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I punti cardine del mio lavoro

10 May, 2010
By Giorgio Fochesato

Quando ho iniziato a fare fotografia di microstock non avevo idea di cosa significasse fare fotografia. Tutto quello che facevo era prendere in mano la reflex, fotografare qualsiasi cosa e caricare su iStock. Selvaggiamente. In questi 3 anni e mezzo ci sono stati dei punti cardine, dei punti di svolta, che una volta superati hanno messo in evidenza un netto cambiamento nella qualità delle mie fotografie e nelle vendite.

Full time

Inizialmente facevo microstock nel tempo libero e funzionava. Le vendite arrivavano, ma tranne qualche caso sporadico le fotografie erano mediamente bruttine, è sufficente ordinare il mio portfolio per data e guardare i miei primi “capolavori” per rendersene conto. Il tempo a disposizione era poco e quindi dovevo concentrare in poche ore settimanali: studio, scatto e postproduzione. E’ ovvio che non fosse possibile fare le cose bene e che in quel modo le prospettive di crescita erano quasi nulle. Il primo grande passo è stato decidere di dedicare la mia vita in questo progetto e passare a fare questo lavoro full time o quasi. Ovviamente il microstock dopo un anno non mi dava da vivere… ma diciamo che le proporzioni si erano ribaltate: la mia attività principale era diventata il microstock e il restante 20% del mio tempo lo dedicavo a guadagnare qualcosa per sopravvivere.

Lightroom

Appena ho trovato il tempo per svolgere i lavori in modo più professionale, con pianificazione ho trovato il tempo anche di studiare. Lo strumento più importante del mio lavoro, che mi ha permesso di fare il salto in termini di vendite è stata l’introduzione nel mio workflow di Adobe Lightroom. Correggere le problematiche delle immagini ed aggiungere effetti di toning e vignettatura è diventato piuttosto semplice. Il mio portfolio si è arricchito di fotografie più elaborate che offrivano qualcosa di nuovo oltre al mio solito stile classico. Lightroom è tutt’ora il programma di postprocessing del quale non posso fare a meno.

iStockalypse ReF5esh Malta

Nell’estate del 2008 ho partecipato all’iStockalypse di Malta. Fino a quel punto avevo un approccio ad iStock piuttosto “buio”. Non conoscevo nessun’altro iStocker di persona, per me iStock era solamente un sito, senza anima. Malta ReF5esh per me è stata la svolta dal punto di vista mentale, la consapevolezza che quello che stavo facendo era reale e soprattutto aveva un futuro. A Malta ho capito che dovevo investire più energie, più tempo e più risorse in questo progetto. Non è un caso che nei 12 mesi successivi a Malta ho realizzato l’upload di oltre 1.600 fotografie.

iMac 24” e Canon EOS 5D mark II

Si tratta del salto finale, del più recente. Fino a dicembre 2008 lavoravo con una Canon 400D su un PC portatile da 15”. Lavoravo e vendevo bene, ma ero limitato. La postproduzione su un PC portatile è faticosa, si perde moltissimo tempo e spesso si perdono dettagli importanti che poi causano rejections (me ne accorgo di nuovo in questo periodo dove essendo in movimento faccio postproduzione su un Macbook da 13” con risultati molto alterni..). Inoltre la Canon 400D pur essendo una bella macchinetta fotografica aveva forti limitazioni tecnologiche e in moltissime occasioni perdevo la possibilità di scattare fotografie a causa della scarsità di luce. Inoltre i 10 megapixel erano un po pochini per riuscire a fare postproduzione di buon livello. Così ho deciso di fare il salto tecnlogico e ho iniziato a lavorare su un iMac da 24” con una Canon EOS 5D mark II. Ora ritengo che siano entrambi insostituibili. La mia percentuale di accettazione è cresciuta, i tempi di postproduzione si sono velocizzati e la quantità di situazioni che riesco a fotografare quando viaggio è decisamente superiore rispetto a prima.

What’s next?

