In questi giorni sto dedicando molte mattine all’upload di vecchie fotografie che “dormono” nell’hard disk. Passando gran parte del tempo in ufficio il tempo da dedicare agli upload é poco, di conseguenza mi son trovato ad organizzarmi in sessioni piuttosto “rigide” in fatto di tempistiche e ho iniziato ad annotare i tempi necessari per passare dal RAW al file su iStock.
Quale é il mio workflow?
1. processing. Per ogni fotografia faccio del postprocessing con Lightroom e Photoshop. Non ho una regola fissa, a volte realizzo piú immagini RAW con processing diversi e seleziono quella che preferisco, a volte imposto dei filtri personalizzati, altre volte poco contrasto e via. Infine salvo la foto in TIFF e la converto in JPG con Photoshop, oppure a volte importo la foto in Photoshop direttamente da Lightroom. Dipende quali sono gli utilizzi che intendo fare e se mi puó essere comodo avere il TIFF anche per altri lavori. Difficilmente realizzo lavori di post-produzione molto complessi e ormai ho uno stile piuttosto consolidato e sono piuttosto veloce nelle modifiche. Di conseguenza il tempo medio a fotografia é di 5 – 10 minuti per i casi classici, posso arrivare a 20 – 30 minuti per le fotografie piú complesse.
2. uploading / keywording. Lo ammetto fino a qualche tempo fa per caricare le fotografie mi affidavo all’interfaccia web. DeepMeta (http://www.deepmeta.com) per il Mac non era completo e di conseguenza ho passato molto tempo online… DeepMeta per me é stato un grande passo avanti. Prima organizzavo le Keyword su file excel o file di testo che suddividevo in base agli argomenti/concetti delle fotografie. Ora utilizzo DeepMeta e ho fatto pulizia nell’hard disk. Le parole chiave, i titoli e le descrizioni (lightbox comprese) le copio direttamente dalle altre fotografie con 1 solo click, poi apro la finestra della fotografia e personalizzo i testi in base alla foto. L’upload é diventato un processo velocissimo e per nulla pesante. Tempo medio a fotografia con DeepMeta: 3 – 6 minuti. Tempo medio a fotografia senza DeepMeta: 10 – 12 minuti.
In linea di massima ho imparato che se ho poco tempo e voglio caricare molti files mi devo concentrare su produzioni semplici e/o serie di fotografie simili. In questi casi riesco a caricare 5/6 fotografie ogni ora.
Ora mi piacerebbe sapere come siete organizzati voi… sicuramente posso ottimizzare alcuni passaggi
fotografia copyright volkankurt / iStockphoto.com








Uso DeepMeta da circa 1 anno lo trovo molto efficente…fare l’upload e’ veramente un piacere, secondo me in futuro potranno ampliare la parte sulle statistiche e sui grafici.
Le foto le scatto anche io quasi sempre in nef (il formato raw di nikon ) e salvo l’immagine in jpg alla fine oppure in tiff se penso di farne varie versioni o perche’ non ho il tempo di finire quello che stavo facendo in modo da riprenderlo piu’ tardi. Per chi non lo sapesse in tiff vengono mantenuti i livelli.
Uso soltanto photoshop cs4 con qualche plug in della Nik software..Mi piacerebbe sapere da chi lo ha provato cosa si ottiene in piu’ con aperture o lightroom che non si puo’ ottenere con istock…
Mi sembra doveroso raccomandare a tutti un’ultima cosa > scattare una bella foto e’ importante ma lo e’ ancor di piu’ dargli un titolo ed una descrizione che la identifichi bene nei 6 M di file di istock.
Dall’alto dell’esperienza del mio primo mese e mezzo di upload su istock
devo dire che la parte che mi toglie più tempo e la parte più noiosa è il keywording che ora sto gestendo con iTag. In DeepMeta poi ho la possibilità di “specializzare” ulteriormente le keywords.. Ora la parte brutta è quella di svogliare un vocabolario e crearmi un archivio in inglese di parole, poi proverò a fare tutto con Deepmeta sperando di ridurre un pò il tempo di taggatura.. 
grazie mille, articolo molto molto utile!!
simone
Il mio flusso di lavoro è il seguente:
1- Copia dei files raw dal supporto originale (Compact Flash o HD esterno quando sono in viaggio) nell cartella “Pics Incoming”. Se sono più sessioni fotografiche i Raw vengono copiate in più cartelle.
