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Prehistory 2.0 / Clause 43

27 March, 2010
By Giorgio Fochesato

Mi sono affezionato a questo modo di guardare le cose: Preistoria 2.0. Oggi però parlo volutamente di Prehistory in inglese, perchè oggi guardiamo quello che succede dai nostri vicini di casa europei del Regno Unito.

E’ in atto una proposta di legge nota con il nome di Digital Economy Bill famosa soprattutto perchè prevede la possibilità di “tagliare” la connessione internet a chi viene “beccato” a scaricare dalla rete film, musica e contenuti illegali.

Tra le altre cose questa proposta di legge prevede una clausola nota come Clause 43 che se venisse confermata significherebbe grossi guai per i fotografi d’oltre manica. Questa clausola infatti prevede che se qualcuno trova una fotografia e non ha la possibilità di rintracciare l’autore di tale foto potrà farne quello che vuole semplicemente versando una tassa arbitraria allo stato. Il fotografo non sarà mai informato di tale utilizzo e quindi nemmeno pagato, tranne il caso in cui non fosse lui stesso a trovare la foto, solo a quel punto potrebbe richiederne il pagamento.

Inoltre la Clause 43 introduce una licenza nota come “Extended Collective Licensing”. Significa che se qualcuno trovasse una tua foto e fosse in grado di rintracciarti, ma decidesse di non farlo potrà comunque fare quello che vuole con la fotografia versando la tassa allo stato senza chiedere il permesso di utilizzo al fotografo.

Questo è un riassunto a grandi linee della situazione. Maggiori informazioni possono essere trovate online cercando su Google “Clause 43″ oppure collegandosi al sito: http://www.stop43.org.uk, c’è anche un gruppo su Facebook.

(grazie a Luca di Filippo per la segnalazione)

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10 Responses to Prehistory 2.0 / Clause 43

  1. LdF on 27 March, 2010 at 12:59

    …I’m getting ready to kick some ass… grrrr

  2. franckreporter on 27 March, 2010 at 13:05

    …grandissima cavolata questa legge..speriamo non si sparga anche la voce in Italia, la proporrebbero anche qui.

    Il web ne è pieno di sito con foto rubate. Ad esempio penso che shutterstock sia il sito con il più alto numero di foto a giro per internet che non sono state pagate.

  3. eman on 27 March, 2010 at 13:11

    Se questa è la preistoria… ben venga l’era glaciale a congelare tutte ste cavolate!

  4. Flavio Massari on 27 March, 2010 at 18:11

    c’è da dire che attualmente, se uno vuole essere disonesto, la fa franca molto facilmente. L’aspetto positivo potrebbe essere che se non hai pagato nemmeno lo stato allora sei sicuramente in malafede e magari è lo stato stesso a perseguirti…sicuramente bisogna approfondire il contenuto ed i risvolti applicativi, potrebbe non essere così male come appare a prima vista….mi riservo di approfondire

  5. lightkey on 27 March, 2010 at 18:14

    ma anche qui si stanno rinco***nendo…nn sapevo niente di questa fantastica proposta…bha

  6. franckreporter on 27 March, 2010 at 18:30

    @Flavio Massari
    io non ci vedo i lati positivi !! poveri loro..

  7. mmac72 on 29 March, 2010 at 09:20

    parli di gravi effetti per i fotografi di oltremanica, ma nel web i confini sono molto piu’ labili. Cosa succede se un designer inglese usa una foto di un fotografo non inglese che non riesce a rintracciare? Penso che questa legge abbia effetti su tutti i fotografi non solo quelli inglesi, o sbaglio?

  8. gioadventures on 29 March, 2010 at 10:22

    ciao Marco,
    me lo sono domandato mentre scrivevo. Questa proposta di legge regolamenta le foto “trovate”, ma non ho idea di come siano regolamentate le cose online. Se questo principio fosse applicabile anche alla rete prevedo “orde di barbari” (leggi designer inglesi) che faranno razzia di fotografie online.

    Per ora peró resta una proposta di legge… speriamo resti tale.

  9. franckreporter on 29 March, 2010 at 11:19

    urge allora un grosso benchamark centrato in tutte le foto ? mah..
    allora anche una foto presa da flickr e scontornata se ha un benchmark di copyright di lato si può dire di averla trovata su megaupload o su emule.. come avete detto prima di me i confini sono molto più ampi della UK

  10. jessideclic on 29 March, 2010 at 14:51

    vi segnalo questo sito che riguarda sempre la libertà negata ai fotografi in Inghilterra. Unico ma non trascurabile aspetto positivo, è stata la reazione dei fotografi ed il loro engagement politico:

    http://photographernotaterrorist.org/

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