Sono un abbonato al mensile Wired, lo trovo sempre molto interessante, da quando è arrivato nel panorama editoriale italiano ho riscoperto il piacere di leggere il giornale. Lo stile degli articoli è decisamente inconsueto e gli argomenti trattati sono sempre molto “avanti”. Questo mese la mia attenzione è stata attirata da un articolo sull’Expo 2010 che si terrà a Shanghai tra poche settimane. Si tratta di un reportage fotografico del fotografo Daniele Mattioli, intitolato Shanghai-App. Il nome svela il “segreto” di questo reportage. E’ realizzato interamente scattando fotografie con l’iPhone, con l’app Hipstamatic (chi mi ha tra gli amici su Facebook avrà notato che ne faccio un uso frequente
).
Agli occhi di un comune lettore non c’è differenza, non gliene frega assolutamente nulla su come sono scattate le fotografie, se ha usato un cellulare o se ha usato una reflex da 7mila euro. Le foto sono belle. Punto. L’effetto vintage è perfetto e il formato quadrato a pagina intera è fantastico. l’iPhone scatta fotografie ha 3 Megapixel e la qualità della lente è poca cosa in confronto alla fotografie “professionale”.
Appunto, la fotografie professionale. Non venite a raccontarmi che per scattare fotografie con un iPhone ed Hipstamatic bisogna essere dei fotografi “professionisti”. Questo termine ormai non ha più senso di esistere. Per essere dei “professionisti” non bisogna saper fare belle fotografie, ma bisogna saperle vendere, avere conoscenze, crearsi una rete di contatti e sapersi autopromuovere nel migliore modo. Come su iStockphoto. Autopromuoversi su iStockphoto? Potete fare le foto più belle del mondo, ma se non siete in grado di farle trovare nessuno le comprerà. Ripeto per l’ennesima volta: curate le keywords e create le lightbox. La professione di iStocker è tutta in queste due parole.
Ma torniamo al discorso della fotografia con l’iPhone e Hipstamatic. E’ un gioco. E tutti lo possono fare. Se i giornali le pubblicano è l’ennesimo segno che la fotografia corre. I puristi della fotografia resteranno scandalizzati di fronte ad un “affronto” di questo genere eppure è solamente il segno dei tempi. Proporre cose nuove, innovative, differenti. Non importa cosa usate, l’importante è che colpiscano l’attenzione del lettore o dell’acquirente.
Quindi avanti con le sperimentazioni, anche su iStock. Non abbiate paura di provare e rischiare un postprocessing troppo spinto. Non abbiate paura di provare a fare qualcosa di nuovo anche se porterà ad una rejection. E non fossilizzatevi solo sul microstock, portate avanti progetti fotografici personali, alternativi. Le possibilità per farsi conoscere e far vedere quello che si è in grado di fare sono molteplici. Buttatevi nella rete e siate creativi.
fotografie copyright di Giorgio Fochesato, realizzate con iPhone + Hipstamatic App








Fantastica app!! L’ho acquistata un paio di mesi fa e non ne posso fare più a meno.
Sono completamente d’accordo con i commenti di Giorgio, non vorrei generalizzare ma penso che oggi, almeno in un certo ambito della fotografia, non siano più i mezzi e la qualità che fanno la differenza ma assume sempre più importanza la realizzazione di un progetto unitario, di una idea innovativa. Devo dire che comunque queste idee non sono del tutto nuove, dopo tutto siamo sempre figli delle avanguardie del 900.
D’accordo con quasi tutto, perchè quasi…
La sperimentazione per istock porta a risultati, almeno in base alla mia esperienza, piuttosto contraddittori tra loro e contraddittori tra un contributor ed un altro.
Molte sono le variabili in gioco quasi tutte di natura umana, a volte si rileva una notevole perdita di tempo altre volte una piacevole sorpresa ma, nel complesso, per noi prevale la perdita di tempo, probabilmente non siamo “boni” (tradotto dalla nobile lingua labronica all’italiano volgare “capaci”) ehehehehehehe
ric
Aggiungo per chiarezza: sia sperimentazione allo scatto che in postprocessing
i risultati penso possano essere contradditori perchè penso (ed ho avuto riscontro di questo anche leggendo il forum di istock) che la qualità richiesta adesso da un ispector non è la stessa che veniva richiesta nel 2004 quando per esempio si caricavano illustrazioni fatte con brushes in photoshop e che adesso vengono regolarmente bocciate.