2- Conversione RAW > Tiff / 16 bit / Adobe RGB eseguita con Capture One (CO). Al termine della conversione CO invia il file a PS
3- Pulizia, ritocco, keywording in PS (uso i template per popolare automaticamente i campi fissi)
4- Conversione 8 bit
5- Salvo il Tif nel “Photo Archive” che è organizzato in cartelle, gli assegno un nome file univoco che identifica il file all’interno del mio archivio digitale.
6- Salvo il file come Jpg nella cartella “Pics Outgoing”
7- Rinomino il Raw con il nome univoco assegnato in precedenza.
8- Sposto il Raw da “Pics Incoming” a “Photo Archive Raw” dove sono conservo tutti i Raw, con lo stesso nome e con la stessa struttura cartelle di “Photo Archive”.
9- Importo il Jpg in DeepMeta
10- Aggiungo categorie, incollo il codice dei Lightbox (o copia/incolla da file simili) in DeepMeta
11- Upload da DeepMeta
12- Il Tif archiviato viene automaticamente riconosciuto da Extensis Portfolio che lo importa e lo aggiunge all’archivio globale.
13- Cancello il Jpg da “Pics Outgoing”
14- Quando gli ispettori mi comunicano l’esito:
– Se Accettata > insersco nome agenzia e numero istock in Portfolio
– Se rifiutate > inserisco “refused” in un campo custom definito in Portfolio
– Se rifiutata ma da rilavorare, devo solo prendere il TIF/Raw dall’archivio e ripetere la procedura.
15- Cancello l’email di IS con il risultato dell’ispezione.
Tutto l’archivio è backuppato ogni fine settimana su due HD esterni conservati in luoghi diversi ed un terzo livello di backup online su Amazon S3 è in fase di sperimentazione.
Con questo sistema ho attualmente in archivio 11069 immagini.
Ciao!
Antonio
Sinceri complimenti per il tuo workflow e per la gestione delle immagini. Prendo appunti! Grazie per la condivisione della tue informazioni, ciao Giò
Antonio sei un grande!
Si lavora cosi’!!
Il mio flusso di lavoro dipende molto dal tipo di foto.
Per alcune prima passo per il software Canon dove correggo la distorsione dell’ottica.
Salvo il RAW utilizzando il file-name di default _IMG-XXX
Importo tutto nella libreria di Lightroom (anche quando scarico direttamente dalla memorycard) In una cartella con il nome dello shoothing, stesso nome per il prefisso del file+nomefile di default.
Scremo e butto quello che non va bene.
Alcune foto necessitano solo di piccole cose in Lightroom quindi esporto direttamente il file JPG in una cartella JPG-Ready
Quando serve PS TIFF 8 o 16 bit, dipende dal tipo di lavorazioni… AdobeRGB o sRGB dipende dai colori e anche qui dalle manipolazioni da fare… Su PS se la cosa e’ complicata lavoro in Lab e poi ho un po’ di actions per riportare tutto a 8bit RGB e salvataggio in automatico JPG qualita’ 12 sulla cartella JPG-Ready…
Quello che e’ in JPG-Ready viene passato in DeepMeta, keywording e upload… I file da JPG-Ready finiscono tutti in una cartella unica d’archivio. RAW e TIF restano dove sono divisi in cartelle con Anno mese, location o nome dello shooting. Un vero casino dove frugo con Bridge quando serve.
Backup su HD se mi ricordo.
Rejection o approvazione non mi cambia molto perche’ nel 99% dei casi non rimetto mano alle foto a meno di qualcosa che valga davvero la pena.
Ho provato Aperture per un periodo e la plug-in per fare l’upload e’ mitica, se non fosse per i limiti di qualita’ dello strumento clone che non e’ paragonabile con quello di Lightroom. In piu’ uso spesso “apri file selezionati come layer in PS”… che non mi sembra Aperture consenta e non ho voglia di comprare l’upgrade
quest’anno ho superato i 3K£ di investimento in software e penso possa bastare per un po’…
Dovrei fare come fa Antonio, ho provato 1000 volte a mettere le keyword direttamente da Lightroom ma sono un vero casinista. Per fortuna ho solo 3 o 4 mila foto.
@ Antonio: il tuo workflow mi sembra molto macchinoso, ma interessante. Perchè mai il passaggio a 16 bit se parti dal Raw? Non apporti le correzioni direttamente nel raw? Forse perchè non usi aperture o lighroom.
1 importo i file da scheda
2 importo in lightroom ed effttuo la selezione, gli scarti, prove di correzione cromatica non salvate.
3 sempre da Lightroom elimino dal disco gli scarti e rinomino i files.