Ora sto cercando di capire quale sarà il prossimo punto cardine, sicuramente il fatto di essere ritornato a fare questo lavoro full time sarà importante… nel frattempo continuo a studiare, scattare, uploadare e scrivere sul blog ;)


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29 Responses to I punti cardine del mio lavoro

  1. franckreporter on 10 May, 2010 at 09:40

    Video is next; but I don’t video in :-(

  2. franckreporter on 10 May, 2010 at 09:46

    I don’t = I’m not … misunderstanding

  3. Creativaimage on 10 May, 2010 at 10:35

    next step … ricordati di santificare le feste e onorare il Dio Canon!!

  4. ilbusca on 10 May, 2010 at 14:12

    Quella di Creativeimage suona come una bestemmia…

  5. elmacro on 10 May, 2010 at 14:21

    Gio’, il prossimo step sara’ rassegnarsi al fatto che non sei un artista ma semplicemente un fotografo o al massimo un “creativo”, con tutto quello che ne consegue e tutti i limiti che questo impone.

    Il fotografo vende sui micro, sui macro, vende merchandising, advertising, e al massimo qualche print qua’ e la’.

    un artista fa tutto cio’ e in piu’ ha le gallerie ed e’ li’ che stanno i soldi veri.

    sbaglio ?

  6. gioadventures on 10 May, 2010 at 14:30

    bentornato ;)

  7. mmac72 on 10 May, 2010 at 15:06

    Ma qual’e’ il problema? Se una persona vive, grazie a quello che gli piace fare ben venga.
    Mi associo a Gio’, sono proprio contento che sei ritornato, non sto scherzando!
    :)

  8. LdF on 10 May, 2010 at 15:10

    ma per caso elmacro, macrosaur e M*** **** sono la stessa persona? :D

  9. gioadventures on 10 May, 2010 at 15:18

    Non andiamo fuori tema please! So che siamo emozionati perchè macrosaur è tornato, ma gli abbiamo già dato il bentornato in 3, credo sia sufficente. :)

    Il discorso è quali sono i punti cardine della vostra professione.

  10. LdF on 10 May, 2010 at 15:34

    Oh, io ho letto con grande interesse i tuoi punti, ma non avevo colto la domanda.
    A parte tutto, credo sia molto molto utile questo tuo elenco per chi inizia.
    Trapelano tra i dettagli le due questioni – a mio avviso – importanti: dedizione ed investimenti.

    Dal punto di vista tools, i cardini sono Creative Suite CS4 (soon 5), Lightroom, Rhinocheros, Maxwelrender, qualche Canon e qualche lente che via via, grazie ad iStock ho upgradato.
    Ma forse il punto cardine di tutto e’ la tenacia e il rinnovare ogni mattina il desiderio di fare uno scatto decente. Spesso non facile quando si e’ soli soletti.

    Altro punto cardine per me e’ l’equilibrio.
    Il pericolo, quando lo stock diventa una professione, e’ che si perda il gusto di fare fotografie per svago.
    Quindi alterno molto le mie attivita’, concedendomi talvolta a qualche cliente reale che – dopo pochi giorni – mi fa venir voglia di rilassarmi con qualche scatto.

  11. franckreporter on 10 May, 2010 at 17:53

    @LDF
    anche VRAY !!

    @ILBUSCA
    quando nikon comprerà canon vedremo ! … mah ? sarà ?

    @GIO
    io quasi tutto del photoritocco sia dal punto di vista dei colori e che modifiche tramite pennelli le faccio con Photoshop e vari plug in. Lightroom lo uso raramente (sarà che l’ho solo su un pc).
    Volevo sapere se sono io fuori dal mondo o solo se sto perdendo un monte di tempo che potrei guadagnare usando lightroom.

