Microstock significa lavorare molto
L’industria fotografica negli ultimi 10 anni é stata rivoluzionata e riscritta da iStock e dal fenomeno noto come microstock. Microstock significa vendere a prezzi “micro”, cioé piccoli prezzi. Il concetto é noto: vendere a poco, ma molte volte. Quello che a volte sfugge a chi parla di microstock é l’impegno richiesto per lavorare e avere successo in questo settore.
Spesso si parla dei fotografi microstock come degli amatori. Amatori che vendono cinque, dieci, venti, centomila foto all’anno. Il profilo classico é quello del fotoamatore che va in ferie scatta 100 foto, torna a casa e mentre la mamma (o la moglie) gli prepara il pranzo lui vende online. Fa i soldi andando in vacanza. Se poi é davvero in gamba fa due foto ai figli o ai genitori e diventa milionario.
Lancio un appello: svelatemi quale é il vostro segreto.
La veritá é un’altra. Se vi avvicinate ora al microstock e volete farlo seriamente sappiate che entrate in un mercato duro, dove per vendere sono necessarie precise caratteristiche e l’investimento in termini di tempo sará notevole. Questa è una breve lista di cosa da tenere in considerazione per fare microstock, nella prossime settimane cercherò di approfondire gli argomenti… ma intanto una letta qua sotto può essere di stimolo!
Concorrenza
La concorrenza é tanta. Tantissima. iStock conta 80.000 artisti e il livello medio é molto alto. Nascono nuove “agenzie” di microstock ogni settimana, la scelta a livello mondiale è vastissima. Quindi se volete vendere e avere successo, preparatevi. Non basterá fare una foto bella, sará necessario scattarne 10 di livello eccelso.
Tecnica
La tecnica deve essere perfetta. Questo é quello che molti definiscono il vero problema di iStock dal punto di vista del fotografo. I requisiti tecnici che sono richiesti sono troppo elevati per quello che si viene pagati a singola foto. Se la pensate cosí, lasciate perdere. I clienti invece quando cercano una foto prima vanno su iStock perché sanno che lí troveranno il meglio. Quindi se volete vendere con i migliori dovrete dimostrare di conoscere la tecnica.
Originalitá
Gli archivi del microstock aumentano di giorno in giorno. Se pensate di iniziare a vendere foto di uomoni di affari in giacca e cravatta che si stringono la mano… beh… fatelo pure, ma differenziate il vostro lavoro. Fatevi riconoscere, create un vostro stile. Fate in modo che le vostre foto non si perdano tra le altre. Non copiate gli altri. Se copiate gli altri andate incontro a due problemi: farete una figuraccia, potreste avere problemi di copyright e proprietá intellettuale (magari verrete cancellati da iStock) e sprattutto una foto copiata é SEMPRE peggio dell’originale. Se pensate di vivere sulle idee degli altri, lasciate perdere.
Tempo
Ci vuole tempo. Se non lo avete o se non volete dedicarlo a questo lavoro, lasciate perdere. Scattare la foto, mettere le parole chiave, fare l’upload ed eseguire il post-processing su 100 fotografie é un lavoro impegnativo e lungo. Se caricate 5 foto al mese e le realizzate frettolosamente non otterrete risultati. Organizzate il vostro tempo in modo da ritagliarvi ogni settimana 1 o 2 giorni da dedicare al microstock.
Impara
Sii pronto ad imparare. Se pensi di sapere tutto non sei nel posto giusto. Riguarda le foto che ti vengono rifiutate e cerca di capire perché. Cerca di capire perchè alcune tue foto vendono più di altre e segui quella strada. Rileggi le parole chiave e guarda se manca qualcosa.
Pensa come un designer
Questo é il vero segreto. Pensare come i clienti. Quando scatti una foto pensa perché qualcuno dovrebbe comperarla e realizzala con uno scopo preciso: inquadratura, colori, soggetto, concetto, ecc. Tutto deve avere una motivazione.
fotografia copyright dem10 / iStockphoto.com





Ciao Giorgio, direi che il tuo articolo è “duro” ma veritiero. Mi sono affacciao su istock da circa un mese: la difficoltà a farsi accettare delle foto è alta (a volte quasi assurda, mi hanno rifiutato una foto che al test era invece stata accettata). Basta sfogliare le foto dell’immenso catalogo per rendersi conto della qualità richiesta. Da quando iStock mi ha rifiutato delle foto, le guardo con occhi diversi, sono molto autocritico e lavoro molto su tutto il processo (collaboro anche con agenzie macrostock e ho venduto delle foto, quindi conosco bene i meccanismi). L’impegno dev’essere enorme, soprattutto in fase di catalogazione e organizzazione delle foto e gestione del post-processing/metadata. E’ un lavoro a tutti gli effetti, penso anche io che postare due foto carine delle vacanze e aspettarsi grandi risultati…è un concetto che si spiega da sè. Le foto le realizzo apposta in sessioni fotografiche dedicate (e non faccio il fotografo di professione): come dici tu, la foto la pensi, la cerchi e tenti di realizzarla avvicinandoti al massimo al livello richiesto. Ed è dura, parecchio. Ma quando si lavora sodo i risultati arrivano…e una volta arrivati devi lavorare ancora più sodo.