4 Qui esiste un nodo che vorrei eliminare, poichè ripasso i file rinominati in Aperture. Il motivo del doppio uso LR/Ap è che trovo più snello ed efficiente LR ma non mi piace la sua gestione con la creazione di un file tandem .XMP che contiene le correzioni ed i metadati; inoltre quando ho provato Lightroom avevo già 35000 foto nell’archivio di aperture, e nonconosco metodi per passare il lavoro fatto da un programma all’altro: accetto suggerimenti
5 In aperture scelgo i files per il microstock e per il RM, applico le keywords in batches, correggo colori e contrasti, qualche piccolo sporco e piccole correzioni con timbro clone, riquadratura, orizzonti inclinati, etc.
6 esporto da aperture in Tiff 8 bit
7 ulteriori eventuali correzioni in photoshop (eliminazione di loghi, sovrapposizione di livelli, correzioni importanti
8 salvo le correzioni in tiff ed esporto in jpg a varie risoluzioni in funzione della destinazione (istock, subscription, Alamy)
9 Upload in ftp ove possibile, e successivo lavoro di categorie e vocabolario diversi per ogni agenzia.
Non conosco deepmeta, per ora sto provando a uploadare in istock tramite isyndica, che snellisce una parte del processo.
l’archivio è su un disco da 1 Tb ed ho un secondo disco da un Tb per il suo backup, circa ogni migliaio di foto
Oltre all’HD per l’archivio uso supporti come DVD che tengo in un cassetto nascosto in casa …ahahah
Mi piacerebbe fare una classifica degli strumenti piu’ utilizzati per il pp su photoshop :
1 > toppa
2 > scherma
3 > CTLR + L (per la luminosita’ dei livelli su windows)
Ecco il mio metodo di lavoro:
1- Importo in Lightroom i file RAW da CF o HD esterno nella cartella con anno_mese_data
2- Seleziono tutti i file e li rinomino aggiungendo l’anno al numero del file (mi piace poter vedere a colpo d’occhio l’anno di scatto quando le faccio scorrere e poterle riordinare o filtrare poi con maggior facilità)
3- Faccio una selezione dei file da eliminare
4- Elaboro ed esporto (.JPG) in una cartella “Istockphoto” i file da caricare successivamente con DEEPMETA
5- Elaboro ed esporto (.PSD) eventuali file che richiedono maggiore post-processing in Photoshop (di questi tengo una copia del file .PSD solo se ritengo mi possa servire ancora in futuro)
6- Metto un “flag” in Lightroom quando ricevo la risposta da Istock di accettazione o rifiuto
7- Sposto il JPG dalla cartella “Istockphoto” nelle cartelle “Accepted” or “Refused”
8- Tempo per singola foto senza particolari elaborazioni 5 minuti
9- Faccio il backup su HD esterno di tutte le cartelle e file mensilmente
10- In Lightroom (nelle serate fredde e piovose) riorganizzo i miei scatti spostandoli in cartelle d’archivio (per esempio “Flowers\Rose ” or “Backgrounds\Graffiti”).
Ovviamente accetto consigli da voi tutti che, rispetto a me, di esperienza ne avete da vendere .. ad esempio è utile tenersi un file TIFF eventualmente da rielaborare ?
ciao e buon lavoro a tutti !!
Alessandro
@ Flavio:
“il tuo workflow mi sembra molto macchinoso, ma interessante.”
> sembra macchinoso ma in realtà vado velocissimo, sono operazioni semplici che richiedono pochi click del mouse. In più è un flusso di lavoro che ti permette di interrompere in qualunque momento e quando riprendi sai esattamente a che punto sei… e con una bimba piccola, credimi, anche questa cosa ha la sua importanza!
“Perchè mai il passaggio a 16 bit se parti dal Raw?”
> Perchè solo salvando il Tif a 16Bit conservo abbastanza bit di informazioni (specie luci alte e ombre) che posso poi perfezionare in PS. Tieni presente che a 8bit hai 256 livelli di tonalità per ogni canale R, G o B mentre a 16 bit ne ho 65535.
“Non apporti le correzioni direttamente nel raw?”
> Scusa, forse mi sono espresso male, le modifiche primarie (Esposizione, Contrasto, Aberrazione, Distorsione, Curve, Livelli, etc…) sono fatte tutte in Capture One, in PS faccio solo pulizia dello sporco sensore/lente, rimozione elementi non desiderati e popolamento metadata.
Ciao!
