Inserisci login e password.

Member Login

Lost your password?

Not a member yet? Sign Up!

Considerazioni sullo spazio colore

28 April, 2010
By Giorgio Fochesato

Qualche tempo fa tra i commenti del blog si era parlato dello spazio colore e la confusione emersa era tanta, era stato anche chiesto di pubblicare un articolo, ma sinceramente io stesso ho della confusione a riguardo di conseguenza ho preferito aspettare di avere maggiori informazioni a riguardo prima di scrivere due righe che potessero essere di aiuto a tutti.

Io personalmente lavoro sempre in sRGB, da qualche tempo ho iniziato ad utilizzare anche lo spazio colore Pro RGB, con risultati alterni e nell’ultimo week-end ho avuto modo di capire i miei errori. Durante l’iStockalypse di Cannes è stato brevemente affrontato anche questo discorso da due dei migliori fotografi di iStockphoto: iconogenic e sensorspot, rispettivamente inspector e Vetta specialist. Vediamo quali sono stati i loro consigli.

iconogenic quando deve produrre per iStock lavora in sRGB, è una questione puramente di marketing in quanto i file in sRGB visualizzati online sul monitor del computer hanno una resa migliore.

sensorspot ha affermato che lo spazio Pro RGB da dei risultati ottimali a 16 bit, in formato TIFF, ma quando si passa ad 8 bit si hanno problemi di banding quando per esempio si utilizza molta vignettatura o si esagera con la saturazione. Specialmente per chi fa foto in esterno dove i gradienti nei colori del cielo o della natura sono accentuati si possono avere problemi.

Infine, chiacchierando tra di noi italiani ci siamo confrontati ed abbiamo parlato di workflow. Per chi utilizza sia Lightroom che Photoshop una soluzione potrebbe essere la seguente:

  • esportare i file in TIF a 16 bit in formato Pro RGB
  • elaborare i files in Photoshop a 16 bit mantenendo il formato Pro RGB
  • se la post produzione richiede di passare a 8 bit, convertire lo spazio colore in sRGB
  • se la destinazione finale è iStock mantenere lo spazio sRGB e salvare in JPG
  • se invece la destinazione è un file TIF per un lavoro su commissione tornare a 16 bit con spazio colore Pro RGB

Spero che nella discussione qua sotto ci possano essere altri spunti ed esperienze utili a tutti! Come sempre dal confronto e dalla condivisione di esperienze nascono ottime idee e consigli!

Tags: , , , , , , , ,

57 Responses to Considerazioni sullo spazio colore

  1. Anita on 28 April, 2010 at 10:58

    Grazie, come sempre, Giorgio per le preziose informazioni!!

    Io di queste cose non ci capisco un fico secco e a quanto pare finora ho sempre sbagliato!!! Infatti ho sempre convertito in jpeg con spazio colore AdobeRGB, credendo che fosse quello con minor perdita di sfumature di colore e di informazioni… insomma tutto da rivedere!?!

    P.S. Ancora 3 foto e avrò la coroncina!!! Alèèèèè :)

    Ciaooo

  2. mmac72 on 28 April, 2010 at 10:59

    Una domanda, perche’ hai lasciato fuori dalla discussione l’Adobe RGB?

  3. gioadventures on 28 April, 2010 at 11:13

    Ciao Marco,
    come detto non sono un esperto del discorso e a quanto pare la confusione che regna in rete è parecchia. Ho riportato le parole del workshop, semplicemente non si è parlato di Adobe RGB.

    Se qualcuno ha conoscenze a riguardo magari può darci qualche delucidazione, che poi è anche lo scopo di questo articolo, aprire una discussione sullo spazio colore.

  4. LdF on 28 April, 2010 at 11:34

    Non sono un grande esperto di profili colore, ma se ho capito bene a cosa servono, dovrebbero darci la possibilita’ di includere in un file le informazioni relative al monitor o alla stampante che noi usiamo, in modo tale che un altro utente possa avere la visione di cio’ che noi abbiamo visto (detta in 2 soldoni)… sbaglio?
    Poi c’e’ il discorso di ampiezza della gamma tonale.
    ProFoto e’ molto ampio, ma cosa vuol dire? Per me nulla, a meno che la macchina fotografica non scatti in ProFoto, credo che sia inutile (se non addirittura talvolta dannoso) portare il profilo colore AdobeRGB (che e’ il piu’ ampio nelle attuali camere) ad un gamut piu’ largo… comunque, nella conversione avviene una interpolazione… se scatti AdobeRGB non vedo perche’ non continuare a lavorare in quello spazio colore… e trasformare il tutto in uno spazio (il Profoto) che nessun monitor vede e nessuna stampante stampa… a bit weird.
    Ci sarebbe da scrivere per 2 giorni… :S