Almeno questa è la mia visione. Buoni scatti a tutti.
Duilio
Penso dipenda molto anche dalle aspettative che uno ha.
Personalmente carico al 90% foto dei miei viaggi e in viaggio scatto al 70% per istock e il 30% per gusto personale. Con le entrate di istock ogni 3 mesi posso permettermi un viaggetto in europa e una volta l’anno un viaggio intercontinentale. Non potrei camparci con istock, ma mi permette di togliermi diverse voglie e per il momento mi va bene. C’è grande concorrenza, ma anche se i miei download sono stabili, le entrate crescono ogni anno grazie agli adeguamenti delle tariffe di istock.
Dico anch’io ai miei amici di entrare in istock, ma di non aspettarsi di diventare ricchi caricando 50 foto e poi stando fermi per mesi. C’è da lavorarci ed essere costanti, ma non è impossibile se hai passione e un buon occhio.
Pienamente d’accordo su tutto, anche se devo dire che ogni tanto m’imbatto in qualche genio,tipo enot-poloskun, che ha pochissimi files in vendita e migliaia di downloads, praticamente vive di rendita…
Concordo 100% con la dura realtà esposta da Giorgio.
Per chi vuole intraprendere l’avventura del microstock credo che gli ostacoli più grandi che ci si trova ad affrontare siano la perfezione tecnica degli scatti che devono essere “puliti”, ovvero senza artifatti.
Rifiuti dai severi ispettori li abbiamo avuti tutti ed è proprio da quei messaggi, a volte un pò criptici, che bisogna analizzare attentamente il proprio lavoro e rimettersi in gioco, producendo immagini sempre migliori.
Ho in portfolio oltre 2200 foto e raggiunto una percentuale di accettazione è prossima al 98%, ma vi garantisco che ho lavorato tanto, tantissimo.
Concludo con un ultimo suggerimento: se ci credete, non mollate!
Ciao e grazie Giorgio per questo spazio fantastico che hai creato!
…tanto duro lavoro, verissimo!!!
Io reputo positivo che i micro stiano diventando molto selettivi, e anzi fanno bene a pagare sempre meno come ora con ThinkStock.
Piu’ coi micro si fa la fame, piu’ la gente si scoraggera’ e si togliera’ dalla testa di poter vendere online le “foto delle vacanze” e chissa’ che inizino anche a rispettare un po’ di piu’ i fotografi gia’ che ci sono perche’ troppo spesso la plebe suppone che per il solo fatto che uno si compra una D3x possa essere un fotografo, e sono molti, troppi.
Che ci voglia tempo e’ sicuramente vero e infatti reputo i micro una perdita di tempo a meno che si vendano foto che consentono un certo introito, tuttavia si parla solo delle foto che vendono ma mai di quelle che non vendono e direi che sono la stragrande maggioranza !
Gio’ cita che non basta copiare i vari Yuri & compagnia, ma purtroppo quelle sono le foto top-seller, seguite da quelle concettuali, cutouts, still life, e lifestyle.
Comprendo che non si sputa nel piatto che ci da’ da mangiare ma se guardiamo come vende il travel su iStock si puo’ dire che stia nel mezzo, ergo, vale ancora la pena farlo ma controllate pure voi stessi ci sono migliaia di ottime foto con zero download, spesso notturne col fotografo che ha perso tempo con treppiede e tutto per fare lo scatto e come ritorno economico ha ben poco.
Fossi in voi per travel oltre ai soliti Getty e Alamy e Masterfile darei un occhio a AGE Fotostock che promette bene in RM (sia exclusive che non-exclusive).
Se serve molto tempo per i micro ne serve molto di piu’ per l’RM perche’ certe foto in RM possono persino ammuffire per 2-3 anni prima
di essere vendute magari a 100 o 200 euro.
l’RM va piano ma lontano…
a ognuno il suo.
@Antonio :
Il problema non e’ che chiedano una fantomatica perfezione tecnica, quanto che impongano un loro proprio standard di bellezza il che e’ ben peggio perche’ non tengono in alcun conto fattori esterni al lato tecnico che ad esempio fanno si’ che la stessa foto sia vendibilissima in RM e sia scartata con sdegno dal QC di iStock.