Anto
Ohibò…. il mio processo è uguale a quello di Giorgio! A parte la suddivisone delle cartelle che è forse un pò più articolata. Personalmente per le keywords uso Cushystock, che avrà tante pecche (non sono mai riuscita ad usarlo a piena potenza) ma il sistema di ricerca keyword è molto utile. Immettendo una parola lui la cerca nelle foto dell’archivio di Shutterstock e ne ricava tutti gli abbinamenti. Da li si possono avere diversi spunti o fare copia-incolla. Ovviamente bisogna poi attivare la testolina e metterci del proprio in modo intelligente
Io personalmente seguo lo stesso identico percorso di Oliale72, l’unica differenza è che non ho ancora mai iniziato ad utilizzare Deepmeta! Altra mia lacuna sono i backup, che faccio davvero ogni morte di papa… lo so lo so, prima o poi me ne pentirò amaramente!!!
Leggevo che sarebbe meglio non convertire i file raw/nef con lightroom, ma esportarli prima in PS per poi creare il jpg, mah…
Ciao a presto!
Anita
Qualcuno mi ha scritto in privato chiedendomi “ma a che cavolo serve tenere traccia del codice iStock???”.
Condivido la risposta perchè magari interessa anche ad altri: per due motivi, il primo e che se iStock mi disattiva una foto io devo sapere qual’è (nella email ti dice solo il codice) in maniera da poterla eventualmente licenziare ad altre agenzie.
Secondo perchè lavorando con tre agenzie ho necessità di sapere, per ogni foto, a qualche agenzia è stata data. Alcuni Sales Report di agenzie indicano solo il codice della foto e senza una traccia offline sarebbe impossibile fare statistiche.
That’s all!
@ Oliale72: “ad esempio è utile tenersi un file TIFF eventualmente da rielaborare ?”.
Si, per le seguenti motivazioni:
- lo puoi archiviare e metter dentro keywords e altri metadata (cosa che non puoi fare con i Raw a meno di portarti dietro assurdi – ripeto assurdi!!! – sidecar/file xml con dentro altre info)
- lo puoi stampare dopo averlo convertito in Jpg
- è uno dei formati standard dell’industria
In più, io non conservo il Tif tanto per la rielaborazione ma più che altro per usarlo così com’è. Se devo rielaborare parto comunque dal Raw che ho in archivio.
Ciao A tutti
interessante questa discussione …mette a confronto molti aspetti del nostro lavoro e si imparano un sacco di cose.
Il mio WOrkflow direi che non discosta molto da quello di LdF o oliale72 …magari ci sono un po di differenze sulle modalità di organizzazione delle foto o su come si fanno i backup ma diciamo che anche per me il punto centrale sta nell’utilizzo di LightRoom e Deepmeta.
La cosa che mi ha incuriosito di più tra le varie metodologie di lavoro riguarda la parte di postprocessing diciamo, pesante. Quando cioè si passa da LR a Photoshop. Io per esempio creo il TIFF da Lightroom con le eventuali correzioni di luce etc .. e una volta finito il lavoro torno in LR per la creazione del JPEG finale. Questo principalmente perchè tendo a trattare gruppi di foto omogenne e quindi alche il l’export finale trovo comodo farlo su tutto il gruppo ormai pronto.
Ho visto che molti creano il JPEG in photoshop e questo aspetto mi ha incuriosito. Secondo voi ci sono grosse differenze fra i 2 prodotti per quanto riguarda la qualità delle immagini salvate?
Un saluto a tutti
Gianluca
@ lele
“Ho visto che molti creano il JPEG in photoshop e questo aspetto mi ha incuriosito. Secondo voi ci sono grosse differenze fra i 2 prodotti per quanto riguarda la qualità delle immagini salvate?”
secondo me no… Adobe e’ abbastanza consistent nella qualita’ delle esportazioni da qualunque software CS o LR. Per assurdo puoi impaginare i PSD in inDesign e fare un esportazione ad alta risoluzione hahaha
Continuo ad ammirare ammutolito il workflow di Antonio.
I miei piu’ profondi complimenti per la precisione. Davvero un sistema che guarda lontano.
partendo dal fatto che nn ne so molto ( metto le mani avanti ) io prima salvavo con PS e ora invece esporto con LR e vedo della differenza…questo su consiglio di LDF
…praticamente mi sembra meno artifacting con LR poi hai la possibilita’ di decidere se salvare in sRGB o Adobe RGB1998…a seconda se fai un deep tweaking o no alla foto…sempre e cmq partendo dalla mia ignoranza
Personalmente sono allibito dalla quantitá e qualitá delle risposte. Grazie a tutti davvero!