Questo voglio credere sia dovuto al fatto che si richiede di più perchè la tecnologia adesso lo permette e prima no.
Per quanto riguarda Hipstamatic non posso dire molto in prima persona, in quanto non posseggo un Iphone, ma vedendo le foto che si riescono a produrre rimango ben entusiasta e sorpreso di cosa si possa realizzare con questa App. Qualcosa del genere è possibile farlo anche con Color Efex Pro perdendoci un po’ di tempo .
Concordo pienamente sul concetto di “professionista”.
La grandezza della fotografia, come per altre professioni sul confine con l’arte, è l’accessibilità a chiunque di reperire i mezzi per esprimersi. Tutti possono comprare una macchina fotografica. Tutti possono comprare una chitarra. Tutti possono trovare modi per esprimersi. Per fortuna, secondo me. Poi ci sarà sempre chi ha la paura di vedere oscurato il proprio lavoro professionale da chi entra in un determinato contesto partendo solo dalla passione: sono motivazioni fondate ci mancherebbe. Ma credo sia una cosa fantastica questa possibilità. E’ il “prezzo” da pagare per chi vuole fare lavori creativi. Ma deve essere uno stimolo positivo.
Belle queste foto effetto vintage. Quest’estate dall’Olanda sono tornato con una Holga e per un periodo mi sono divertito con la lomografia. Mi ricorda queste foto. Solo che queste sono più immediate da gestire
Complimenti per questi post Giorgio, dai una bella carica!!
Provo ad andare un po contro corrente (e animare un po il dibattito)….
In generale questo tipo di sperimenazione non mi sembra possa dare dei risultati validi per lo standard qualitativo di istock che nel corso di questi anni sta diventando sempre più esigente.
Questo tipo di effetto può piacere o non piacere, personalmente io non lo amo e fatico molto a capire quale fascino ci si possa trovare.
Mio papà 35 anni fa faceva i “filmini” con una cinepresa super8 (lui si che era un vero “sperimentatore” ) e a vedere i risultati delle foto di Gio con l’iphone, rivedo lo stesso tipo di risultato …solo che un filmino familiare ha una caratterizzazione di storia e affettiva tutto particolare, una foto su un sito web o su una rivista no, non mi suscita la stessa sensazione. Ho l’impressione che alla lunga stanca o stancherà!! Questa resta comunque un’opinione personale!!
Chiudo infine con una valutazione sul discorso sperimentazione/IStock. Per quanto mi riguarda, dal basso dei miei pochi download, faccio una gran fatica a farmi accetttare foto che vanno “appena un po fuori dal seminato” …
Francamente mi sembra che Istock non sia il posto più adatto dove fare “sperimentazione”, per lo meno non per quelli di fascia medio bassa come sono io. Forse per quelli già affermati che possono vantare ben altri numeri …
Cosa ne pensate?
Grazie e ciao a tutti
Gianluca
La parola “fotografo professionista” sta a determinare unicamente chi nella vita si mantiene facendo fotografie. Non è assolutamente sinonimo per forza di qualità. Ma in genere sono i non professionisti a rimanere un pò stizziti dal suddetto termine. A certi livelli (e sono convinta di parlare per centinaia di colleghi) non si valuta la capacità dal mezzo o dalla partita iva, ma solo dal risultato. Ci sono fotoamatori più bravi di alcuni professionisti, ma restano “amatori” solo perchè la fotografia la praticano solo come hobby. Non attaccatevi alla terminologia. Alcune delle foto di Mattioli che citi Giorgio, sarebbero state belle anche fatte con una qualsiasi reflex, magari in b/n. Sta alla sensibilità dell’autore aggiungere dell’atmosfera per dare un messaggio. Sono però dell’idea che a forza di vedere questi trattamenti “automatizzati” che spopolano, dopo un pò le immagini sembrano tutte uguali. E ripeto qui il mio cavallo di battagli: LA MACCHINA NON FA IL FOTOGRAFO.
