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Intervista a Ze – piccadillyCircus

20 April, 2010
By Giorgio Fochesato

Oggi intervistiamo piccadillyCircus l’artista del mese della sezione audio. Un gran bel riconoscimento che merita di essere approfondito con qualche domanda qua su un italiano su iStock.

Ciao Ze, grazie per aver accettato l’intervista di un italiano su iStock. Sul sito il tuo nome e cognome sono tenuti nascosti dietro allo pseudonimo piccadillyCircus… parlaci un pò di te, di quello che fai nella vita e magari svelaci chi sei…

Beh ho 32 anni e tutti mi conoscono come Ze, sono sposato con una donna bellissima che ispira le mie creazioni e quello che faccio nella vita è trasformare i miei sogni in suoni, rumori e musica. Ho scelto il nome piccadillyCircus per rappresentarmi perchè è conosciuto e pronunciabile in buona parte del mondo, e, nonostante la famosa piazza sia ubicata nel Regno Unito, è un palese esempio di multietnicità e incrocio di lingue, stili e costumi diversi. Se passassi anche solo un’ora li in mezzo potresti sentire parlare tutte le lingue del mondo e ne vedresti di tutti i colori. E questo in sostanza è quello che sto cercando di fare con la mia piccadillyCircus.

Sei su iStock da settembre del 2009, come hai scoperto la musica Royalty Free online?

Sapevo già dell’esistenza di iStock per le fotografie, alcuni dei miei amici ne erano clienti e altri (Tommi, Lele, Pollo e Davz di ZoneCreative) contributori. Un giorno mia moglie mi ha detto che iStock apriva le porte anche all’audio, mi sono detto “perchè non provare?” e mi sono iscritto. Dopo quasi un mese dall’iscrizione i miei 3 sample hanno passato l’esame e ho iniziato a pubblicare qualche mio lavoro.

Poi in qualche slancio di curiosità ho notato che ci sono anche altri siti che si occupano di stoccare suoni royalty-free, ma credo nel detto “se non puoi parlare bene di qualcuno, non parlarne affatto”. Istockaudio è semplicemente il migliore.

Collabori con iStock da soli 6 mesi eppure hai oltre 1000 files in portfolio, oltre 500 downloads e sei un artista audio esclusivo. Un gran bel lavoro, complimenti. Quanto tempo dedichi ad iStock e come sei organizzato?

È stata una scelta azzardata soprattutto all’inizio in cui i download erano pochi, ma il mio amore per il rischio e la mia ossessione maniacale nel fare le cose mi hanno spinto quasi subito a dedicarmici a tempo pieno. Dopo aver passato l’esame di ammissione ho caricato una manciata di file audio tanto per vedere che succedeva (erano i primi di ottobre) e poi, appena ho visto i primi download ho perso l’uso della ragione e mi ci sono buttato a pesce. Ora posso dire di dedicare a iStock praticamente 24 ore al giorno: la notte mi vengono le idee, il mattino le strutturo e suono le parti, il pomeriggio è dedicato al missaggio e al mastering e la sera agli upload e all’inserimento delle parole chiave.

Per un profano della musica come me, osservando… ops, ascoltando il tuo portfolio saltano subito all’orecchio le varie versioni di Jingle Bells. Non è protetto da copyright?

Fortunatamente no, anche perchè altrimenti non mi avrebbero accettato i file. Jingle Bells è stata scritta da un certo James Lord Pierpont nel secolo scorso…cioè, quello più scorso del 1900, il 1800, quindi per le leggi attuali sul copyright è considerata opera di pubblico dominio. Come tutta la musica classica e buona parte di quella popolare, del resto. Avevo anche realizzato diverse versioni cantate di “Santa Claus is coming to town” che però mi sono state respinte in quanto i diritti di quella canzone appertengono ancora ad un erede vivente.

Quale è il tuo stile preferito?