  5. Hoaru on 28 April, 2010 at 12:25

    Io non sono certo l’esperto in materia…. ma posso dire quello che so avendo appena ripassato il primo corso di PS per iniziare il secondo!
    Normalmente il PS si settano una volta per tutte le impostazioni colore.
    Modifica/impostazioni colore
    Qui possiamo trovare un menu IMPOSTAZIONI.
    Scegliere Prestampa Europa 2 che va a porre lo spazio di lavoro adobe RBG (1998).Questo spazio è ideale per immagini che dovranno andare in stampa dato che porta i Grigio al 15%. (l’insegnate ci suggeriva di tenere sempre questo come predefinito) e nei Criteri di gestione del Colore lasciare il falg su Mantieni profiliincorporati.Lasciando questo flag ogni qual volta che andremo ad aprire una foto (o incolliamo) un immagine con un’altro profilo colore Ps ci chiederà cosa vogliamo e trasformarla in quello che ci interessa.
    Scegliere Web/internet Europa, se lavoriamo per immagini dedicate al Web. Qui propone in automatico come spazio colore il sRGB (ATTENZIONE CHE “s” sta per standard NON super).

    Saper la differenza tra sRGB e Adobe RGB è molto importate. Infatti cambiando spazio colore tipo da AdobeRBG a sRGB si andranno a perdere un’altissimo numero di colori. Facendo il procedimento contrario , invece, non si otterrà nulla, in quanto non si possono recuperare dati non più esistenti.

    Il workflow qui sopra non mi sembra molto coerente con quello che so!

    Qui vi metto un link ad un immagine che indica i capi di lavoro.
    http://yfrog.com/eq06sensore06j

    Tutti i colori che vedete nell’immagine rappresentano tutte le sfumature dell’occhio umano . Il triangolo con la superficie + grande chiamata Gamut è uno spazio colore che viene usato in Super computer. L’AdobeRGB è quello che noi possiamo utilizzare con una resa di colori migliori!
    L’sRGB indica chiaramente un’area di spazio colore molto molto più limitata.

    Insomma io non ho capito ancora cosa Giorgio intende per ProRGB….probabilmente per Pro si intende l’Adobe RGB! Tu che hai contatti diretti, Giorgio, potresti chiederlo!
    Forse è meglio se vado a ripassare???
    Questo è quello che so ….. spero di esser stato esauriente!

  6. ilbusca on 28 April, 2010 at 12:37

    Alla fine le insegne delle banche sono tutte grigie, al massimo un po’ marroncine. 16 colori mi bastano.

  7. maikid on 28 April, 2010 at 12:42

    Anch’io la penso come LdF.
    Mi sembra un pò una questione da pixelpeeper. Personalmente non utilizzo neanche i 16bit.
    Diciamo che in teoria sia giusto esportare tutto in “modlità super totale finale mostro di fine livello”… ma la differenza si vede?
    E’ verò però che anch’io non sono un super esperto di profili e ogni volta che leggo qualcosa a riguardo mi viene mal di testa.

  8. gioadventures on 28 April, 2010 at 13:25

    @hoaru: ProPhoto RGB è uno spazio di colore molto più ampio rispetto allo spazio Adobe RGB 98 che a sua volta è più grande rispetto allo spazio sRGB.

  9. Hoaru on 28 April, 2010 at 13:30

    Come da prove fatte al corso, la differenzain stampa per quanto rigurda il sRGB e l’adobeRGB si vedono parecchio, anche perchè il Ns occhio è il critico per eccellenza.
    E’ vero anche che per la visualizzazione su LCD standard l’sRGB rende l’immgine più “accettabile”. Se andiamo a pubbilicare due immagini sul web con profili colore diverso la differeza si noterebbe realmente.

    Pensavo che su iStock si dovesse caricare in AdobeRGB e dopo in automatico facessero tutti i ridimensionamenti, non solo per quanto rigurda i pixel ma anche per lo spazio colore.
    Se uno acquista una foto XL-XXL o XXXL deve avere il massimo della qualità per un’eventuale copia cartacea (eg.Cartellone pubblicitario).Se è gia così vi prego di non tener conto questa ultima mia considerazione!

  10. Hoaru on 28 April, 2010 at 13:46

    Scusa Gio ! Sono andato a leggere or ora! A quanto pare il PhotoPro RGB, inizializzato dalla Kodak, è sicuramente superiore. E’ presente solo in certe macchine fotografiche…. sicuramente non nella mia 400D… :( .
    Chiederò spiegazioni alla prima lezione del secondo corso.

  11. aleimbrogno on 28 April, 2010 at 13:50

    purtroppo il casino che regna intorno allo spazio colore è molto e parecchi tendono a sparare cose senza saperne il vero significato!
    io sto cercando di specializzarmi proprio in questo perché reputo sia un argomento da sviluppare e condividere…
    bisogna partire dal presupposto che praticamente tutte le macchine fotografiche lavorano al max con due spazi colore (AdobeRGB 1998 e sRGB)
    la prima scelta va fatta “on camera”. non c’è una scelta migliore di altre, solo un paio di considerazioni…AdobeRGB essendo uno SC più ampio rende meglio le sfumature, in particolar modo sui verdi, ma la maggior parte dei monitor sono tarati su uno SC molto più vicino all’sRGB di conseguenza tutte quelle sfumature sarebbero perse a meno che non si arrivi ad una periferica di output(stampa)ove è possibile una resa più ampia!
    per questo motivo non ha senso nemmeno variare lo SC da Adobe/sRGB a proRGB se la nostra finalità è la visualizzazione sul monitor…
    rimanendo nel campo di Istock è altresì vero che supponendo che i nostri file siano acquistati da grafici e di conseguenza siano diretti verso la stampa, lo SC adeguato sarà l’AdobeRGB.