Il mio workflow e’ il seguente.
Una volta caricate le immagini RAW tramite Lightroom faccio uno scan di quelle che potenzialmente sono adatte a isp, e le metto in un album chiamato isp_tosubmit.
Poi, quando ho tempo faccio il postprocessing direttamente su Lightroom e quando e’ troppo complesso (tipo rimuovere logo difficili) passo a photoshop direttamente da Lightroom. La ragione per cui tendo a fare quanto piu’ possibile su Lightroom e’ che ogni volta che apro una foto con PS da 15megabite, mi diventa 80-120 megabite, e alla lunga diventa difficile da gestire troppi files cosi’ grandi.
Poi tramite un plug-in di Lighroom (ne esiste uno anche su Aperture) carico la foto su istockphoto direttamente da lightroom.
Una volta caricata la foto, passo a deepmeta per tags,categories, etc.
Ogni volta che le foto sono accettate le sposto dall’album isp_tosubmit a isp_accepted, et voila’
Marco
Per quanto mi riguarda, il mio workflow è identico a quello di mmac72 con la differenza di usare Aperture al posto di Lightroom.
Enrico
@mmac72
” La ragione per cui tendo a fare quanto piu’ possibile su Lightroom e’ che ogni volta che apro una foto con PS da 15megabite, mi diventa 80-120 megabite, e alla lunga diventa difficile da gestire troppi files cosi’ grandi.”
questa non la sapevo, hai ragione se non si ha un pc abbastanza potente scatti a 20 Mpx è difficile gestirli con photoshop, di solito io spengo anche la musica per far lavorare più velocemte il pc….
vorrei farvi presente per chi non lo conoscesse o per chi non usa deepmeta un modo per aggiungere link di altre foto alla descrizione di una immagine in modo semplice senza impazzire con il codice ubb
http://www.sirimo.co.uk/istockphoto/ubbgen.html
PS : se non sbaglio Sirimo è anche l’amministratore inglese di istock che si deve contattare per vendere le proprie foto gratis.
Aggiungo ai commenti espressi sinora, quanto non sembra evidente ai più: la ragione principale per elaborare in LR o Aperture è che il file raw originale rimane intatto, le correzioni sono apportate solo in un registro e vengono applicate all’esportazione: se effettuate correzioni, contrasto, bilanciamento, clonature, etc. e poi dopo un mese volete ripristinare il logo o il palo della luce cancellato, questo è ancora lì; quindi va ben oltre i livelli di Undo di photoshop. il file Tiff una volta salvato, amen. Anche aggiungere keywords, in tiff lo fai uno alla volta, in aperture o lightroom le applichi a batches a centinaia di foto. Considerando l’accumulo di esperienza la possibilità di tornare sui propri passi è sempre alta, ripartire da zero non va bene, ma neanche ripartire da correzioni definitive. Io faccio comunque le correzioni più pesanti in tiff poichè il clone di aperture è meno fluido e potente di quello di photoshop, quindi conservo una versione tiff, un jpg (che potrei in effetti eliminare dopo l’upload), ed il raw originale
lightkey: “partendo dal fatto che nn ne so molto ( metto le mani avanti ) io prima salvavo con PS e ora invece esporto con LR e vedo della differenza…questo su consiglio di LDF …praticamente mi sembra meno artifacting con LR”
Posso chiederti più nel dettaglio quali sono le differenze? Io uso PS e non ho mai usato LR.. grazie mille
Ciao a tutti, ecco in sintesi il mio workflow:
1. scatto in raw + jpg
2. prima selezione dei file da elaborare con un browser leggero, tipo ACDSee
3. passaggio in Camera RAW per:
– bilanciamento bianco
– aggiustamento livelli
– saturazione
– correzione lente/aberrazioni cromatiche
– rotazioni, crop
4. passaggio a Photoshop 16 bit/canale per altre eventuali correzioni
– noise reduction
– clone / patch
– a volte sharpening con il metodo del filtro high-pass
5. Con template Photoshop o Bridge, compilazione metadati (titolo, descrizione, keywords)
6. salvataggio in formato PSD per eventuali successivi ritocchi
7. passaggio a 8 bit per salvataggio JPG finale
8. backup backup backup
9. uploading via deepmeta per istock e via isyndica per tutte le altre agenzie
10. ottenuta la valutazione dalle agenzie, cancellazione dei PSD
Sulla gestione nomi/cartelle devo ancora trovare la via più produttiva. Inoltre avrei l’intenzione di provare seriamente Lightroom… forse un giorno, tempo permettendo
Noto che Photoshop lo usano tutti mentre Lightroom/Aperture non rientrano in tutti i workflow. La cosa mi sorprende molto.