Lo stile libero…ahahah!!! Scherzo…ma non del tutto: amo la musica in tutte le sue forme, dai tamburi dell’età della pietra fino ai sintetizzatori passando per tutto quello che c’è di mezzo. Comunque musicalmente arrivo dal rock, col quale ho ancora un cordone ombelicale molto solido, e quindi se devo proprio scegliere un genere da portarmi sull’isola deserta, beh, è quello. Nel rock ci sguazzo liberamente e mi sento veramente libero di contaminarlo con ogni sorta di stranezza, come nella mia serie “Rock Videogames” che guardacaso contiene anche il mio best seller “Win this Race”

Personalmente le ricerche dei brani audio e le parole chiave mi sembrano piuttosto laboriose e la ricerca di alcuni brani è un lavoro che richiede molto tempo. Cosa ne pensi del funzionamento di iStockAudio?

Concordo pienamente con te, le ricerche audio sono piuttosto complicate, soprattutto perchè, rispetto alle immagini, la musica è spesso difficile da descrivere in modo univoco: certo, posso inserire fra le parole chiave il genere musicale o gli strumenti suonati, ma il mood del pezzo, le sensazioni che comunica sono personali e di questo ho già avuto a confrontarmi con alcuni ispettori. Il metodo che iStock raccomanda per le ricerche audio è l’ Advanced Search. È un po’ più elaborata della ricerca normale ma permette di avere risultati più attinenti alle proprie necessità. Basta solo un po’ di pratica, come per tutte le cose…

Sei un appassionato anche di fotografia oppure iStock per te significa solo musica?

Tutto significa musica per me…spesso navigo fra le foto di istock in cerca di ispirazione…le foto sono come un film muto per me, bellissime immagini da “arredare” coi suoni…quando ho un po’ di tempo libero mi diverto a creare lightbox pubbliche con alcuni dei miei brani e le foto che li hanno ispirati. Come PULP, ad esempio.

Non posso definirmi appassionato di fotografia…ma ammiro e fruisco la fotografia come tutte quelle forme d’arte che non mi appartengono come la musica.

mp3 o vinile? rock n roll o jazz? orchesta o musica elettronica? chitarra o batteria?

Mp3 o vinile? Qualcuno mi odierà per questo, ma io amo la qualità assoluta nei suoni, quindi non posso scegliere né l’uno ne l’altro, in quanto soffrono entrambi di forti lacune nella restituzione delle frequenze più acute, quelle che creano aria e respiro. Nonostante questo riconosco che il vinile rappresenta un’epoca: posso scegliere di usare un “effetto vinile” in un intro di un pezzo per evocare un certo periodo storico o un’immagine particolare (in effetti l’ho fatto proprio qualche giorno fa nell’intro del pezzo “Allright” ma faccio fatica a immaginare un musicista che, fra 30 anni, decida di usare un “effetto mp3” per rievocare i giorni nostri. Le stesse preview dei brani audio su iStock sono in mp3, e spesso mi intristisco nel notare che alcune sfumature vadano perse nelle anteprime dei brani.

Inoltre chi scarica la preview di un loop in mp3 potrebbe non sapere che gli mp3 non looppano bene a causa del loro metodo di compressione, e quindi convincersi che il brano audio è difettoso. Questo purtroppo non è segnalato da iStock…

Amo tutti i generi musicali e gli strumenti, ma se proprio devo scegliere fra rock n roll e Jazz la mia predilezione va sicuramente verso il RRRock, quello con tre R e tanti punti esclamativi alla fine, primitivo, sfacciato e volgare.

Orchestra o elettronica?