  12. franckreporter on 28 April, 2010 at 14:05

    @ilbusca
    prova a mandarle a LDF in gif vediamo che ti risponde : “Notice…..”

  13. Emiliano on 28 April, 2010 at 14:31

    Scusate se mi intrometto, ma da ultimo arrivato mi sembra insensato utilizzare (in fase di lavorazione) un profilo colore ristretto come l’sRGB e una profondità colore di 8 bit quando gli strumenti che già possiedo (e quindi non mi cosa nulla sfruttarli) mi consentono di acquisire e gestire una VALANGA di preziose informazioni in più! Cosa mi costa mantenerle?
    Il fatto che OGGI il mio monitor o la mia stampante non siano in grado di riprodurle non significa che tra 5 anni non lo saranno ancora; anni fa le stampanti ink-jet stampavano solo in quadricromia, poi sono saltate fuori quelle in esacromia che potevano stampare uno spettro molto più ampio, oggi i sette colori sono praticamente lo standard…chissà domani!
    Già il fatto che oggi il monitor del mio Mac è in grado di riprodurre più colori dello spazio sRGB ma non ancora tutto lo spazio Adobe RGB mentre un buon Eizo sì, mi fa pensare che magari tra 10 anni lo standard dei monitor commerciali sarà in grado di coprire tutta la gamma Adobe e chissà che tra 20 non si arrivi a coprire anche tutto lo spazio ProPhoto!
    Quindi non vedo, perché oggi dovrei strippare definitivamente e irreversibilmente dal file preziosi dati che un domani potranno dare chissà quali risultati!

  14. bbuong on 28 April, 2010 at 14:49

    innanzitutto vorrei ringraziare molto Giò per aver lanciato questa discussione (ero sicuramente tra quelli che ne avevano fatto richiesta e che sono particolarmente interessati)!!!
    …e allora do il mio contributo per aumentare ulteriormente il caos dicendovi quello che ho capito io (spero di non dire troppe stupidaggini):
    premetto che la mia discussione assume che il processamento e la conversione dei file parta dai dati raw;
    la questione non riguarda dunque la quantità di informazione che è contenuta nella singola foto raw (che è data essenzialmente dal numero di bit salvati dal sensore) ma su come questa informazione viene elaborata e interpretata nelle fasi successive di trasformazione in jpeg e di visualizzazione .
    ciascuna delle nostre immagini è infatti ottenuta come composizione dei valori misurati su tre canali (RGB) dal sensore della nostra macchina fotografica e la quantità di informazione iniziale dipende da come i valori analogici forniti dal sensore sono tradotti in una quantità limitata di valori (digitali)… ma il gamut (ovvero la gamma di colori) di un file raw è comunque mooolto grande e in questa fase il profilo di colore (ovvero l’associazione tra i valori numerici e l’intensità e la frequenza del colore primario di ciascun canale) è quello proprio della macchina (cioè dipende dalle caratteristiche fisiche del sensore)… per quanto ne so la conversione del raw nell’immagine visualizzata su monitor durante il processamento sul nostro computer è fatta da lightroom (o aperture o quant’altri) tenendo conto del profilo di colore del raw…
    ora il problema invece è che quando noi salviamo un file jpeg, trasformiamo i valori del file raw in numeri che ci forniscono l’intensità del colore associato a un profilo di colore standard, indipendente dalla marca della macchina fotografica… i browser interpretano un qualunque jpeg come se fosse stato acquisito e processato nello spazio sRGB (cioè i valori numerici in ciascun canale corrispondono a una determinata intensità e frequenza del colore primario). In realtà ci sono alcune eccezioni, tipo l’ultimo firefox, che puo’ anche interpretare i colori in base al profilo salvato nel jpeg stesso (embedded).. per questo motivo per avere una corretta resa dei colori sui siti web è preferibile salvare le immagini con il profilo sRGB.
    Il fatto è che se uno salva un file con il profilo sRGB e lo va a stampare, nel la stragrande maggioranza dei casi ottiene un risultato molto differente da quello che aveva visualizzato sullo schermo, perché la scala e la frequenza dei singoli colori primari possono cambiare da stampante a stampante e perché comunque l’sRGB ha un gamut piu’ limitato rispetto alle stampanti, per cui la conversione può dare risultati non particolarmente esaltanti… Per questo, volendo ottenere il risultato voluto su carta, bisognerebbe poter fare una preview dell’immagine nel profilo di colore della stampante stessa. Su Photoshop c’e’ una apposita sezione per fare le ‘color proofs’…
    Tutto questo ovviamente è valido solo se i colori che visualizziamo sul nostro monitor sono calibrati accuratamente. Per questo è necessario avere un apposito sensore che permetta di tarare il monitor sui giusti colori (io ne ho uno amatoriale che si chiama spyder2)…
    A proposito di ProRGB,credo che convenga usarlo nella conversione in tiff per quelle immagini in cui sia necessario passare da lightroom a Photoshop… altrimenti è comunque meglio lavorare col raw… salvo poi passare al sRGB o ad adobeRGB nella conversione in jpeg…
    Il punto che mi interessava conoscere,in particolare da Giò e da tutti quelli specializzati in foto ‘travel’ è quale spazio di colori utilizzino loro, ovvero se pensano che i loro acquirenti finali utilizzino prevalentemente le immagini sul web o su carta stampata… nel primo caso è sicuramente meglio lavorare in sRGB, ma nel secondo caso credo che l’adobeRGB dia meno problemi nella stampa… comunque mi pare che Giò abbia già risposto… ;-)
    Ciao e grazie