  12. gioadventures on 10 May, 2010 at 18:12

    @LDF: concordo! lavorare da solo, senza incarichi, senza qualcosa sa “dover” fare ogni giorno, è dura. forse è l’aspetto più difficile di questo lavoro… alzarsi la mattina e dover prendere delle decisioni perchè la routine non esiste. ma fortunatamente le vendite sono “live”, quindi produrre diventa un giochino pe velocizzare la crescita dei numeri! :D Ho poi un foglio di calcolo col quale aggiorno graficie statistiche, mi pongo degli obiettivi ecc. tutto aiuta ad auto incentivarmi.

    La gioia di fotografare purtroppo un po l’ho persa, ma fortunatamente cè hipstamatic ;) la mia fotocamera da tempo libero preferita!

    @franck: penso che con PS tutto quello che fa Lightroom sia possibile, personalmente mi ha facilitato e velocizzato il workflow. Sicuramente io ho delle lacune con PS e quindi mi sono trovato bene ;)

  13. SimmiSimons on 10 May, 2010 at 19:24

    grazie per condividere queste cose, per chi è all’inizio come me sono consigli che pesano oro :)
    ora sto cercando di studiare prima di scattare!

  14. Flory on 10 May, 2010 at 23:24

    Condivido quello che dice LDF specialmente la prima parte, su tutto la tecnica , che tra l’altro io non ho, e che pian piano sto cercando di acquisire, l’ultima parte per me non è venuta ancora , cioè perdere il gusto di fotografare,ho tanto da apprendere ancora che l’entusiasmo per apprendere la fa da padrona. Del resto sto ancora parecchio in dietro rispetto a voi “mostri di istock”. Io diversamente da voi avendo famiglia invece vorrei più tempo, certo non per stare solo ma più tempo da dedicare ad iStock.
    Giò ho notato un certo tuo trasporto per Lightroom, infatti lo nomini spesso nel sito, in questo articolo lo ritieni un punto cardine del tuo lavoro. Non ti nascondo che più volte ne sono rimasto attratto ma mai completamente catturato, quindi ti chiedo ufficialmente (a titolo di tutti i principianti che ti seguono) di illustrarci, magari in un artuciolo a posta, tutti i vantaggi del software Adobe per il nostro lavoro su iStock, non chiedo tutorial o manuali d’uso ma qualche stimolo per farlo diventare uno strumento valido per il nostro interesse comune: la fotografia si iStock.
    Grazie

  15. gioadventures on 11 May, 2010 at 08:50

    Ottima idea, nei prossimi tempi scrivo due righe sul perchè Lightroom mi ha cambiato la professione. Anche se sostanzialmente la ragione principale è che nel mio caso rende la vita semplice e mi permette di fare le cose velocemente. In sostanza sono diventato pigro con Photoshop da quando ho LR.

  16. Andreadventures on 11 May, 2010 at 09:26

    Io sono su Istock da una diecina di giorni, sono riuscito a farmi accettare dopo il 4 rifiuto, prima collaboravo con Fotolia, Dreamstime e PH Direct. La lettura del blog di Gio mi ha dato la spinta, dopo il riotorno dall’Australia in marzo a dedicarmi al microstock seriamente. Lavorando part time in un albergo a Riva del garda ho parecchio tempo a disposizione ma mi rendo conto quanta tecnica devo ancora imparare sopratutto per foto in studio. Al momento data la scasità di soldi il mio “arsenale” è composto da:Lightroom (80% della post-produzione), PS CS4, CANON 400D con obiettivo 17-40 Canon L, e 70-300 Sigma. Sono per ora abbastanza fiducioso alcune foto mi sono state rigettate da Istock sopratutto per Keyword errate (e avevano davvero ragione). Ogni tanto un amico mi presta la 5d mark II che credo che alla fine comprerò usata per evitare di vedermi rifiutate foto per problemi sulla qualità e per avere da subito il formato XXL.
    Facendo microstock mi accorgo che evito di fotografare soggetti che non siano “vendibili” perdendo forse cosi la naturalezza e freschezza.
    A lungo termine voglio che il microstock finanzi i miei viaggi per fare il tipo di fotografia che adoro: il reportage.