L’elettronica è NOBILE quando viene utilizzata per creare suoni non presenti in natura. È semplicemente UTILE quando ti serve una sezione di archi ma i tuoi budget ti impediscono di ingaggiare un orchestra. Personalmente non ho una preferenza univoca sugli strumenti reali o virtuali, penso che sia la musica che creo in quel momento specifico a chiedermi una batteria acustica o una elettronica, o una chitarra grezza piuttosto di una stra-effettata. Il mio sogno è poter scegliere in qualsiasi momento se usare uno strumento reale o uno sintetico, scelta dettata unicamente dallo stile e non dalle possibilità a disposizione. Ovviamente non sempre posso scegliere…

Un giorno avrò un orchestra sinfonica in garage, è il mio sogno da una vita, ma nel frattempo mi tocca accontentarmi dell’elettronica per creare sezioni d’archi e di fiati…sigh…

e fra chitarra e batteria scelgo la prima: portatile, versatile e praticamente autonoma: è molto + difficile far star zitta una chitarra piuttosto che farla suonare…

Quali sono i tuoi artisti audio preferiti?

Questa è una domanda a cui è veramente difficile rispondere. Qui su iStock il livello è molto alto, ci sono artisti molto validi sia dal punto di vista artistico che di quello tecnico. In genere tendo ad ammirare molto chi riesce a realizzare cose per me difficili. Ad esempio Marbury ha una collezione di effetti sonori stupefacente. Realizzare effetti sonori validi al contrario di quello che molti credono è un processo molto elaborato e richiede parecchio tempo, e infine paga poco, per cui per riuscire a dedicarcisi con serietà ed efficacia servono doti non comuni. E molta pazienza.

La tua parola chiave preferita?

Energy sicuramente. E anche “groove”…sono due parole che ricorrono spesso nelle mie descrizioni. Cerco di sperimentare e produrre ambienti sonori di tutti i generi, ma mi trovo spesso a fare pezzi molto ritmati, motivanti ed energetici.

Conoscevi questo blog prima di questa intervista?

Si, l’avevo già conosciuto quando hai intervistato i miei vicini di ping pong “ZoneCreative” e poi ho iniziato a seguirlo.

Qualche consiglio per iStockAudio e per questo blog?

Pubblicità, promozione. Tanta. Il tuo blog è molto ben fatto, un consiglio che vorrei dare ad iStockaudio è cambiare la visualizzazione di default dei brani audio nei risultati delle ricerche, passando dai thumbnail grossi (che per foto, illustrazioni e video sono perfetti, ma che per gli audio sono tutti dannatamente uguali) ad un semplice elenco di titoli. Naturalmente è già possibile cambiare le preferenze e impostare le proprie opzioni di visualizzazione in questo modo, ma ho verificato più volte che pochissimi utenti sono al corrente di questo. E il nuovo arrivato che si trova a dover cercare un brano audio si ritrova con una pagina piena di icone orange tutte uguali, senza alcuna scritta che lo aiuti ad orientarsi. Buuuuuu

Grazie per aver partecipato ad un italiano su iStock! In bocca al lupo per le tue creazioni musicali!

Grazie a te e, come dicono su iStockaudio, ROCK ON!!!

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12 Responses to Intervista a Ze – piccadillyCircus

  1. piccerella on 21 April, 2010 at 09:25

    Adoro conoscere nuovi artisti, e devo dire che Giò è molto bravo come “talent scout”, quasi quanto iStock :D
    Beh, bravo!! Ho ascoltato alcuni tuoi pezzi, c’è da perdersi in quanto a sensazioni! Continua a creare lightbox “ispirate”, le trovo fenomenali!! Non è da tutti mixare varie forme d’arte come hai fatto tu!

  2. Davide on 21 April, 2010 at 09:55

    Ebbravo Ze!

  3. macrosaur on 21 April, 2010 at 10:49

    correggetemi se sbaglio ma il payout a conti fatti ripaga si e no le spese, sempre che come scrive lui si lavori 24 ore su 24.

  4. gioadventures on 21 April, 2010 at 11:00

    Grande Ze, la prossima volta che passo da Biella ci becchiamo, son curioso di vedere come lavora un artista dell’audio!