  15. mmac72 on 28 April, 2010 at 14:55

    Condivido il post di Emiliano. Infatti ho impostato sulla mia Nikon D300 di lavorare con l’Adobe RGB. A convertire sRGB si fa sempre in tempo.

  16. Andreadventures on 28 April, 2010 at 15:05

    mmmm credo che molto dipenda dal flusso di lavoro di ognuno di noi, dalla proprie capacità e possibilità tecniche.
    Lo scatto in RAW con profilo AdobeRGB rappresenta il massimo dell’informazione che possiamo immagazzinare da uno scatto… ma il problema è in quello che avviene dopo: avere a disposizione una gamma cromatica più ampia di quella di chi ti stamperà l’immagine può essere critico nel momento in cui, preparando le immagini, passiamo (ad esempio in Photoshop) dal profilo AdobeRGB al sRGB. Non basta un semplice click ma molta attenzione a correggere manualmente la nuova immagine che il sistema ha creato attraverso il suo algoritmo di conversione.

  17. bbuong on 28 April, 2010 at 15:08

    @mmac72: per quello che mi risulta se scatti in raw quel settaggio non influisce sui dati che salvi…

    @emiliano: tranquillo… lavorare con i file raw significa non buttare nessuna informazione mai. il file raw rimane intonso, le correzioni applicate sono conservate nel catalogo (in lr)… il modo in cui fai la conversione in jpeg o tiff si, è importante, ma tanto mica li butti mai i raw no? sono i dati piu’ importanti da archiviare…

  18. franckreporter on 28 April, 2010 at 15:24

    Io sono sempre stato dell’idea che nel + ci sta il -

    Attualmente su istock non c’è possibilità di scegliere tre un immagine scattata in AdobeRGB e una fatta in sRGB .. giusto ? Quindi come fa un cliente che acquista un’immagine a chiedersi se l’immagine che ha appena comprato rende meglio sul web o su pellicola ?
    Credo che attualmente questa diatriba tra sRGB e Adobe RGB sia ancora per la maggior parte dei clienti sconosciuta , per cui si acquista fidandosi soltanto della qualità di Istock.

    Nel caso in cui però in un prossimo futuro Istock decidesse di fare questa ulteriore caratterizzazione dell’immagine penso che sin da adesso ci dobbiamo attrezzare per caricare immagini che siano appetibili anche per un prossimo futuro, che potrebbe richiedere proprio come avete detto AdobeRGB o Pro RGB.

  19. bbuong on 28 April, 2010 at 15:31

    @franckreporter: come acquirente la resa su monitor la vedo sfogliando il portfolio pero’ prima di decidere se comprare un’immagine XXXL Vetta magari con extended licence per riproduzione su carta comprerei quella xsmall e farei la prova… e magari rinuncerei se la resa su carta fa schifo… ammetto comunque che un’idea chiara sulla questione me la sto facendo solo ora… magari in futuro farò upload con profili mirati a seconda del tipo di foto (che delirio!)

  20. LdF on 28 April, 2010 at 15:47

    Molti su iStock segnalano nella descrizione quando una foto e’ in AdobeRGB.
    Interessa soprattutto a chi deve convertire in CMYK il JPG.
    Concordo sul fatto che e’ meglio scattare nel profilo piu’ ampio, ma se non si ha a disposizione il ProFoto in macchina non capisco dove e’ il vantaggio…
    Se poi si lavora con una foto in CMYK per la stampa e si applicano i profili colore delle macchine (es. per C-type) si scoprono belle cose… (proof setup –> gamut warning)

    http://www.waleedsgallery.biz/_forumuploads/colorspaces.gif

    dal grafico si vede che adobeRGB contiene quasi totalmente il CMYK… so why wonder? :)
    Da alcuni piccoli esperimenti fatti con Naphta, ci sembra che l’interpolazione per passare da Adobe a ProFoto puo’ creare artifacts nei mezzi toni…
    Jm2c

  21. ambaradan on 28 April, 2010 at 17:39

    Ciao. Sarò breve: a meno che non mi abbiano mentito tutti in questi ultimi 6 anni che faccio corsi sul colore, il file raw acquisisce comunque nel profilo colore più ampio, cioè ProPhoto. Infatti Lightroom utilizza quel profilo colore di deafult per i raw. Tutti i tagli e le limitazioni di gamut vengono fatte dalle nostre scelte di postproduzione. Quindi impostare Adobe RGB o sRGB (che in effetti è standard o small a detta di acluni e non super come diceva iconogenic) è ad uso unico dei jpg.