  17. gioadventures on 11 May, 2010 at 09:50

    Quello che volevo trasmettere con questo articolo, era mettere in evidenza il fatto che questi 4 punti sono stati dei punti di svolta. Nel momento in cui ho introdotto LR per esempio il portfolio ha fatto un netto salto di qualità. Il passo successivo è stato rappresentato dall’iStockalypse, ecc.

    Più che gli aspetti puramente software e tecnici, volevo mettere in evidenza come sia necessario evolversi, aprire la mente, sfruttare nuovi strumenti ed essere sempre alla continua ricerca del prossimo step.

    Quindi la domanda finale non è cosa farò “da grande”, ma è quale sarà il prossimo step, il prossimo miglioramento nella mia professione.

    Forse sarà CS5, forse sarà iniziare finalmente a fare dei lavori in studio, forse un flash, o forse semplicemente una chiaccherata a 4 occhi con qualcuno più esperto di me, ancora non lo so. Ma lo scoprirò. Cercando.

  18. elmacro on 11 May, 2010 at 15:10

    Ringrazio del benvenuto, d’altronde se scrivo su questo blog e’ perche’ quelli anglofoni mi hanno pienamente rotto i cogl…

    @Gio’ :
    Chiedo comunque cortesemente di rimuovere quel cognome dal commento di LDF, grazie.

    Per tutto il resto intendevo dire che il fattore chiave a un certo punto e’ sapere cosa si e’ in grado di fare e cosa no.

    Il mio focus e’ sul travel, sarebbe inutile che mi metta in testa di fare foto di architettura o di food o di still life, non che non ne sia magari capace ma che speranza avrei nel momento che ci sono gia’ decine e centinaia di professionisti cazzuti che fanno solo quel tipo di foto da anni ?

    Come lente “all in one” per il travelling ho di recente preso una Sigma 18-250mm che mi consente enorme liberta’ creativa e mi sta’ dando molte soddisfazioni, ovvio che non avra’ un output come lenti prime o zoom da migliaia di euro ma e’ il prezzo da pagare per girare leggeri e senza Kg di lenti tra le palle.

    Come resa generale poi non mi sembra abbia proprio nulla da invidiare alla solita Nikon 18-200, anzi !

    Riguardo il fattore “scazzo” di lavorare da soli io dico che se si fa travel non ci si puo’ scazzare piu’ di tanto, in ogni posto c’e’ sempre molta roba da fotografare, i mercati, la gente, i monumenti, by day, by night, barboni, tossici, anziani, ambulanti, ecc

    Come workflow io preferisco comunque far 2-3 mesi di foto senza editare nulla e poi prendere 1 mese di pausa in monolocale con ADSL o wi-fi che sia veloce abbastanza per grossi uploads.

    Star li’ nelle guesthouse a smazzare la sera le foto fatte di giorno con connessioni wi-fi in sharing e’ assolutamente impraticabile anche se rispetto ad anni fa siamo avanti anni luce.

    A breve lascio il sud-est asiatico per l’Indonesia, se qualcuno e’ nei paraggi possiamo farci una birra !

  19. elmacro on 11 May, 2010 at 15:21

    next step ?

    non e’ detto servano necessariamente prossimi steps secondo me.

    se tu fai Travel ad esempio il next step e’ raddoppiare o triplicare il portfolio, scrivere libri di foto di viaggio, calendari, merchandising, partecipare a concorsi ecc .. oppure se sei un decente story-teller fare reportage con foto+testo, o darsi in toto a servizi su assignment se riesci a entrare in questo ristretto giro.

    se poi hai molte cose da dire potresti anche scrivere un libro (text only), il problema e’ che ormai ne hanno scritti di ogni tipo e su ogni possibile destinazione.

    premetto che io prima di fotografare volevo fare il pittore e il musicista, ma mi resi appunto conto di non avere il talento per farlo, la fotografia per me e’ stato un passaggio naturale perche’ bene o male se sai disegnare in qualche modo “visualizzi” la foto prima di farla e non devi star certo li’ a pensare molto le inquadrature, regole dei terzi e altre vaccate che cercano di insegnare come se poi si potesse insegnare il gusto estetico o a disegnare, sono cose che forse uno deve avere innate.

