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Fare il fotografo esclusivo per iStockphoto come unica professione a tempo pieno, richiede uno sforzo notevole ed una capacità organizzativa del proprio workflow piuttosto severa. E’ molto facile perdere di vista gli obiettivi, rilassarsi ed entrare in periodi dove la vita quotidiana prende il sopravvento e si tralascia questa professione, rimandando e posticipando gli uploads e gli scatti fotografici.
Gli upload sono fondamentali, perchè senza di essi non è possibile vendere fotografie. Le fotografie sono fondamentali sennò non si possono fare upload. E’ un gatto che si morde la coda, a volte entro in questo circolo e allora scatto e upload diventano la quotidianeità. Per settimane mi isolo completamente e carico 100/150/200 fotografie al mese. Per esempio a luglio 2010 ho eseguito con successo 210 uplaods, posizionandomi nei primi 25 artisti di istock nel mondo in quanto numero di uploads (statistiche tratte da http://istockcharts.multimedia.de/). Se conto anche le foto rifiutate arrivo a 250 uploads in 4 settimane…
Sicuramente è un gran lavoro, che nei mesi verrà ripagato. Tanti uploads differenti permettono di avere un portfolio vario, che attrae diverse tipologie di clienti. In tutto questo però c’è un problema, direi piuttosto importante. Dedicare così tante energie e risorse agli uploads e agli scatti toglie il tempo per trovare nuove ispirazioni, pianificare nuovi progetti e ideare nuove fotografie. Il rischio è quindi quello di cadere dentro ad un circolo, nel quale le fotografie non portano nulla di nuovo al proprio portfolio in termini di qualità e varietà.
Quindi a volte bisogna fermarsi. Ad agosto mi sono praticamente fermato. Ho chiuso Lightroom, ho chiuso Photoshop. Sarà così per un mese. Niente uploads massicci, ma solo uno qua e là, senza pensarci troppo fino a metà settembre. Per un mese ho deciso di dedicarmi alle idee e alla ricerca di nuovi stimoli. Voglio portare una ventata nuova di fotografie nel mio portfolio. Senza per forza dover rivoluzionare il mio stile, semplicemente ho voglia di liberare la mente e veder cosa succede.
Da dove ho iniziato? La prima cosa è stata tirare fuori un ring flash della Orbis che dormiva in un cassetto, e iniziare a giocare. Si giocare. Senza pensare troppo ad iStock, giocare con la luce e cimentarmi con i ritratti di amici e parenti. Poi ho drasticamente ridotto il tempo che passo sul sito di iStock. E’ sufficiente trascorrere 15 minuti la mattina e 15 minuti la sera. Guardo le statistiche, leggo il forum e cerco di non perdere l’uscita dei nuovi articoli. Il resto del tempo lo passo all’aria aperta, possibilmente facendo sport. I progetti e le idee che mancavano sono arrivate di corsa. Una dopo l’altra, come l’entusiasmo che dopo anni di uploads stava andando via via scemando. Quando avanza del tempo, navigo. Guardo le montagne di fotografie che si trovano su internet. Una cosa che avevo un pò lasciato da parte negli ultimi tempi. Guardare ed osservare. E’ una fonte di ispirazione costante, che mi fa rendere conte quanto sia importante continuare ad aggiornarsi e quanto sia importante continuare a sperimentare.
Quale è il succo di questo discorso? Che non bisogna fossilizzarsi ed è necessario trovare un giusto equilibrio nelle energie che dedicate a questo lavoro. Ogni tanto è importante fermarsi, guardare dove si è arrivati e decidere dove si vuole andare. Nel microstock purtroppo non c’è una bussola che ci indica dove si trova il Nord e non c’è una comandante che ci dice quando dobbiamo issare le vele e quando dobbiamo buttare l’ancora. Siamo navigatori solitari in un oceano di idee e fotografie. Buon viaggio








Bravo. Aspettavo un post come questo, che desse carica a chi pensava di averla perduta. Seguo il tuo stesso criterio, a volte mi fermo per settimane, ma sempre restando alla ricerca di nuovi stimoli creativi. E’ proprio questo il segreto di una buona permanenza su iStock!
Lavorare e poi distrarsi, per poi ritornare più in forma di prima.
KILLER.
ps. capo! non mi sono licenziata… Tornerò presto online, ora faccio come te, mi godo il caldo salentino lavorando duro
tranquilla
ho notato che dopo l’Italypse c’è stata una fuga di “cervelli” dal blog…
ci vediamo a settembre con le tue rubriche? più in forma di prima!
Bel post “Gio” ogni tanto mi chiedo,(anche Denis se lo chiede ahh ahh nelle nostre tasferte automobilistiche, ormai non abbiamo nenache più tempo per scriverci una mail), dove trovi tutta questa energia, è incredibile bisogna essere organizzati, ed anche l’organizazzione spesso si lascia travolgere da imprevisti!