  22. piccerella on 28 April, 2010 at 18:07

    Ragazzi, a mio parere queste sono discussioni che non portano a nulla. Gli acquirenti, le agenzie in questo caso, vi assicuro che se ne fregano altamente del profilo colore al momento della scelta di un’immagine. Per cui utilizzate quello che meglio credete. Non venderete né di più né di meno usandone un altro.
    E come dice l’ispettore… Jm2c ;)

  23. gioadventures on 28 April, 2010 at 18:12

    stavo per scrivere qualcosa di simile a piccerella, per esperienza nel contatto diretto con i clienti ho notato che nel 99% dei casi l’unica cosa che conta è che la foto sia bella al momento dell’acquisto.

  24. Emiliano on 28 April, 2010 at 18:33

    @ Ambaradan 
    Confermo, se dalla macchina tiri fuori solo file raw non ti devi preoccupare di settare un determinato profilo colore perché questa impostazione viene ignorata al momento dello scatto perchè il file RAW non è un file profilato come il TIFF o il JPEG ma contiene tutta la gamma tonale dinamica che la macchina è in grado di registrare; il profilo viene assegnato al file RAW nel momento in cui lo importi in un converter (ACR, Lightroom etc. etc.) che trasforma il RAW in un qusiasi altro formato per  il workflow su computer PSD TIFF JPEG etc.  
    Nel momento in cui passi dal RAW a qualsiasi altro formato devi obbligatoriamente assegnare un profilo e se non è ProPhoto sappi che molti dei dati registrati dalla tua macchina te li stai giocando definitivamente se poi il RAW lo butti! 

    @ Piccerella @ Gioaventures
    Concordo, nel 99% dei casi il cliente il profilo colore non sa manco cosa sia e probabilmente la calibrazione monitor l’ha fatta con i tasti + e – fin che non ha detto: “mmm sì così mi piace!” 

    In ogni caso però, per chi come voi si propone professionalmente ad un mercato di alto livello, questo argomento non può essere sottovalutato specialmente non sapendo quello che riserverà la tecnologia in futuro!  

  25. franckreporter on 28 April, 2010 at 19:48

    come ho già detto sopra “la diatriba tra sRGB e Adobe RGB è ancora per la maggior parte dei clienti sconosciuta , per cui si acquista fidandosi soltanto della qualità di Istock.”

    @bbuong
    comunque per adesso anche io tanti problemi non me ne faccio perchè non ho uno schermo da 30 pollici apple o eizo ma uno da 22 di medio livello quindi tante finezze cromatiche rimarrebbero nascoste ai miei occhi. L’unica cosa che consiglio a tutti è quello di calibrare il proprio monitor in modo corretto e (se è possibile , non sempre lo è…)fare non postproduzione sullo schermo di un portatile che per quanto buono può essere è sempre meno luminoso degli schermi piatti in commercio adesso.

  26. ambaradan on 28 April, 2010 at 20:13

    ecco si, infatti, sono d’accordo con Emiliano, non è un argomento da sottovalutare se il vostro prodotto viene poi stampato su cataloghi o manifesti. Se invece parliamo di web e istock… allora w lo sRGB! :-)

  27. kat on 28 April, 2010 at 21:12

    …quanto vorrei parlare come voi…su, su, coraggio… leggo ed imparo qualcosa.
    Bellissimo blog!

  28. T-Immagini on 28 April, 2010 at 21:45

    In sintesi: correttezza e professionalità imporrebbero di inviare immagini con lo spazio colore più ampio possibile, questo però va a discapito della loro ottimale visualizzazione sul web e quindi anche nel preview iStock. A voi la scelta.

  29. Hoaru on 28 April, 2010 at 22:45

    Scusate un attimo. A me in fattore di vendite nn mi cambierà la vita…. ma dico… non si potrebbe pubblicare la foto in sRGB , poi nella descrizione dell’immagine far presente che si ha una copia in AdobeRBG o nello spazio colore che si vuole? In questo modo sul web l’immagine viene visulizzata al meglio e,se proprio uno vuole , puó richiedre direttamente l’immagine al fotografo?