Il 90% delle volte che uso PS é per il timbro clone nella street photography. Senza LR invece non farei il fotografo. Troppo utile, troppo potente come strumento. Spesso sottovalutato.
Eh Giò… infatti non sono un fotografo, comunque sono conscio delle potenzialità di LR e appena possibile mi ci dedicherò. Grazie a tutti per le info,
roberto
Concordo al 100%
Lightroom per me è uno dei software più potenti e utili degli ultimi anni.
Avendo un Mac ho provato anche Aperture ma non mi sono trovato altrettanto bene. In LR il Workflow è ben strutturato. Tutte le opzioni sono facili e intuitive e la curva di apprendimento dello strumento è veramente rapida.
Gianluca
programmi come aperture o lightroom sono potentissimi per velocizzare il workflow, e, nonostante non riusciranno mai ad avere le potenzialita’ di photoshop, funzionano per il 90% (nel mio caso) delle correzioni che sono in media necessarie. Per chi ha un Mac, consiglio di dare un occhiata anche a aperture 3. La nuova versione diminuisce, anzi colma, il divario che c’era prima con LR. Io dopo che sono passato a LR, sto pensando di ritornare ad Aperture. Vedremo.
Beh il nostro workflow è davvero primitivo!
Non amando moltissimo stare davanti al Pc per la postproduzione cerchiamo di ottimizzare lo scatto in fase di ripresa.
In interni grandissimo aiuto ce lo dà lo scattare tethered, in esterni ci ricordiamo di essere stati degli accaniti diapositivari o diapositivisti ehehehehhe e capita che scattiamo usando il bracketing.
Poi:
- il NEF, se necessario, lo correggiamo con capture NX 2 per quanto riguarda esposizione e bilanciamento del bianco. salviamo in .tiff.
- Tutto il resto con photoshop. salviamo in jpg.
-Back up: solo i nef ed i jpg.
-Carichiamo direttamente da istock ( e questo a volte è veramente una gran perdita di tempo)
- keywords un copia incolla da foto simili con aggiustamenti mirati.
- liberatorie, a volte portano via un pò di tempo, ma abbiamo discretamente ottimizzato il lavoro con qualche…
ciao ric di [istockphoto.com/eliandric]
@ Flavio: “… la ragione principale per elaborare in LR o Aperture è che il file raw originale rimane intatto…”
Ciao Flavio, solo una piccola precisazione, giusto per far chiarezza sull’argomento per chi non è esperto:
- per quanto io ne sappia, non esistono software di elaborazione RAW che “intaccano” o “modificano” l’originale.
Invece per “Anche aggiungere keywords, in tiff lo fai uno alla volta…”.
Non è sempre così: con Adobe Bridge o meglio ancora in Extensis Portfolio posso modificare/cancellare/aggiungere di una serie di TIFF.
In Portfolio posso addirittura apportare modifiche – in blocco – alle keywords di un insieme NON OMOGENEO di Tiff per esempio posso lanciare un comando:
- sostitusci la keyword “Giorgia Fochesato” con “Giorgio Fochesato” a tutte le TIFF scattate nelle Stockalipse del 2009, verticali, scattate con una lunghezza focale tra i 50 e 85mm.
Non sono esperto di LR/Aperture ma non credo si possa fare una roba del genere con nessuno dei due tools menzionati.
Ciao!
Antonio
Anche per me Lightroom è indispensabile, 90% e oltre del mio workflow è fatto partendo da lì.
Se migliorasse il “timbro clone” e la funzione “noise” (forse nella prossima versione 3) sarebbe perfetto !!
A proposito di noise, qual’è secondo voi il software migliore per eliminarlo? In PS utilizzo Ninja Noise …
Alessandro
@ Antonio : “- sostitusci la keyword “Giorgia Fochesato” con “Giorgio Fochesato” a tutte le TIFF scattate nelle Stockalipse del 2009, verticali, scattate con una lunghezza focale tra i 50 e 85mm.
Non sono esperto di LR/Aperture ma non credo si possa fare una roba del genere con nessuno dei due tools menzionati.”
In LR direi di Si!
Confermo, in LR si puó fare. Ci sono i filtri su qualisasi parametro. Complimenti per la scelta delle keywords…
@ Lelepado, gioadventures: molto bene, mi fa piacere apprendere che Adobe abbia implementato una feature così importante!