@lelepado: sono d’accordo che alla lunga stancherà, come tutte le novità dopo un pò stufano. La cosa che mi sorprendeva era come fotografie realizzate con iPhone possano andare bene per alcuni tipi di editoria, è un segno che a volte rischiando e proponendo cose al limite si possano comunque avere delle soddisfazioni.
Sicuramente lo standard qualitativo di queste foto è ampiamente al di sotto di iStock, ma ricordo un articolo su iStock di qualche anno fa dove si chiedeva esplicitamente di rischiare, fare qualcosa di nuovo, ecc. penso che l’innovazione sia l’anima del mercato. Non dico ovviamente di proporre foto fatte col cellulare. Però c’è chi rischia e chi aspetta che siano gli altri a farlo per poi andargli dietro. L’importante è che qualcuno lo faccia.
@ambaradan: sostanzialmente diciamo la stessa cosa
la macchina non fa il fotografo! Il termine “professionista” è sempre sentito un pò male dagli “amatori” del microstock perchè per tanti anni e tutt’ora si tende a fare questa differenza di settore… forse sono io che me la sono legata al dito e dovrei guardare avanti.
@lelepado
“Francamente mi sembra che Istock non sia il posto più adatto dove fare “sperimentazione”, per lo meno non per quelli di fascia medio bassa come sono io. Forse per quelli già affermati che possono vantare ben altri numeri …”
le tue parole mi ricordano parecchio quello che penso ogni volta che mi arriva una rejection, mentre la stessa foto caricata su altri siti viene accettata senza problemi.
però son convinto che per quanto siano “stronzi” e accurati gli ispector (non me ne voglia LDF
) ci sia sempre da imparare da ogni reject.
Ultimamente per le foto più ritoccate e esperimentate mi tocca caricarle 2000×1600, ma quando un problema lo si conosce lo si cerca anchedi risolvere.
bhe poi a chi non è mai venuto in mente che le foto proprie gli ispector non se le ispezionino da soli
(mi sa che non funzioni proprio così)
Diciamo che più o meno è la realtà, senza comunque voler a tutti i costi aprire una polemica direttta con gli “inspector”.
Chiaramente esiste un livello di discrezionalità e un po come gli arbitri nello sport quando giudichi un “pivello” puoì avere un metro di giudizio differente da quando giudichi un “campione”, permettendo magari al campione cose che invece al “pivello” sono negate. Questo è più o meno il senso della mia affermazione.
Sicuramente la ragione è comunque loro (degli inspector)! Purtroppo spesso il difficile è capire dove e perchè si sbaglia e il forum Critique Request mi sembra un modo un po lento e limitativo di risolvere la questione.
@frankreporter
haha… sante parole, pignoli e rompipalle sti inspectors.
Ti confermo che gli inspectors non si ispezionano le proprie foto, e ti assicuro che la vita non migliora, anzi…
Di sicuro il sistema di comunicazione tra contributors ed inspectors e’ migliorabile, ma tenete presente le moli di lavoro. Ci sono piu’ di 65000 immagini in coda e 140 inspector al lavoro. fate voi i conti e vedete se e’ umanamente possibile dare dettagli approfonditi per ogni singola rejection.
Riguardo l’Hipstamatic, chi ha un iPhone non ha potuto resistere alla tentazione.
C’e'e da fare i complimenti a chi ha sviluppato l’applicazione perche’ puoi fare una foto a qualunque cosa e viene interessante. Ma e’ appunto una questione di gusti/filtri/moda…
Per l’editoria… dai, qualunque immagine che racconta una storia interessante e’ degna di nota. Riguardo la qualita’, ovvio che se scatti un jet che atterra a Central Park con un iPhone, comunque lo pubblicheranno (e te lo pagano soldoni)…
Riguardo la qualita’ richiesta da iStock, si le cose sono cambiate, ma occorre tener presente che alla fine si valuta il tutto per una stampa tipografica, quindi stampando a 300dpi non ci devono essere grosse magagne
Sulla sperimentazione… oh yeah, Giorgio ha ragione. Mai fermarsi… e poi quello che non va in iStock puo’ essere sempre utile per altro, no?
