Prendo spunto da un tweet di @SoCoAddict (amico e designer presso la sede di iStock a Calgary, nonché voce di iStockaudio) nel quale ci fa notare come il disastro ambientale petrolifero della BP e degli USA abbia raggiunto il microstock, non solo nel campo fotografico, ma anche in quello delle illustrazioni.
Questa mattina ho fatto una ricerca di files (foto, illustrazioni, video) contenenti le keywords “Oil Industry” e “Natural Disaster”. Ho trovato solo 111 files. Pochi. Se avete qualche idea o concetto da sviluppare su questo argomento, questo è il momento di farlo. (sì, dovrei farlo anche io…
)
E’ stato così per l’influenza suina (il maialino del salvadanaio col termometro), per la Crisi Economica Mondiale, per la crisi greca, ecc. Ogni qual volta un evento d’attualità ha un impatto mondiale, noi fotografi del microstock dovremo essere pronti a sviluppare idee, storie, concetti che seguono questi filoni.
E’ uno spunto anche per chi si avvicina ora a questo settore. Evitate le foto banali, ma visto che il momento storico ve lo permette date spazio alle vostre idee e sfruttate quello che accade nel mondo.








Verissimo. Durante il periodo dell’influenza ho venduto diverse foto in “maschera”, tipo questa http://bit.ly/a5Z6DK
Secondo me sarebbe piu’ furbo preparare le foto PRIMA e poi causare apposta un disastro naturale di proporzioni immense.
@ilbusca Hahahaahah!
Ottimo spunto, è una cosa quasi ovvia ma non ci avevo pensato! Quanto ci vorrà prima che il microstock comprenda anche foto editoriali e di reportage?
@Andrea purtroppo pare che per ora non se ne parli proprio… qui è il link al post di Braddy che spiega il perché: http://bit.ly/awGnEI
Ahaha bella l’idea del Busca! Devo dire che le sue strategie di lucro sono sempre avanti
Dal mio punto di vista non e’ proprio un male che il reportage segua altre strade. Come detto da Braddy per gli exclusive che hanno il contratto con Getty ed hanno progetti/reportage pronti si trova il modo di arrivare a presentarli da un canale “preferenziale”.
Il reportage venduto su microstock penso sia un pelino esagerato, se parliamo di veri reportage che hanno costi e rischi talvolta alti. Se poi parliamo del reportage sui nuovi acquisti natalizi della vicina di casa, o sulle varie posizioni in cui dorme il gatto di casa… Hehe beh penso che sia davvero meglio che chi realizzi un lavoro sia “costretto” a percorrere una strada diversa dal upload&go… Ma e’ anche vero che iStock ha sempre dimostrato che le visioni avute hanno colto nel segno. Forse e’ solo questione di tempo.
Ho avuto l’impressione che per molti la fotografia editoriale su istock sia solo la possibilita’ di mettere foto di viaggi senza sbianchettare i turisti e le persone, o di poter vendere ritratti di persone fotografate durante i viaggi di cui non si hanno model release. Se e’ cosi’ non vedo un gran vantaggio. Una domanda: qual’e’ la definizione di “fotografia di reportage”, e “fotografia editoriale”. Non vorrei sbagliarmi ma editoriale si riferisce all’uso che ne viene fatto, ossia bisogna riportare la foto in prossimita’ di un articolo o scritto in cui la foto e’ contestualizzata. Un reportage invece e’ uno stile di fotografia in cui con le foto si racconta una storia, da una guerra in corso, al corso di cucito tenuto dalla vicina. A mio avviso la fotografia editoriale non c’entra niente con il tipo di licenza RF di siti come iSP. In genere queste storie fotografiche vengono usate per un numero limitato di volte e non per fini commerciali.
@mmac72: concordo in pieno con la tua analisi. Dagli usi, alla tipologia di foto che verrebbero proposte.
L’iStockalypse di Istanbul è stata definita editoriale, ma fin dal primo minuto è stato un workshop sulla fotografia di reportage. Cioè sul raccontare storie, di qualsiasi argomento. Io per esempio alla fine dei 4 gg avevo proposto a Getty un reportage sulle scuole di cucine di Istanbul (che probabilmente nn verrà mai pubblicato da nessuna parte
).
Una buona parte delle fotografie di iStockphoto attualmente vengono già vendute al mercato editoriale, la licenza RF in molti casi è molto più allettante di quella RM, in quanto sostanzialmente non pone grandi limiti se la tiratura dei giornali è inferiore alle 500mila copie. Da qui si torna al discorso dell’articolo, la fotografia d’attualità nel microstock in molti casi ha dei vantaggi che dovremo imparare a sfruttare
a proposito di RF mi spiegate che canali di vendita sono Photodisc e Digital Vision da cui attinge Getty Images ?
@Franck Per quanto ne so sia Photodisc sia Digital Vision vendevano in maniera indipendente RF. Successivamente sono entrate a far parte di Getty. Un po’ come iStock
Correggetemi se sbaglio…
ho visto che sia Gio che Luis Alvarez hanno su getty images immagini provenienti da altre collezioni che non sono istock quindi mi chiedevo come avevano fatto…tutto qui!
@Franck dalla pagina dedicata a Getty sul mio account:
There are several different collections available for iStock contributors at Getty Images.
Tra gli altri:
Photodisc royalty-free collection
Eligibility: Silver, Gold and Diamond Exclusive contributors
This is the breadth and depth royalty-free collection at Getty Images. It covers all ‘types’ of imagery from conceptual to situational and descriptive. It contains all your content needs, including mainstream contemporary images of life, work, nature, travel and ideas.
Hai ragione!
Io ne ho una e non ci avevo nemmeno pensato,
anche se in realtà il liquido nero sarebbe inchiostro…
E’ la prima immagine che ho caricato su iStock, quasi cinque anni fa:
http://www.istockphoto.com/file_closeup.php?id=1055348