A presto!
Antonio
lightkey: “partendo dal fatto che nn ne so molto ( metto le mani avanti ) io prima salvavo con PS e ora invece esporto con LR e vedo della differenza…questo su consiglio di LDF …praticamente mi sembra meno artifacting con LR”
SimmiSimons:”Posso chiederti più nel dettaglio quali sono le differenze? Io uso PS e non ho mai usato LR.. grazie mille”
Guarda sinceramente le differenze nel dettaglio nn le so
…nn essendo un esperto, ma so solo che la foto mi risulta migliore da un punto di vista artifacting…ora la risposta la passo a LDF che mi ha regalato questa perla di saggezza, ma rimango un asino che sa come e’ la strada, ma non sa perche’ sta andando da qualche parte.
wow! veramente c’e’ molto da imparare. Sul workflow mi sento un po’ come un neanderthal con la clava (in particolare sulla gestione degli archivi e delle keyword)…
sul post-processing invece anche io lavoro al 90% su LR… è molto potente e include una serie di strumenti notevoli (rapidissimi) che possono sostituire l’effetto di vari filtri (tipo graduated neutral density per intendersi) con pochi click. molto piu’ semplice, intuitivo e rapido che in CS4… con pochi minuti di LR ottengo risultati molto migliori che con le decine di minuti che passavo prima su CS4 (http://www.istockphoto.com/stock-photo-12219930-sun-rain-and-clouds.php)
certo, trovo che LR abbia un mediocre strumento clone, e mi piacerebbe se noise ninja avesse una plugin per LR. Detto questo CS4 è comunque fondamentale per esempio per creare immagini composite (tipo questa http://www.istockphoto.com/file_closeup.php?id=12225326...) anche se le dimensioni dei tiff corrispondenti possono arrivare anche a qualche giga…
su LR volevo dire a Flavio Massari che non necessariamente bisogna salvare il file XMP. è una tua scelta se associare al singolo raw/nef/dng la sua correzione o mantenere la correzione solo nell’archivio LR (un unico file)…
domanda: nessuno converte i raw in DNG (http://www.adobe.com/it/products/dng/)?
un mio amico non isp (http://www.enriquevidalphoto.com/) mi ha abbastanza convinto a lavorare sempre in DNG… poi io sono paranoico e faccio un backup sia dei NEF come escono dalla mia vecchia D80, sia dei DNG…
Il vantaggio del DNG è fondamentalmente quello di essere un formato universale, al contrario del raw che è differente a seconda del tipo di macchina (es. .NEF per nikon e .CR2 per Canon).
Ho seguito tempo fa un seminario tenuto da adobe, dove si parlava proprio del DNG.
Essendo un formato universale, risolve tutti i problemi di conversione con parecchi software (so che lightroom aveva dei problemi nel gestire i nef di alcune camere Nikon.)
Il dng è riconosciuto da ormai tutti i software senza problemi e molte case (adobe in primis) stanno puntando molto sul digital negative.
Da quello che ho capito, in un futuro non è detto che tutti i software leggeranno i raw di oggi, mentre sicuramente le immagini salvate in dng non hanno “scadenza”.
Qui trovate un articolo interessante a riguardo:
http://www.adobe.com/it/products/dng
Per quanto ne so il dng lo usi solo se scatti con diverse fotocamere anche di diversa marca e vuoi uniformare i tuoi scatti, dando uno standard che ti contraddistingue, a tutti i file raw, presumo anche in qualita’ di colori ecc.
Parlo comunque da profano in quanto non ho esperienzza diretta sul formato, le cose che ho scritto sopra le lessi tempo fa in un blog . se riesco a ritrovare il link lo postero’.
in seconda istanza come sta scritto sul sito di adobe
“Ciò significa che non tutti i file RAW possono essere letti da tutte le applicazioni software. Di conseguenza, l’utilizzo di file RAW proprietari come soluzione di archiviazione a lungo termine può risultare rischioso, e la condivisione di tali file attraverso flussi di lavoro complessi estremamente difficile…. Il formato Digital Negative (DNG) è un formato di archiviazione disponibile pubblicamente per i file RAW generati dalle fotocamere digitali. Il formato DNG risolve la mancanza di uno standard aperto per i file RAW creati dai singoli modelli di fotocamere, garantendo ai fotografi un accesso costante ai propri file.”
sicuramente ci sara’ chi lo ha sperimentato e sapra’ dare info piu’ accurate.