Potrei citare il fatto che pretendono over-saturation, che schifano i colori “naturali”, che addirittura scartano per le ombre “harsh shadows” tutte cose che su altre agenzie non esistono proprio ma evidentemente il loro target e’ quello dei designer che devono assemblare in fretta roba di “impatto” visivo immediato quindi si cade non solo nelle banali foto cartolina con colori sparati a mille ma proprio nell’obbligo a photoshoppare tutto per una resa finta e “patinata” che onestamente funzona solo sui micro e per fortuna !
Articolo assolutamente veritiero e che incoraggia ancor di più nel portare avanti quello in cui si crede.. Quale maggior soddisfazione se non quella di vedere gratificato del duro lavoro in un mercato ancor più duro?
Ho fatto il mio primo upload di 15 foto, me ne hanno guardate 11 e 6 sono tornate indietro (2 delle quali erano passate come buone al test d’ingresso).
E va bene così
Grazie per questo spazio.
Simone
Trovo l’ultimo punto *PENSA COME UN DESIGNER* quello più importante, le foto sono come i quadri di un pittore, se non piaccono a chi li fa figuriamoci perchè dovrebbero piacere a chi li compra.
Detto questo molto spesso capita che una foto su cui si puntava molto poco abbia un successo maggiore di un altra che per noi sembrava potesse fare faville, ed invece non le fa.
Ciao a tutti, per quanto riguarda i canoni estetici posso testimoniare quello che è successo a me, ovvero che foto lievemente sature sono state scartate e riaccettate dopo averle risviluppate in maniera più naturale e tenue…:-) Nella mia piccola esperienza di RM in ogni caso la qualità richiesta è sempre stata al top, con molta attenzione a non produrre ombre nette ed un buon livello di incisione globale. Che poi su iStock molte foto siano molto sature o abbiano un taglio particolare ci sta, ma mi pare di vedere che sia uno stile universalmente adottato dai vari siti di microstock.
Duilio
Ai designer servono foto da abbinare alla vendita di un prodotto quindi la foto deve invogliare all’acquisto ed e’ qui la grande differenza con le foto RM perche’ le foto RM al contrario vengono per lo piu’ usate in mercati editoriali, giornali, riviste, libri, dove al contrario sarebbe molto pacchiano usare colori eccessivamente vistosi e photoshoppati.
Vi chiedo di mantenere la discussione nell’ambito dell’articolo. Il fatto che i colori siano saturi o meno, ha poco a che vedere con l’impegno richiesto nell’affrontare il microstock come professione.
Grazie a tutti
Ho cominciato da poco e vendo (ancora pochissimo) sui principali stock, è veramente dura, ma se la costanza e la determinazione possono servire a ritagliarsi un piccolo spazio… beh, io ci provo. E cerco di imparare da chi evidentemente è più bravo di me. Complimenti a Giorgio per il blog!!
“Grano on February 8, 2010 at 02:12
1. Io reputo positivo che i micro stiano diventando molto selettivi, e anzi fanno bene a pagare sempre meno come ora con ThinkStock.
Piu’ coi micro si fa la fame, piu’ la gente si scoraggera’ e si togliera’ dalla testa di poter vendere online le “foto delle vacanze” e chissa’ che inizino anche a rispettare un po’ di piu’ i fotografi gia’ che ci sono perche’ troppo spesso la plebe suppone che per il solo fatto che uno si compra una D3x possa essere un fotografo, e sono molti, troppi”
Beh è indubbio che Grano faccia parte della schiera dei fotografi che tentano disperatamente di preservare la casta dei patrizi, non capendo che il mondo della vendita di immagini è cambiato, per fortuna di tutti o quasi ehehehe aggiungo!
Per quanto riguarda la selettività dei siti di micro sono perfettamente d’accordo, per quanto riguarda le royalties non mi sembra che istock abbia recepito il messaggio di Grano, infatti ha si aperto dei siti partner che come auspica il nostro buon Grano vendono a prezzi irrisori ma dall’altro lato ha aumentato i prezzi per i files presenti nella collezione di esclusivi.
La fortuna e la bellezza della vendita di foto on line, piaccia o non piaccia, è che i giudici sono solamente ed esclusivamente i buyers e non il corredo fotografico, le amicizie, etc. etc., libera competizione in un mondo libero senza né patrizi né plebei.
“Grano on February 8, 2010 at 02:12
Che ci voglia tempo e’ sicuramente vero e infatti reputo i micro una perdita di tempo a meno che si vendano foto che consentono un certo introito, tuttavia si parla solo delle foto che vendono ma mai di quelle che non vendono e direi che sono la stragrande maggioranza! “
Ovviamente ognuno ha una personale idea del proprio tempo e dei risultati che vuole raggiungere in rapporto al tempo stesso, senza applicazione, studio e costanza si va poco lontano in ogni attività.