    Rock on!

    @macrosaur: 24 ore su 24… dovresti leggerlo come “passione” invece che attaccarti al misero significato dei numeri.

  5. ilbusca on 21 April, 2010 at 11:16

    Ragazzi, noi piemontesi spacchiamo su istock.

  6. macrosaur on 21 April, 2010 at 11:37

    @Gio :

    beh pero’ e’ una domanda lecita, io molti anni fa ho fatto vari lavori in studio di registrazione tra cui anche jingles e loops e tra ideazione/produzione/mastering come minimo ci puoi mettere 1 ora per un loop finito a cui poi devi fare upload e keywording.

    magari lui usa solo samples gia’ pronti quindi con vari taglia&incolla ha un workflow molto veloce ma ricordiamoci che fare tracks audio non e’ assolutamente come fare clik con una macchina fotografica, richiede molto piu’ tempo e pazienza.

    una volta infatti c’era un vasto mercato di CD con centinaia di samples gia’ pronti (Time+Space, Zero-G, etc), erano anche molto cari, ora vedo roba su internet a 30 euro su CD inclusa spedizione, si vede che i costi sono drasticamente calati ?

    “Ze” che ne dice in merito ?

  7. franckreporter on 21 April, 2010 at 11:49

    Lo sapevo che prima o poi ci sarebbe scappata l’intervista a piccadillyCircus , tra i miei tanti giri su istock audio e video lo avevo individuato mesi fa e quando gli chiesi di far parte degli amici non sapevo se fosse italiano o meno.

    Direi che è una bellissima intervista, sopratutto tecnica; traspare la sua professionalità.

    Ze sono sicuro che sia un tecnico dell’audio molto esperto e scrupoloso, almeno questo è quello che mi arriva leggendo le sue parole.

    Anche se per adesso i suoi sforzi non sono ben ripagati dai download son sicuro che presto le gratitudini arriveranno, se non fosse altro che istocker audio ce ne son veramente pochi.

    in bocca al lupo per il futuro.

  8. Ze on 21 April, 2010 at 12:39

    ehi, grazie a tutti per l’interessamento e i commenti!!!
    macrosaur, se hai bisogno di qualche spiegazione cercherò di mettere un po di luce sulla questione che hai sollevato:
    il payout è un po’ lento, questo è vero, ma io ho veramente tutte le mie risorse impegnate su questo progetto. E non ho paura delle attese, anche perchè ho potuto constatare che, con la dedizione (forse sarebbe meglio il termine “ossessione”) che ci metto, le mie stat sono in crescita continua, quasi esponenziale.
    Creare audio di qualità è lungo e laborioso (io capisco poco o niente di fotografia, ma credo che anche le immagini richiedano molti sforzi e tempo oltre al “click” che dici…location, illuminazione, fotoritocco ecc) e purtroppo (o meno male, dipende dai punti di vista) su iStock non si possono usare loop o campioni già pronti, di quelli acquistati sui CD per intenderci. All’inizio la mia produzione era piuttosto lenta, ma poi ho trovato qualche quadra per ottimizzare i lavori. Mediamente dedico una giornata intera a UN pezzo solo, e quando arrivo alla fine ne estrapolo 3 o 4 loop, un paio di jingle ecc, riuscendo, a sera, ad uploadare + di un file (iStock ammette, anzi raccomanda l’invio di più versioni di un brano audio). Questo vale per la musica, ovviamente…per gli effetti sonori il discorso è completamente diverso. Ho già detto che penso paghino poco per gli sforzi richiesti, e infatti sono una specie di “seconda scelta” per me.
    Spero di essere stato abbastanza esaustivo, vi ringrazio ancora tutti per le belle parole e mi rimetto al lavoro!
    Rock ON!!!
    Ze