  30. Flavio Massari on 29 April, 2010 at 06:03

    Se si scatta in raw, e francamente non vedo perchè uno non debba farlo se ha photoshop in versione almeno CS3, il problema di impostazioni in macchina è ininfluente; il profilo impostato serve infatti soltanto nel momento in cui il file va all’output, ma…… attenzione!!!! Un monitor è un dispositivo di output!!! ecco perchè la fotocamera ce lo chiede. Il problema è che quando effettuiamo le nostre correzioni per l’esportazione, lo facciamo sulla base di quanto vediamo a monitor, pertanto la corretta profilatura del sistema computer monitor stampanti è necessaria a priori, se si vuole ottenere un risultato coerente con la nostra visione dei colori. Pertanto, essendo lo spazio adobeRGB più ricco e più adatto alla conversione in quadricromia, è senz’altro lo spazio colore da preferire per la nostra esportazione in jpg e comunque per la nostra gestione del workflow. Lo spazio sRGB, più ristretto, è più facile da stampare proprio in quanto più ridotto nelle sfumature, e quindi anche più facilmente visualizzabile a monitor. Detto questo, mi meraviglia che istock non converta la preview in srgb se questa dà un risultato più gradevole in web, lasciando comunque un file downloadbile in AdobeRGB, così come mi meraviglia chje lisa Gagnè lavori in jpg per questioni di rapidità di elaborazione. Ma anche i miti sbagliano, anche Dio quando ha fatto l’uomo ( e la donna) non è che abbia si sia sforzato tanto…

  31. ambaradan on 29 April, 2010 at 09:11

    C’è in più il problema che molti stampatori, legati a vecchi concetti, spesso i profili li buttano! Quindi il nostro lavoro a monte non serve a nulla. In effetti anche i monitor sono degli output come dice Flavio e la maggior parte visualizza solo l’sRGB (solo i professionali e non tutti visualizzano l’Adobe RGB). Il profilo più ampio viene utile quando si devono stampare cataloghi di abbigliamento o oggetti dove il colore deve essere perfetto, dove la correzione di cromia è fatta da professionisti seri. Oppure quando ci si stampa le foto in casa (le inkjet riescono a stampare l’adobe RGB). Perfino i minilab usano l’sRGB. Per chi vuole approfondire consigli il sito di Mauro Boscarol http://www.boscarol.com oppure anche http://www.photoactivity.com dove vengono pubblicati tutorial sulla correzione colore. Se entrate nel tunnel dell’argomento (interessantissimo) non potrete non acquistare un colorimetro od uno spettrofotometro.

  32. piccerella on 29 April, 2010 at 09:28

    @Flavio: Flaviù cancella quella donna tra parentesi che sennò insorgo. ;)

  33. mmac72 on 29 April, 2010 at 09:58

    Il politically correctness richiederebbe l’uso di termini quali “genere umano”,
    :)

  34. bbuong on 29 April, 2010 at 10:15

    credo sia IMPORTANTE per tutti:
    ho indagato un po’ sul sito istock e mi domando se non sia meglio uploadare comunque minimo in adobeRGB… se leggete qui: http://www.istockphoto.com/article_view.php?ID=303
    troverete una frase fondamentale, che ci spiega che isp è veramente avanti… le foto uploadate sono convertite in sRGB nel formato xsmall e small, e in adobeRGB nel formato medium, large xlarge etc.. proprio per favorire la massima qualità nella stampa… dunque poichè sRGB ha meno colori, perchè questa conversione sia fatta bene bisogna uploadare con il gamut più ampio possibile!!!! io da oggi faro’ upload solo in adobeRGB o addirittura ProPhotoRGB!!!!

    “[...]Speaking of color gamuts: When an image is uploaded to iStock, the server automatically creates different versions for each of the different sizes it will be available at. These different sized version are also reprocessed into two specific color-profiles. Small and Extra-Small versions are in the sRGB color profile, in order to be the most effective in web uses. All Medium and larger files are converted to Adobe RGB for the best print reproduction. The images are not changed in any other way — there isn’t any sharpening or anything like that done, just the new color profile.[...]“

  35. macrosaur on 29 April, 2010 at 11:38

    il problema e’ in realta’ sempre lo stesso : le foto sono in RGB, i monitor sono in RGB non calibrato, le foto in stampa escono in CMYK con mille profili diversi in base a tipo di carta, produttore della macchina da stampa, e ulteriori pallosissimi fattori che non sto a elencare ma che fanno impazzire qualunque esperto di DTP.

    a livello Pro si usano monitor della Barco Systems calibrati e macchine HP Indigo e Heidelberg con scanner Scitex a tamburo, tutto il resto viene visto come “consumer” e li’ sta il problema e non si risolvera’ mai perche’ i fattori in gioco sono troppi.

  36. Hoaru on 29 April, 2010 at 13:38

    @BBUONG: allora è come supponevo qui sopra!

  37. macrosaur on 29 April, 2010 at 20:01

    @bbuong :

    si si ma poi hai mai visto reali differenze in stampa o a video tra sRGB e AdobeRGB ?

    il gamut lo fa la stampa, non solo il profilo colore, e il collo di bottiglia oggi e’ proprio la stampa, senza contare che in ogni caso deve convertire in CMYK per stampare e gia’ li’ auguri a mantenere una fedelta’ colore decente …

    tanto piu’ su printers di largo formato ogni modello ha le sue piccole magagne e gamut leggermente diversi.

