, o “piccanti” (cit.) (non oso definirle artistiche…)
    che altri mi cassano.

    E questo spiega perchè il mio portfolio lì è di 1200 foto, mentre su shutter 900.
    Circa 200 shutter me le ha considerate troppo poco “sorrisi con denti bianchi e sfondi puliti”, altre 100 sono diapositive scansionate secoli fa che ho dovuto croppare sotto i 2800 pxl, anche fino a 2000, taglia che solo Istock accetta in portfolio.

  11. franckreporter on 8 November, 2011 at 13:18

    Tornando al discorso iniziale , a me è stato fatto notare più di una volta da persone sul forum di istock che le foto vignettate hanno un basso livello commerciale anche se sono più artistiche….fotovojager , mlemny e nikada non è che usino molto la vignettatura anzi, quasi per niente….allo stesso modo gioadventures per avere 57000 dwn di foto vignettate deve aver trovato la sua nicchia …..

    Ecco mi sono negato , ma va bene lo stesso.
    Bye

  12. Giorgio Fochesato on 8 November, 2011 at 13:20

    nn ho capito quale é il tuo obiettivo, se il viaggio o lo studio. cmq nn parlavo di semplicità, ma di tendenza del mercato e dei fotografi che intendono vivere di fotografia.

  13. Giorgio Fochesato on 8 November, 2011 at 13:24

    58.000 ;-)

  14. Hoaru on 8 November, 2011 at 13:45

    Concordo con 00testa. Concludere un viaggio fotografico con poche o brutte foto è quasi sempre appagante. Impegnare studio, persone e flash senza idee lascia l’amaro in bocca. (naturalmente parlo in base alle mie piccole esperienze)

  15. piccerella on 8 November, 2011 at 14:59

    Interessante articolo Giò, soprattutto dev’essere stata un’esperienza educativa, visto che non tutti i giorni si riescono ad avere tanti feedback sulle proprie foto da professionisti del settore! [per inciso, la foto di Houston mi attira non sai quanto... non vedo l'ora di vederla disponibile su istock!]

    @00testa credo siano due filosofie completamente diverse, due metodi diversi. E’ chiaro che ci si specializza nell’una o nell’altra area, viaggio o studio, ma sono convinta che entrambe abbiano le loro difficoltà. Non è facile avere occhio per il gusto, i tagli, le inquadrature e la postproduzione di foto scattate girando il mondo, non di meno lo è organizzare un set SERIO in studio.
    Tanto di cappello a chi osa, e a chi sa creare. Qualsiasi sia la propria ispirazione e la propria nicchia.

  16. Alessandro Di Noia on 8 November, 2011 at 15:07

    …e come al solito Piccerella non poteva che dispensare che una perla di saggezza con la quale anticipa e riassume il mio pensiero.

    Entrambi i generi possono essere ostici o semplici a seconda della proprie inclinazioni ed esperienze. Personalmente ritengo che la foto di viaggio, proprio perchè solitamente fatto per diletto, sia più impegnativa dal punto di vista della produzione di contenuti per il microstock. Troppo spesso mi capita in viaggio di scattare per passione dimenticando di scattare anche qualcosa di vendibile. Solitamente in viaggio quando scatto foto vendibili è perchè mi sono messo in modalità microstock, mentre diversamente sono foto personali. In pratica non mi viene naturale, cosa che invece a Gio sembra venire sponeanea.

    Giò, mi sbaglio e quindi anche tu vai in modalità microstock on?

  17. 00testa on 8 November, 2011 at 15:13

    Comunque polemizzavo soprattutto con questa tua frase:
    “Il problema di fondo, è che è molto più facile (e redditizio) alzare il telefono e organizzare chiamare 5 modelli, affittare 5 luci e fare uno shooting, piuttosto che passare 3 settimane da solo lungo le strade del mondo.”

    Esistono fotografie facili in studio come in viaggio e viceversa. Affrontare un viaggio per fotografare i taxi di New York o i grattacieli di Manhattan può essere semplice quanto immortalare sorrisi in studio. Pensare alla fotografia di studio come all’allestimento di un cortometraggio può essere difficile come riprendere lo scioglimento dei ghiacciai.

    @Franckreporter da compratore di immagini penso che la foto vignettata possa impedirti di allungare l’immagine se si dovesse rendere necessario, ricostruendo parzialmente lo sfondo. E questo può essere indispensabile per inserire testo o per utilizzare formati diversi da quello originale. In altre parole spesso la fotografia vignettata obbliga ad utilizzare le dimensioni impostate dal fotografo, che però a me potrebbero non andare bene.

    Poi è così semplice aggiungere una vignettatura che potremo lasciarlo al designer.

    Nonostante questo a me piacciono :-)

  18. 00testa on 8 November, 2011 at 15:20

    @Picciarella e Alessandro
    Avete scritto quasi contemporaneamente a me …. 2 cose da dire riprendiamo a lavorare alla stessa ora e siamo tutti d’accordo :-)

  19. franckreporter on 8 November, 2011 at 16:19

    @00testa
    Si spesso mi capita di impersonificarmi in chi comprerà le mie immagini, e la sensazione che ho avuto a quando ho pensato di poter acquistare un’immagine vignettata è proprio esattamente come dici tu…per lo stesso motivo per cui le foto in isolato su bianco sono molto usate più di altre che non hanno sfondo omogeneo.

  20. Giorgio Fochesato on 8 November, 2011 at 19:45

    @testa00: la parola “facile” non è adatta, intendevo “più comodo”. Cmq sia ha ragione picc (anche se non era il punto dell’articolo), entrambe le modalità richiedono una certa attitudine.

    Sulla vignettatura. A me piace. Ragà, che ce posso fare. :) Ovvio, non ovunque. Ma se si può mettere, la metto. Tagliandomi chiaramente una fetta di mercato, ma forse ricreandomi una nicchia.

    @Alessandro: sulla modalità microstock, direi che più o meno ormai mi viene naturale. Il problema è che ogni tanto vorrei mettermi in modalità “fotografo per cazzeggiare”… ormai credo di aver sviluppato uno stile piuttosto stock, anche quando voglio fare qualcosa che non sia legato allo stock.

  21. piola666 on 8 November, 2011 at 20:43

    Pardòn….ma non si possono mettere 2 varianti della stessa foto, una vignettata e contrastata, ed una no?

    Conviene al contributor, conviene ad Istock (più opzioni) e il cliente trova ciò che cerca.

  22. Giorgio Fochesato on 8 November, 2011 at 23:35

    in generale no. si potrebbe caricare solo una versione per ogni immagine…

  23. downwind on 8 November, 2011 at 23:57

    Bell’articolo Giorgio, grazie! Il viaggio, l’esplorazione e la scoperta sono le tematiche che prediligo anch’io, anche se forse, a differenza tua, su istock stò facendo più fatica a mettere in gioco la mia creatività:) ma non importa, dopotutto spero, come hai fatto tu, di trovare spunti originali ed interessanti per nuovi scatti e poter quindi migliorare il mio portfolio!Intanto seguo con interesse il tuo blog trovando sempre tante informazioni utili!Bellissimo l’ultimo scatto presente nell’articolo, dove lo hai fatto?=)
    Buona serata a tutti

  24. Giorgio Fochesato on 9 November, 2011 at 00:05

    Ferrara. ;)

  25. piola666 on 9 November, 2011 at 00:48

    non intendevo lo stesso file, due leggermente diverse…

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