    l’ideale sarebbe come dice Paolo Pellegrin di “learn to draw with light” il che pero’ ha senso in primis in b/w, ecco quello sarebbe un grande step forward che poi punta alla fotografia artistica e che mi farebbe chiudere il cerchio.

    limitarsi al microstock, hmmm, molto limitante direi ma c’e’ la possibilita’ che per molti di voi questo sia il massimo a cui potete aspirare, l’importante e’ accettarsi per quello che si sa fare e conoscere i propri limiti.

    Non sara’ certo il nuovo PS5 o il nuovo Lightroom a farvi diventare ricchi e famosi, questo e’ garantito.

  20. elmacro on 11 May, 2010 at 15:40

    @LDF :

    non penso si perda gusto facendo stock, casomai e’ probabile che ci si rompa i c***** nel momento in cui si fanno foto microstock che non hanno anima ne’ arte ne’ parte e sono usate solo per depliants e piccolo advertising : e’ ovvio che facendo sta roba che non ha alcun messaggio artistico e di rado anche ben poco di creativo e di originale uno si rompe i maroni nel lungo termine e che il suo lavoro diventi una “catena di montaggio”.

    comunque e’ sempre piu’ divertente che scrivere sofware ad esempio, c’e’ di molto peggio !

    come workflow per foto di Travel direi che la cosa essenziale e’ la disciplina, perche’ girando spesso da una citta’ all’altra si fa presto a sfasare fusi orari, a dormire poco e male, ad essere vittime di diarree o altro, a perdere ore nel traffico etc e poi fisicamente serve proprio il tempo fisico per studiare e “digerire” un posto nuovo, non e’ pensabile di scattare subito appena arrivati : ogni nazione va compresa e vissuta prima di poter pensare di sintetizzarla o rappresentarla in poche foto “cartolina”.

    se si limita al microstock ovviamente il perimetro e’ molto piccolo.

    un vero fotografo se lo puo’ fare dovrebbe aspirare a diventare un vero e proprio artista creativo, a quel punto la foto e’ solo uno dei mezzi a disposizione, e il medium diventa quindi anche secondario volendo.

  21. Antonio D'Albore on 11 May, 2010 at 16:17

    @elmacro: siamo a due passi allora… fatti sentire che ti offro una birra.

    antonio

  22. franckreporter on 11 May, 2010 at 16:39

    @elmacro
    “limitarsi al microstock, hmmm, molto limitante direi ma c’e’ la possibilita’ che per molti di voi questo sia il massimo a cui potete aspirare, l’importante e’ accettarsi per quello che si sa fare e conoscere i propri limiti.”

    forse per quanto mi rigurda il microstock è più alla portata di mano che di altre cose, non fosse altro che per me è una specie di telelavoro/telepassatempo per cui qualche Muda lo eviti…

    per un esclusive, io per adesso ho deciso di non esserlo, si può far parte del mercato del macrostock, questo non lo scordare.

    “Riguardo il fattore “scazzo” di lavorare da soli io dico che se si fa travel non ci si puo’ scazzare piu’ di tanto, in ogni posto c’e’ sempre molta roba da fotografare, i mercati, la gente, i monumenti, by day, by night, barboni, tossici, anziani, ambulanti, ecc”

    come stava scritto in qualche articolo fa la pianificazione del viaggio non va dimenticata…andare a Malaga quando c’è la corrida o quando non c’è sono due cose un po’ diverse. Il foto traveller sa scegliere il momento adatto per l’esigenza fotografica che ritiene migliore.
    forse questo non lo avevi detto perchè ma lo sottointendevi. ciao ciao.