  9. Ze on 21 April, 2010 at 14:10

    ancora una cosa riguardo i CD di samples: è vero, il costo di questi prodotti è calato drasticamente e credo ciò sia dovuto al fatto che sono un prodotto che, in un certo senso, ha un po’ perso di valore.
    Mi spiego: un designer che debba cercare un loop da usare come base sonora, un jingle o un sfx può ora scegliere se caricare 1 ad 1 i CD in suo possesso sperando di trovare ciò che cerca (coi tempi di accesso ai CD che personalmente mi fanno uscire dai gangheri, e senza la possibilità di fare ricerche per tag) oppure fare UNA ricerca su iStock, scegliendo fra genere musicale, velocità, strumenti suonati e mood…e potendo attingere fra ben 45000 tra musiche e sfx…e il numero è in progressivo aumento. Quello che ho notato è che chi fruisce dei nostri lavori di stock è praticamente sempre di fretta (consegne, clienti rompi ecc) e qui su iStock trova un’isoletta felice su cui quasi sicuramente c’è già quello che sta cercando, e a livelli qualitativi molto alti. E in + disponibile SUBITO e a prezzi veramente vantaggiosi! (e va bene, lo ammetto, mi hanno pagato x far pubblicità ahaha)

  10. bononiasound on 21 April, 2010 at 18:46

    Mi permetto di inserirmi nella conversazione. Intanto un grazie a Gio che col suo blog mi ha consentito di entrare in contatto diretto con Ze e condividere diverse cose. Ho grande stima per Ze che con lungimiranza dimostra di volersi lanciare totalmente in questo progetto, un passo che spero un giorno di arrivare a fare anche io. Se c’è una cosa che i nostri cugini fotografi ci stanno mostrando con anni di anticipo è che il mercato delle immagini sta radicalmente cambiando: il microstock diventa il sistema di sussistenza primario, anche per artisti di altissimo livello. Perché non dobbiamo pensare che tra poco sarà così anche per la musica? Non è la questione dei pochi dollari a doverci far riflettere, ma quante volte e in quante parti del mondo quei pochi dollari vengano spesi da qui a cinque (?) dieci (?) anni per quello stesso lavoro su cui abbiamo riversato le nostre potenzialità. Per questo credo che il discorso della qualità e del tempo passato su un singolo progetto diventi alla fine cruciale. E poi è un po’ azzardato dire che con uno scatto la foto è bella che fatta, che si rischia di fare imbestialire qualcuno…

  11. macrosaur on 21 April, 2010 at 23:45

    beh se e’ come dici tu bisognerebbe allora vedere come si evolve il tutto nel lungo termine.

    in ogni caso a conti fatti puo’ pagare molto di piu’ iStock che non vendere a 30$ un cd con decine e decine di loops.

    recentemente ho sentito dei loops in vendita veramente ottimi ma a prezzi stracciati, non so proprio come facciano a viverci tanto piu’ che li trovi anche piratati sui P2P in versione Halion/Giga/Kompakt/etc.

    purtroppo di audio non sono piu’ molto esperto, gli ultimi miei pezzi risalgono ai tempi di Cubase su Atari quando tutto era ancora analogico (preistoria !).

  12. Ze on 22 April, 2010 at 11:19

    probabilmente chi commercia CD lo fa come strascico di vecchie abitudini e magari ha anche attività parallele…chi può dirlo?
    Le versioni piratate ovviamente non si possono usare per scopi commerciali, conosciamo le conseguenze…e chi acquista su iStock di solito lo fa per inserire i nostri file in prodotti destinati alla vendita o alla promozione, quindi…
    Io non sono molto esperto di Computer, invece…sono anch’io frutto della scuola analogica…quando i tagli li facevamo con lo scotch sulle bobine di nastro…e buona la prima!!! ahaha!!! ma l’Atari non risale all’era dei C64??? bei tempi quelli…ricordo che avevo scritto un sequencer in Basic quando avevo 11 anni…con tanto di grafica!

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