Ispirazione … alzare gli occhi e muoversi a 360° gradi su se stessi guardarsi intorno e non appiatatrsi nei contenuti e nella creatività.
Vai così !!
Hey Gaza! E’ sempre un piacere leggerti da queste parti
…è molto facile trovare le energie da dedicare ad una passione, io ho solamente la fortuna che nel mio caso, questa passione mi fornisce il pane quotidiano, spero che sia così ancora per un bel pò di tempo.
salutami Denis e gli altri, se passo da Merano ti faccio un fischio (visto che al momento sono in Sudtirol)
@gio il mio unico problema estivo è stata la connessione, tutt’ora navigo con quella dell’iphone, e mi è impossibile cercare e creare nuovo materiale per il blog. Pensa che le foto che sto caricando su iStock (di notte) impiegano più di 1 ora ognuna. Al mattino se ne trovo caricate 7 è anche tanto. Stamattina invece l’amara sorpresa……. DeepMeta non mi ha caricato nulla!! Ho una coda di quasi 700 immagini! Non vedo l’ora di riprendermi la mia amata adsl…… per ora mi do al post processing e a bagni al mare finché l’acqua ha una temperatura decente
Tornerò, contaci, molto più in forma di prima!!
gran bell’articolo giò…concordo con tutto quello che hai detto, ogni tanto una pausa o un semi-reset ci sta proprio bene!
@Piccerella Coda di 700 immagini??? …. e pensare che credevo di aver lavorato bene inserendo ad Agosto 55 immagini. Fai ridere Seanshot.
per mia esperienza dopo un po’ troppo tempo che si fa la stessa routine si finisce per fare tutto allo stesso modo, questo è il caso di lightroom e delle foto, per questo nelle due settimane e mezzo passate al mare dove non avevo la connessione ho vissuto molto più alla aria aperta, non che vivessi fino ad all’ora in cantina e mi son letto una montagna di riviste. Insomma la mente pensa anche non davanti ad un pc !
@piccerella
se sei in mezzo al mar ionio a spassartela è normale non usufruire delle comodità di casa !! #adsl
Cavoli Gio, il ring flash della Orbis mi è arrivato giusto giusto stamattina (tutta colpa/merito di LDF). Se lo sapevo lo chiedevo a te in prestito!
Ora devo mettermi a sperimentare.
il ring flash della Orbis l’ho comperato a gennaio 2009 dopo una Lypse a Berlino. Mai usato… poi a Milano spunta fuori Luca e mi dico… beh se ce la fa lui
LDF è sempre un maestro di ispirazione!
Io trovo la luce del ring flash orrenda,piattisima. Però l’ho vista usare mixata ad altre luci ed è fenomenale come schiarita frontale. In un recente lavoro se l’avessi avuto… un pò scomodo ma divertente.
Filosofico Giorgio.
Ciao Gio,
sono nuvo a questi argomenti, istock, il “lavoro” del fotoviaggiatore, ecc…” e quindi, avendo letto qua e là i tuoi post, volevo chiederti alcune cose esplicite e confido mi risponderai altrettanto esplicitamente:
1) fare il fotografo esclusivo per istock è il tuo unico lavoro/fonte di reddito?
2) quanto tempo fa hai cominciato?
3) prima cosa facevi?
4) quanti viaggi fai mediamente in un anno?
5) cos è il ring della orbis e per cosa lo usi?
Grazie anticipato per le chiare risposte.
Mauro
Ciao Mauro,
la risposta alle prime 4 domande la trovi in queste pagine:
http://www.unitalianosuistock.com/2009/09/tre-anni-di-fotografie-su-istock/
http://www.gioadventures.com/about-2/
Il ring flash della Orbis è un diffusore di luce in plastica da attaccare letteralmente ad un tradizionale speedlite. Ritratti e Luce Di riempimento sono gli utilizzi principali. Il risultato è una Luce molto piatta, ma è economico rispetto ad un ring flash vero.
Grazie, molto gentile.
Solo una cosa ripeto: riesci a campare bene con la fotografia?
Insisto perchè è un pò che ci penso ed adesso ho fatto richiesta su istock per pubblicare le mie foto e sarebbe un sogno viverci decentemente.
Ho letto il “guadagno tipo” che hai pubblicato sul viaggio in marocco, però sono avido di testimonianze.
Grazie per la pazienza.
Mauro
Credo che chi inizia adesso ha la strada non in salita ma una montagna davanti a se (molta più concorrenza e tempi di salire nel best match maggiori), tranne rari casi di eccezionale bravura e creatività…
Qualche anno fa (3/4) le cose erano diverse, ma allo stesso tempo chi era lì se non ha saputo cavalcare l’onda e non si è messo alla prova nel modo corretto è cascato rimanendo uno tra i tanti che ci provano.