  23. LdF on 11 May, 2010 at 17:09

    @elmacro
    dai tuoi discorsi e dal tuo affannoso tentativo di non legare il tuo fare al tuo nome si evince chiaramente che se c’e’ qualcuno che non mette l’anima nel proprio lavoro sei proprio tu…
    forse e’ il caso che ridai una guardata ai portfolio su iStock con gli occhiali, prima di dire che il microstock e’ senza arte e ne parte… quello che mi chiedo e’ perche’ ti sto rispondendo… hahahaha

  24. mmac72 on 11 May, 2010 at 23:51

    Un passo che vorrei riuscire a compiere e’ quello di raccontare delle storie con le foto. Il microstock (e su questo devo dare ragione a elmacrosaur) e’ un po’ limitante, perche’ alla fine tutti gli scatti sono scorrelati tra loro. D’altronde pero’ dire che il microstock e’ senza arte ne parte, mi sembra esagerato nell’altro senso. Ho visto foto su iSP fantastiche, artistiche, incredibili.
    Per compiere questo passo bisognerebbe essere in grado di fare foto di reportage come quelle di Getty Reportage (http://www.reportage-bygettyimages.com/#p=represented_photographers) ma basta veramente poco per capire che questi fotografi sono di tutt’altro spessore, per lo meno paragonati a me. Per quanto mi riguarda continuero’ a fare del microstock e terro’ occhi aperti sulle opportunita’ che di volta in volta possono presentarsi.

  25. franckreporter on 12 May, 2010 at 07:43

    @elmacro
    *limitarsi al microstock, hmmm, molto limitante direi ma c’e’ la possibilita’ che per molti di voi questo sia il massimo a cui potete aspirare, l’importante e’ accettarsi per quello che si sa fare e conoscere i propri limiti.*

    Molti di noi, per lo meno per chi non è diventato il proprio lavoro, è arrivato al microstock proprio perchè è fuori dagli schemi, perchè ti permette di esserein qualche modo un telelavoratore limitando i Muda. Poi mi sembra che questo tipo di mondo non sia affatto limitante, ci sono tanti di quei temi e tecniche nel mondo microstock, che la parola limitante non ha senso..C’è chi ha iniziato fotografando paesaggi vicino casa sua, ed ora fa foto di viaggio, c’è chi è diventato esperto di fotografia glamour essendo partito a fare foto macro. Chi era un illustratore e faceva rendering e ha preso una macchina fotografica in mano dando libero sfogo alla propria fantasia in un altro modo. Oppure chi è partito fotografo e adesso fa video.
    Penso che di stimoli per cambiare il nostro skill ed il nostro futuro ce ne siano in abbondanza.
    Vorrei dire che è molto più limitante chi fa solo il contrario.

    *Riguardo il fattore “scazzo” di lavorare da soli io dico che se si fa travel non ci si puo’ scazzare piu’ di tanto, in ogni posto c’e’ sempre molta roba da fotografare, i mercati, la gente, i monumenti, by day, by night, barboni, tossici, anziani, ambulanti, ecc *

    scazzare si può e come…la pianificazione come è stato scritto variate volte è alla base di tutto. Se vai a Siena in un mese come Gennaio di certo non puoi fare foto al Palio che c’è d’Agosto. Se vai a Malaga senza sapere quando si corre la Corrida rischi di fare un viaggio a vuoto perchè magari di spunti fotografici ce ne son pochi.
    Poi magari puoi fare le stesse foto di sempre i mercati, la gente, i monumenti, by day, by night, barboni, tossici, anziani, ambulanti…ma allora non ti aggiornerai mai.