    (tipico problema, il classico “rosso ferrari”)

  38. Flavio Massari on 29 April, 2010 at 21:31

    @piccerè…. la donna è tra parentesi perchè non so fare a meno di abbracciarla ogni volta che la vedo o che la nomino….
    Stiamo complicando il problema: bisogna preoccuparsi SOLO di avere un profilo, meglio se ampio, nel nostro file, e ancora SOLO, e ribadisco SOLO, di avere un monitor calibrato prima di intervenire sul colore. Dopo di che, il profilo CMYK interessa solo lo stampatore, e lui sceglie in base a carta e inchiostri, se sceglie; non ingigantiamo il problema, che come produttori di stock ci interessa per come ho su esposto; se dobbiamo stampare noi, su plotter, chimica, o cmyk, il problema cambia. Anni fa, quando la Kodak aveva una pubblicità in cui diceva di buttare via la pellicola dopo aver fatto fare una scansione in Kodak Photo Disk (pianigiani se ne ricorderà), e poco dopo ho buttato via decine di CDROM Gold con il supporto che si scollava, perdendo i files contenuti, se non avessi conservato le diapo. Allora l’indicazione delle riviste ed esperti del settore era di convertire tutto in CMYK, e consegnare questo al cliente; Dio ce ne scampi, gli stampatori rifiutavano di stampare un file convertito da altri se non se ne assumevano la responsabilità, i clienti dubitavano della bontà dei files, e i fotolitisti se ne lavavano le mani dicendo che meglio di una pellicola non esisteva nulla….Chi ha seguito questa logica ha perso tanta informazione senza poterla mai più recuperare…

  39. bbuong on 30 April, 2010 at 09:31

    @Flavio: concordo, ovvero anche se in realtà ho messo un sacco di chiacchiera inutile, però la mia curiosità riguardava esattamente QUALE profilo…
    d’altronde dopo questi scambi credo che ognuno possa avere una idea piu’ chiara su come regolarsi, W i blog!
    personalmente trovo poco allettante che un file uploadato con un profilo sRGB venga trasformato da isp in adobeRGB, perchè l’sRGB ha meno colori e la conversione sicuramente estrapola… il viceversa mi sembra molto piu’ ragionevole…

  40. bbuong on 30 April, 2010 at 09:34

    @macrosaur: si probabilmente hai ragione… potremmo riassumere con un bel “lasciate ogni speranza voi ‘stampatori’”

  41. macrosaur on 30 April, 2010 at 10:32

    mah lo dico per aver lavorato nell’editoria e nel DTP, non c’e’ mai stato verso di avere clienti felici riguardo gamut e stampa e questo con macchine high-end, non oso immaginare quelli che stampano con le stampantine Epson da due soldi e magari con cartuccie e colori e carta taroccati prese alle fiere o su internet e non sono pochi …

    tra l’altro e’ molto difficile anche col bianco/nero, ne ho sentite di tutti i colori riguardo “rich black” vs “nero sbiadito” et similia.

    chi ottiene risultati super pro sono quelli che si affidano a professionisti della stampa che offrono un servizio “verticale” ossia partono direttamente dal file RAW, usano monitor Barco Systems, stampano con Heidelberg o HP Indigo ecc … ma ovviamente e’ roba che si usa solo per fine-art molto costosi, e’ completamente al di fuori del budget dell’utente medio.

    che istock tiri in ballo diatribe su AdobeRGB vs sRGB e’ una cosa ridicola perche’ alla fine della fiera poi coi monitor odierni TFT e’ gia’ un miracolo se shadows e highlights sono appena decenti a video, figurarsi pensare di poter visualizzare realmente un gamut a 16bit !!

  42. macrosaur on 30 April, 2010 at 10:41

    da sRGB a AdobeRGB ?

    non cambia nulla, e’ solo una bufala di marketing, anzi puo’ anche essere dannosa se usata male.

    ma tornando alla stampa, forse a molti non e’ chiaro ma la stampa NON crea colori reali, crea solo un pattern di dots in 4 colori (CMYK) che l’occhio percepisce da lontano come colore solido ma in realta’ sono solo pattern (“half-toning”) e tali rimangono fisicamente, hai voglia a lamentarti che il rosso ferrari non e’ rosso come dio comanda nel momento che di fatto e’ un pattern di puntini Magenta, giallo, e nero …

    e poi c’e’ l’annoso problema del colore Oro e Argento, che ovviamente vengono di merda in CMYK perche’ alla fine della fiera sono pattern di giallo e nero quindi ci assomigliano ma non saranno mai brillanti come in foto o dal vivo.

    le stampanti in esa-cromia migliorano leggermente la cosa in alcuni casi ma se volessimo veramente un output con le palle servirebbero almeno 24 o 36 colori base anziche’ i soliti 4.

    con 4 colori il gamut fa schifo, ovvio, ma cosi’ e’ e cosi’ rimarra’ per molto tempo, tanto chi protesta sono solo i soliti perfezionisti o quelli con l’occhio ben allenato, il rimanente 99% dei clienti si accontentava perfino delle vecchie stampe in 300dpi con plotter inkjet del secolo scorso.

  43. Antonio D'Albore on 30 April, 2010 at 17:14

    …accidenti che discussione!!! Mi sono perso un sacco di roba.
    Visto che ci siamo dico anche la mia!