Beh in quasi nessun campo, nemmeno nel bel mondo RM, si parla degli insuccessi (leggasi in questo caso foto che non vendono).
Parlando di impegno richiesto senza dubbio il microstock e’ il settore dove lo sbattimento e’ piu’ alto e i guadagni sono piu’ bassi.
Comunque come avevo promesso a Gio’ sto assemblando un portfolio su iStock e vedremo come rulla, tanto piu’ che ho un bel po’ di immagini che secondo me possono vendere bene sui micro ma che al contrario vendono zero in RM quindi e’ anche giusto a un certo punto “diversificare” e fare una prova su strada.
@RIC :
I “patrizi” sono semplicemente quelli che non accettano di svendere il proprio
lavoro sotto le paghe minime sindacali.
E ti diro’ che non abbiamo proprio nulla da temere da voi perche’ se ad esempio
vogliamo parlare di Travel sui micro trovi solo foto “cartolina” e sugli RM
trovi un’intero oceano di foto e per ogni possibile posto al mondo compresi
quelli piu’ esotici e duri da raggiungere.
Se una rivista di viaggi gli serve la foto di un boscimano la trova solo in RM
e dovra’ sganciare come minimo 50 o 100 euro a botta.
Se gli serve la copertina con il Colosseo o Halong Bay o P.zza Tian An Men
la trova su istock a 2-3 euri, see the difference… ma dopotutto e’ anche
giusto cosi’, sono le foto piu’ banali e comuni, perche’ mai dovrebbero
avere valore ?
Gio’ giustamente scrive che vendere su istock e’ molto difficile, io aggiungerei
che spesso e’ anche troppo difficile e quindi inutile a meno che veramente uno
abbia un portfolio che vende come il pane.
Io vedo un sacco di foto su istock con 4-5 downloads in 3 anni, e qui sta
la “truffa” del microstock : si illude la gente che la foto vendera’ decine
e centinaia di volte, ma che succede quando in realta’ vende quasi zero
e nei fatti si e’ regalato ai buyers una bella foto per poco piu’ di un caffe’ ?
Un giorno per caso troverete una rivista sul tavolo con la vostra foto
e penserete al fatto che cio’ vi ha fruttato meno del costo di un pacchetto
di sigarette.
Io quindi sono dell’idea valga la pena provare anche coi micro, ma solo
per foto di non eccessivo pregio ne’ artistico ne’ altro, foto cioe’
buone per impaginare un articolo et similia, non roba che puo’ essere
usata per cose serie come copertine o advertising.
Ciao Grano
Non sono una persona alla quale piace la polemica, mi piace la puntualizzazione finalizzata alla comprensione dell’argomento senza alcuna prevenzione e poi oggi non lavoro ehehehehehehe.
Il discorso di svendere sul microstock è una teoria che piace molto ai foto pro italiani, abituati a leggi di mercato “particolari”, niente di male ovviamente.
Cosa vuol dire “non abbiamo nulla da temere da voi”? Nessuno teme se non ha da temere.
Noi, mia moglie ed io, facciamo sia istock che RM (non pagando getty) (quest’ultimo con poca partecipazione a dire il vero, ma solo per nostra colpa), non temiamo nessuno, non pensiamo di fare foto banali come tu dici, ma foto orientate per il microstock ricordando sempre che sia micro che macro hanno una sola finalità: vendere.
Se un boscimano vende 1 foto a 100 euro ed un colosseo 50 foto a due euro non cambia niente, a te piace vendere un boscimano ad altri piace vendere 50 colosseo.
Il tuo boscimano finirà su una copertina, le 50 foto di colosseo finiranno su “squallidi” siti web e “mal stampati” depliant di agenzie di viaggio, capisco che questo possa, nell’ego di un professionista, fare la differenza, ed allora dove è il problema, come tu hai detto “ad ognuno il suo”!
Io non credo che nè istock nè simili illudano nessuno, quando ritieni che il tempo dedicato sia spropositato al guadagno semplicemente smetti.
Ma quante foto hai venduto su istock? Libero di non rispondere…sto scherzando ovviamente
Azz il pregio artistico (cosa è l’arte e qua si potrebbe discuterne non una ma 400 vite se non di più).
Eh sì discorso molto lungo e probabilmente senza una fine, ad ognuno il suo, senza temere.
Grazie ric. Concludo qua.
Visto che concordiamo tutti sul fatto che il micro e’ impegnativo e che non siamo qua a dire chi e’ meglio e chi e’ peggio, direi di chiudere il discorso qua. Soprattutto perche’ nn siamo qua a cercare di convincere nessuno. Se grano vuole fare macro e’ libero di farlo e di avere successo con quello.
Cosi’ come chi vuole fare micro.
Grazie,
Gio