    Forse ElMacro queste mi riflessioni di prima mattina non le hai scritte perchè le davi per scontate. Spero possano essere di spunto per altri discorsi.. ciao ciao

  26. piccerella on 12 May, 2010 at 08:50

    Se penso ai giorni d’ufficio, e al tempo che non avevo per lavorare le foto e caricarle, o disegnare… beh mi vengono i brividi addosso. Sarà che sono agli inizi del “full time”, sarà che sono una donna, ma trovo che dedicarsi esclusivamente alle proprie passioni, nonché ai doveri di una padrona di casa (che detto tra noi ho sempre glissato), sia appagante. Diventi il gestore del tuo tempo, della tua giornata. Rido a pensare a quando guardo il cielo fuori dalla finestra aahahah :D Ora c’è un grigiume tristissimo, ma appena spunta un raggio di sole che riesce a colorare d’azzurro il tetto del mondo beh…. via! Si esce in cerca di scatti! Io e Simo a volte sembriamo due avvoltoi ahahah :D

    Il mio prossimo step… di sicuro darci dentro con i loghi. Ho notato una grossa demotivazione tra i contributor in questo settore, mentre invece è il momento di fare di più. Step a cui vorrei tanto seguisse (o magari precedesse… si sa mai!) un’iStockalypse, mmmm! Non vedo l’ora di sentirmi in famiglia!! ;)

  27. mmac72 on 12 May, 2010 at 09:19

    e by the way, ho comprato uno schermo piu’ grande 24” della Eizo. Questo mi aiutera’ molto spero.

  28. Antonio D'Albore on 13 May, 2010 at 04:39

    …e tutto ciò dimostra ancora una volta che con intelligenza, spirito imprenditoriale, sperimentazione e voglia di fare sempre meglio si possono raggiungere dei risultati considerevoli.

    Bravo Giorgio, continua cosi!

    Antonio

  29. elmacro on 13 May, 2010 at 14:06

    mah ! forse tendo un po’ troppo a generalizzare, io quello che avevo da dire
    comunque l’ho detto.

    @LDF :
    io chiedo solo un minimo di privacy, non concepisco il mettere in piazza i cazzi
    miei a mo’ di Facebook o Bar Sport.

    tra l’altro sarebbe anche strano trovare foto veramente artistiche su un agenzia
    di stock tanto piu’ se microstock, vorrebbe proprio dire che l’autore non sa
    proprio dove piazzare i suoi lavori o non ha le idee molto chiare sul mercato
    Fine-Art.

    @Antonio :
    volentieri ! adesso sei in Indonesia o in SE Asia ?

    @mmac72 : raccontare storie e’ basilarmente il fotogiornalismo (questo anche se lo fai
    solo con le foto e un altro scrivo il testo).

    secondo me non e’ poi cosi’ difficile entrarci, il vero problema e’ rimanerci.

    @Frank :

    quante foto vedi del milan o dell’inter su istock ? quante della ferrari ?
    quante di berlusconi ? di insetti ? di cronaca nera ? di location regionali
    mai sentite ? di mille altri soggetti tipicamente “RM” o “specialist agency” ? zero, e lo sai perche’, perche’ in RF non le puoi vendere
    e nei casi in cui puoi non c’e’ richiesta abbastanza per giustificare i costi di produzione.

    questo intendo per “limitante”.

    pianificazione : tra l’altro hai citato due casi classici perche’ far foto
    di viaggio in Europa non e’ solo un gran casino per motivi stagionali (e in Islanda
    ad esempio hai solo 1 mese “buono” l’anno e se lo perdi devi aspettare l’anno dopo…)
    ma assieme a Korea e Giappone e’ anche forse il posto piu’ caro in assoluto.

    paradossalmente l’italia e’ forse il paese piu’ fotogenico al mondo e noi
    invece siamo sempre attratti dall’estero … certo che in italia ormai sparano
    dei prezzi da paura anche per B&B sgangherati o ostelli che cadono a pezzi … e poi
    agli italioti sta proprio sul culo essere fotografati a freddo .. ti chiedono
    chi sei e cosa vuoi .. se gli fotografi la casa a volte ti mandano il cane …
    bel paese, brutta gente ! Italien Scheisse !!

    @piccerella :
    ma infatti il punto chiave e’ decidere di lavorare in proprio, il grave e’ che oggigiorno
    tutti mettono i bastoni tra le ruote e c’e’ anche sempre malizia e invidia gratuita.

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