Alla faccia dell’incoraggiamento!
Tu piuttosto, franck, ce l’hai fatta e ci campi?
no non ci campo e son cascato subito
cmq ho detto tranne rari casi, dai un po’ di autostima !!
Per l’autostima non c’è problema! Mia moglie dice sempre che ho un ego che fa l’eco!
E’ solo che non conosco affatto questa realtà e vorrei davvero capire come vanno le cose per la maggior parte delle persone ci provano.
caro mauro, penso che franck abbia detto la realtà…non è il fatto di non voler incoraggiare, quanto piuttosto esser realisti! i racconti di giorgio penso abbiano allettato tutti i lettori, ma come detto, eran altri tempi, ora per emergere serve di esser davvero dei mostri…però riuscire a tirarci dentro a fine mese anche somme anche con due zeri non è utopia…quindi, al lavoro!
La maggior parte va male, a Cannes (se nn ricordo male) ci dissero che il 50% delle vendite di iStock è generato dal 2% degli artisti…
significa che 150/200 artisti suddivisi in tutto il mondo lo fanno di professione e che 80.000 lo fanno come hobby.
Scusa Giorgio, ma il 2% di 80.000 fa 1600. Non lo dico per fare il professorino di matematica, ma è solo per alimentare un po’ la speranza…
Se vuoi camparci deve essere la tua principale attivita’ a mio avviso
Grazie a tutti! Comincio ad avere un’idea più realistica…
Cerco più testimonianze possibili, vorrei sapere tutto sulla cosa, quindi raccontate, raccontate, raccontate!
Grazie mille,
Mauro
e secondo me dovresti poter caricare centinaia di immagini al mese sin da subito , cosa che non avviene fino a che non sei esclusivo.
@mauro… dipende certamente dalla qualità, ma anche dalla quantità di foto che riesci a mettere sul sito, dalla regolarità con cui lo fai e anche dall’abilità e fantasia nel mettere le tag corrette alle tue fotografie, in modo che siano trovate da chi le deve cercare tra migliaia e migliaia…
la strada per me è stata (ed è ancora) lunga e a volte un po’ frustrante (e non potrei camparci neanche lontanamente… ci vorrebbe almeeeno uno zero in piu’ al mese)… comunque se indaghi meglio vedrai che non tutti i contributors hanno avuto lo stesso trattamento/fortuna, principalmente a seconda del momento in cui hanno iniziato… e questo vale per molti aspetti (canister levels, limiti per l’esclusività, numero di immagini ammesse in vetta, etc.). pero’ su questo blog trovi molti consigli utili che magari possono farti perdere meno tempo… non demordere! comunque è una grande soddisfazione anche farci due lire… e magari vedere la propria foto pubblicata su qualche depliant o rivista o sito…
@Clodio: ups, hai ragione, mi son perso uno zero, quindi il 50% delle vendite arriva da 1500 artisti!
Risollevo questo post perchè ero in un periodo di “buca”. Dopo aver portato il mio portfolio istock da 3 foto a 122 nell’arco di due mesi (18 foto a settimana e nemmeno fatto in modo costante) ho avuto un calo di ispirazione/voglia. Forse anche perchè inizialmente ho venduto subito, ora invece le vendite son calate (ma anche le foto effettivamente sono quelle che sono e poco richieste). Questo post ci voleva proprio per ripigliarmi un attimo!
Ho visto i suggerimenti dati su questa “attività”, ma personalmente condivido in parte con quanto detto dai più esperti. Nella vita nessun lavoro è “facile” (specialmente in questo periodo di crisi le aziende sono diventate moooolto più pretenziose e severe) e siamo sempre li a valutare un lavoro in base al numero di “zeri” che ci troviamo in bustapaga.
Ok… il finemese conta… ma mi viene in mente la citazione del serial killer Steve Buscemi che contesta la patente di folle che gli è stata attribuita da Nicolas Cage (è un film):
“È una questione di semantica. Se ti dicessi che demente è chi lavora in un ufficio cinquanta ore alla settimana per cinquant’anni, poi un giorno si sente dire vaffanc**o, dopodiché finisce in un ospizio sperando di morire prima di vivere l’affronto di non arrivare alla toilette in tempo?”
E non ha mica tutti i torti… mi è rimasta fossilizzata questa frase e forse per questo dopo 15 anni che lavoro in ufficio 12 ore al giorno seduto su un seggiolino davanti ad uno scatolotto nero la settimana scorsa ho deciso di farmi una p.iva come fotografo.
Hai tirato fuori una delle mie citazioni preferite. Quel film merita solamente per quei 10 secondi di battuta.
Buona partita IVA e che il Rock sia con te!
Rock On!