Volevo aggiungere dure righe sulla sperimentazione in Istock.
Anche a me succede spesso che ciò che carico con effetti/elaborazioni un pò fuori dagli “schemi canonici” il più delle volte mi viene rifiutato .. su alcune foto però punto i piedi e riesco a farmele accettare utilizzando il servizio scout.
Altre volte la risposta è: “….meglio se ricarichi la foto tralasciano effetti … bla bla bla xè così diventa di maggiore utilizzo per i designers ..”
e tutte quelle immagini elaborate pesantemente (vignettatura,sfocati, fortissimi contrasti e via dicendo) che invece vengono accettate quotidianamente ?
Io non desisto e continuerò nel mio piccolo a sperimentare cercando di allargare e differenziare il mio portafolio … anche facendo scendere ogni tanto il mio acceptance ratio!!
… ma tanto poi risale, risale.
Riguardo alla sperimentazione: se io non avessi collezionato tonnellate di rejections ora non avrei 44mila downloads. Fanno parte del lavoro. Il tempo investito in elaborazione, sperimentazione e correzione poi viene ripagato. Ho un portfolio di 4mila immagini (+ 1000 rejections
) ma le vendite arrivano al massimo da 1.000 fotografie (ora quasi tutte in E+ e Vetta), quelle tecnicamente ed artisticamente più interessanti. Se nn avessi sperimentato ed investito nottate e giornate intere, probabilmente ora farei un altro lavoro e iStock sarebbe un hobby!
Si Giorgio sono d’accordissimo con il discorso di continuare a sperimentare, il dubbio mi viene quando vedo foto simili alle mie (rifiutate) che invece vengono tranquillamente accettate ..
Credo che valga per tutti il discorso che solo una parte del proprio portfolio vende constantemente, infatti per me è fondamentale proporre sempre almeno 4/5 foto dello stesso tema .. non sai perchè ma solo 1/2 poi magari venderanno ..
.. il tuo blog comunque diventa sempre più interessante, complimenti!!
Sulla questione “che fine ha fatto” questaa bella professione se ne parla tanto, forse anche troppo. Io credo che molto semplicemente pernsare a un fotografo professionista nello stesso modo con il quale lo si faceva solo qualche anno fa è come pensare che esistano ancora i dattilografi. La professione oggi è qualcosa di diverso, come il muratore, il maniscalco o l’operaio. Qui si tratta solo di capire questo semplice e importante passaggio. O si capisce questa cosa o si rimane anacronisticamente nel medioevo. Tecnologia e target sono radicalmente cambiati, questo è un dato di fatto. Vero che le novità stancano, vero anche che la sperimentazione può aprire nuove strade. Vero ancora di più è che sicuramente ancorarsi a vecchi schemi, oggi più che mai è solo un catalizzatore per il processo di annientazione della fotografia professionale. Parole compicate per dire a tutti: svegliamoci che siamo nel 2010 !
ciao, le foto fanno caa.
Professionale non significa migliore. Fotografo professionale significa che con la fotografia porti a casa i soldi per vivere. Io sono un fotografo. Artista? Professionale? Amatoriale? Sono solo aggettivi che il più delle volte sono usati impropriamente.
Il mio pensiero è qui:
http://fabiosirna.wordpress.com/2010/05/02/mi-sono-sempre-chiesto-ma-e-importante-avere-una-macchina-professionale-per-fare-belle-foto/
Ho trovato qualche immagine scattata con Hipstamatic su iStock
http://www.istockphoto.com/stock-photo-14842751-corn-field.php
http://www.istockphoto.com/stock-photo-14298016-echinacea-flower.php
Che bella notizia Piccerella!!
mi brucierò tutti i miei prossimi 18 slot settimanali! ah ah
Ingrandite al 100% mettono qualche dubbio, bah…
Segnalo questo articolo:
http://designtaxi.com/news/33469/In-War-Photography-iPhones-Prove-Their-Worth/
Il New York Times ha recentemente pubblicato un articolo sulla guerra in Afghanistan interamente realizzato con Hipstamatic.