    Molto corrette le osservazioni di @bbuong, in più aggiungo le mie considerazioni relative al mio workflow:

    - DSRL tutte impostate in AdobeRGB, ovvero il massimo di Spazio Colore oggi disponibile. Sarebbe un peccato cominciar a buttar via informazioni in fase di acquisizione.

    - Conversione RAW > TIFF 16 Bit, conservo AdobeRGB. Questo mi è utile per far modifiche in PS.

    - Elaborazione in PS: faccio le elaborazioni necessarie, curve, istogramma, etc. alla fine converto in 8bit, lascio in AdobeRGB salvo TIFF.

    - Per iStock: salvo JPG qualità 12, non ha senso modificare il profilo colore, lo fanno i server di iStock in automatico.

    Ritengo abbastanza rischioso lavorare nello spazio colore ProPhotoRGB in quanto non esiste ancora alcun dispositivo di visualizzazione di tale ampiezza dinamica (siamo a Adobe RGB con gli Eizo della serie CG e pochi altri) e qualunque elaborazione si faccia, non vediamo che solo una parte delle informazioni che sono effettivamente memorizzate nel file. Per non parlare della inutilità di portarsi dietro 16 bit/canale di informazione per ogni file (file grandi).
    In più in fase di stampa, ovvero conversione ProPhotoRGB > CMYK potrebbero essere prodotti dei toni estremamente saturi (ovvero uno schifo di stampa).

  44. LdF on 1 May, 2010 at 09:32

    @macrosaur
    “che istock tiri in ballo diatribe su AdobeRGB vs sRGB e’ una cosa ridicola perche’ alla fine della fiera poi coi monitor odierni TFT e’ gia’ un miracolo se shadows e highlights sono appena decenti a video, figurarsi pensare di poter visualizzare realmente un gamut a 16bit !!”

    non e’ ridicolo affatto. non credo tu possa sapere come si evolvono questi standard nel mondo e come sono organizzati spesso gli studi di design (soprattutto a Londra). Un pizzichino in piu’ di modestia da parte tua non guasterebbe, Mr. “so-tutto-di-tutto”. E con i soldoni del macrostock comprati un Eizo.

    —-
    @all

    c’e’ questo service a Londra che offre un servizio “tutorial” interessante.
    Purtroppo in inglese ma molto interessante, nella sezione “Optimising Your Print” c’e’ una serie di dritte pre-stampa… la figata e’ che ti puoi scaricare i loro profili colore, preparare tutto da casa e andare li solo per stampare… per me che sono un novizio di questo tipo di services e’ una specie di paese dei balocchi… non vedo l’ora di provarlo!

    http://www.theprintspace.co.uk/photoshop-and-colour-management-techniques.php

  45. macrosaur on 1 May, 2010 at 11:56

    @LDF :

    Forse questi mega studi di design londinesi usano macchine che contengono software su cui io ho lavorato, never say never caro “sapientino”.

    Purtroppo la discussione non potra’ andare avanti perche’ Gio’ mi ha “smascherato” su istock e questo e’ il mio ultimo post, divertitevi pure anche senza di me, addio.

  46. LdF on 1 May, 2010 at 13:05

    hahahahhaahahahahha hahahhaahha….

  47. gioadventures on 1 May, 2010 at 13:15

    che spasso, “smascherato”.

    forse chi ti ha trovato avrá voglia di dirti come ha fatto, in modo che tu in futuro nn commetta lo stesso drammatico errore e possa continuare a nasconderti dietro ad un piccolo piccolo nickname.

    caro marco torna pure nell’anonimato, addio. attendo di leggere quale sarà il tuo prossimo nickname dove nasconderti.

    a presto,
    Giò

    PS: grazie per il messaggio su iStock, carico di insulti. Non mi aspettavo altro da un nickname piccolo piccolo.

  48. ilbusca on 1 May, 2010 at 13:20

    macrosaur, non avevi gia’ detto addio due mesi fa?
    .
    Comunque non vedo perche’ tu debba andartene, puoi stare qui a discutere come facciamo noi anche se sappiamo chi sei. Non c’e’ niente di male a condividere pareri o consigli in forma non-anonima. Ed accettare critiche.
    .
    E’ piu’ interessante il blog, cosi’.

  49. franckreporter on 1 May, 2010 at 13:42

    se macrosauro è veremente un marco sono sicuro di averlo tra la mia rete di amici su istock…indagherò…

  50. macrosaur on 1 May, 2010 at 16:43

    o non capite o non volete capire : mantenere l’anonimato in rete sara’ sempre piu’ importante nel futuro orwelliano che ci attende.

    a differenza di voi a me non interessa minimamente essere “trovato” su google o su facebook e ho il sacrosanto diritto di poter dire la mia senza che quello che scrivo rimanga indexizzato per i decenni a venire e che mi venga magari rinfacciato da mogli, figli, parenti, amici, datori di lavoro , clienti, etc, e questo vale tanto piu’ per i miei gusti politici e le mie foto.