Mi sembra che alcuni sottovalutino l’importanza del backup: personalmente dopo una brutta esperienza ora lo faccio non una, ma ben due volte al giorno, puntuale come una malattia: 13.30/18.30.
La sicurezza non è mai troppa.
@bbhuong: teoricamente è una buona idea lavorare con i DGN, nella pratica io non lo supporto perchè:
- con l’aumentare della potenza di calcolo dei nostri strumenti informatici non è un problema gestire un database di formati, anche se risalenti a DSLR di 10 anni o più
- perdi alcune info custom che molti produttori includono nei loro formati (lat/lon, numero di scatti della macchina, versione firmware, etc.) che in alcuni casi è bene che siano insieme all’immagine originale.
- è uno step in più da aggiungere nel workflow.
A presto,
Antonio
Non ho citato il backup, ma anche per me e’ essenziale. Le foto e gli aggiustamenti (i catalog di aperture e LR) sono sull’hd del laptop, e su due hard disk esterni separti fisicamente, uno a casa e uno all’ufficio. Tutti gli originali RAW sono salvati anche su DVD.
Il back up e’ TUTTO!
Accidenti che bel post!
Un esempio di conversione forzata a DNG: se uno ha ad esempio Canon EOS 5d mk2 e non la Adobe CS4 deve convertire i DNG per forza perchè il Camera RAW aggiornato per la CS3 non comprende i CR2 prodotti dalla 5D MK2, come di altre svariate DSLR più recenti:ovviamente sto parlando dello scenario di workflow raw usando Photoshop.
Personalmente sono in attesa che i formati raw proprietari pian piano spariscano o evolvano verso l’HDR reale, quando i sensori avranno la possibilità di elaborare tali informazioni…
Oggi ho letto questa bellissima intervista al buon vecchio Yuri Arcurs..(fresca fresca di Primo Maggio) http://www.mymicrostock.net/2011/05/01/el-fen%C3%B3meno-yuri-arcurs-un-modelo-de-%C3%A9xito-que-bate-todos-los-r%C3%A9cords-en-la-fotograf%C3%ADa-microstock/
volevo condividere con voi il suo workflow (è in spagnolo)
MM: Un empresa tan organizada tiene que tener un flujo de trabajo muy específico ¿como és?
YA: Nuestro flujo de trabajo es de la siguiente manera:
Disparamos en formato RAW a nivel cero de máscara de enfoque.
Selección de los archivos RAW. Paso unas cuantas horas los días posteriores a la sesión seleccionando los RAW que posteriormente será editados. Esta labor la hago únicamente yo.
Los archivos RAW se desarrollan en la fase uno (Capture One Pro) como de 16 bits TIF y con un ajuste de nitidez de cero.
Primera fase de reoque: Limpieza de manchas y la retoque general por capas en Photoshop. Esto se hace por mis “soldados” de Photoshop
Segunda fase de retoque: Hecho por Heidi Kristensen, mi editora senior que se encarga de la edición en Photoshop de las imágenes que requiere unos retoques más complicados y finos.
Calibración: Después de editar todos los archivos los pasamos a la carpeta de calibración. Aquí los archivos son calibrados en conceptos de balance de blancos, exposición, contraste, etc .. Esta edición se hace por mí, y los archivos no pueden ser enviados a la fase de anexado de metadatos sin antes haber “madurado” en esta carpeta al menos una semana. Siempre surgen pequeños errores posteriores que se escapan en las primeras inspecciones.
Posteriormente guardamos una copia en la carpeta de almacenamiento en formato TIF con capas de 16 bits y otra copia en JPG en la carpeta de Metadatos.
Primera fase de anexado de metadatos: En primer lugar incluimos lo el título, descripción y palabras clave, trabajo realizado por mi asistente de inglés, para después colocar las imágenes en la carpeta de verificación de keywords.
Segunda fase de anexado de metadatos: Esta fase la chequeo yo personalmente. Puedo añadir, quitar o rehacer todo de nuevo de acuerdo a las normas microstock. Este anexado es tratado de manera diferenciada en función de la agencia donde se vayan a subir las imágenes. Tenemos mucho cuidado de no olvidar palabras clave importantes.
Ponemos las imágenes en lotes. Cuando un lote tiene 50 fotos, lo cerramos y lo submos a todas las agencias con las que estemos trabajando.
Mis tres asistentes de “subidas” se encargan de categorizar, resolver ambigüedades y adjuntar los contratos de modelo pertinentes
per me è veramente eccessivo !