Questa settimana intervistiamo Marco Maccarini (mmac72), che recentemente ha avuto modo di fare uno splendido viaggio dall’altra parte del mondo e che quindi oggi oltre a parlarci della su esperienza di microstock ci farà sognare luoghi lontani. Marco ha anche visitato la sede di iStock di Berlino quindi magari saprà dirci qualcosa su quello che accade da quelle parti.
Ciao Marco, come va? Grazie per aver accettato l’invito di un italiano su iStock. Per iniziare mi sembra doverosa una presentazione su chi sei e quello che fai. Vivi in Francia e hai vissuto anche in Germania, sei il classico “cervello in fuga” dall’Italia? Raccontaci qualcosa di te…
Ti ringrazio Giorgio, innanzitutto, per l’intervista.Si’ ho girato molto. Dopo essermi laureato in Fisica all’Universita’ “La Sapienza” di Roma, mi sono trasferito nel nord dell’Inghilterra per il dottorato di ricerca. Successivamente sono tornato a Roma, ma visto che in Italia la situazione della ricerca e’ quella che e’, ho deciso di ripartire. Ho lavorato tre anni all’universita’ di Heidelberg in Germania, un anno a Montreal, in Canada ed ora sono tre anni che svolgo la mia professione a Grenoble in Francia, in un centro di ricerca. In realta’, la Fisica e’ la mia principale occupazione, e trovo bizarro che la mia prima intervista tratti di fotografia e non di scienza. Sara’ forse un segno?La definizione di “cervello in fuga” viene usata molto nei giornali ed in televisione, ma a mio avviso non rappresenta pienamente la maggior parte delle persone che fanno questa scelta. Nell’immaginario collettivo questa figura viene associata a geni incompresi, in preda a tormenti che fuggono per l’appunto. In realta’ si tratta di persone con capacita’ normali, che si impegnano nel loro campo e che hanno deciso di trasferirsi in posti dove possano svolgere la loro attivita’ in modo piu’ soddisfacente. Non nego che qualche tormento ci sia. Da un lato c’e’ l’amore per il paese in cui si e’ nati e cresciuti, dall’altro la delusione di vedere una cosi’ enorme tradizione artistica, culturale e ambientale lasciata a se’ stessa, ed una grande amarezza nel vedere tante opportuinta’ di sviluppo lasciate cadere nel vuoto, specialmente nei riguardi della parte piu’ produttiva e creativa della societa’, i giovani, a cui viene soffocato qualunque tipo di iniziativa. Pero’ a questo tormento ci si abitua dopo qualche anno e si accetta l’Italia per quella che e’, con tutte le sue contraddizioni.
Il mio rapporto con la fotografia e’ iniziato tanto tempo fa, ma e’ solo a partire del 2006, che la passione e’ si e’ consolidata. Il merito di questa svolta e’ dovuto, in particolare, ad un fotografo canadese Freeman Patterson (http://www.freemanpatterson.com/) che con i suoi libri e’ riuscito a trasmettermi l’amore verso questa disciplina. In particolare mi ha dato una prima idea di come, attraverso la composizione, l’esposizione, il tipo di lente scelta, si possano enfatizzare le emozioni e i sentimenti che ti hanno convinto a scattare la fotografia. Fotografare e’ per me sinonimo di liberta’ ed indipendenza: hai tutto il mondo a disposizone come soggetto e completa liberta’ di interpretarlo e raffigurarlo attraverso le immagini. Non solo ti permette di mostrare il mondo attraverso i tuoi occhi, ma ti permette di fissare le emozioni e i sentimenti che ti hanno spinto a scattare la foto. Questo fatto piu’ la sensazione che le foto piu’ belle sono quelle che ancora devo scattare hanno trasformato un hobby innocuo in una sorta di ossessione e, chissa’, forse in un futuro remoto in una professione a tempo pieno. Vedremo…
Il tuo rapporto con iStockphoto inizia nel 2006, come hai scoperto la fotografia di microstock e come sei approdato ad iStock?
Navigando su internet sono giunto per caso al sito e mi sono registrato, ma non avevo ancora una macchina digitale, quindi ho dovuto aspettare di comprarne una prima di poter contribuire. Poi ho iniziato con varie agenzie, visto che iStockphoto mi aveva rifiutato diverse volte. Alla fine ho deciso di provare un’ultima volta e, mi hanno accettato. Devo dire che lavorare per le altre agenzie mi ha aiutato molto, e’ stato come un training. Allora, comunque, consideravo il tutto ancora un gioco, nulla di serio a dire il vero.
Pur avendo ottenuto subito ottimi risultati non sei diventato un fotografo esclusivo. Ti sei dedicato anche ad altre agenzie, quali sono state le tue impressioni e come mai ci hai messo tanto ad avere la corona dorata di artista esclusivo?
Ho iniziato a mandare foto un po’ a tutte le agenzie piu’ famose, e ad alcune meno famose, ma il lavoro di uploading era la cosa piu’ tediosa che esistesse. Dopo essere diventato contributore di iStockphoto, nell’Ottobre 2007, ho visto una differenza abissale in termini di vendite. Sono bastati pochi mesi per raggiungere la soglia dei 250 downloads, ma ho aspettato parecchi mesi prima di maturare la decisione di diventare esclusivo, e, poi, ho impiegato del tempo per disabilitare le foto mandate alle altre agenzie. Con il senno del poi, penso che avrei dovuto essere un po’ piu’ celere. Visto che la fotografia non e’ (ancora) la mia principale attivita’ e’ meglio concentrare gli sforzi e il poco tempo a disposizione nel luogo dove le cose vanno meglio.
Recentemente hai anche firmato il contratto con Getty Images. Le cose sono andate bene subito oppure ci è voluto del tempo? Come funziona il processo di approvazione per i fotografi di livello “silver”?
Ho comprato la nuova macchina fotografica (Nikon D300) con l’idea di poter mandare le mie foto su Getty, ma al primo tentativo sono stato rifiutato. Nella mail di rifiuto era specificato che nel giro di tre mesi avrebbero di nuovo dato un occhiata al mio portfolio per valutare i progressi. Pensavo fosse una risposta pro forma, per addolcire il rifiuto, ma dopo tre mesi esatti una nuova mail da Getty mi annunciava di essere stato accettato a contribuire. La cosa mi ha fatto molto piacere. Ora si apre un nuovo capitolo, di cui ancora non e’ chiaro neanche il titolo.
Cambiamo discorso e parliamo del viaggio dal quale sei appena tornato. Se non sbaglio sei stato in Sud America… dove, come e quando? Raccontaci di questa esperienza.
Ho visitato la Bolivia per tre settimane, un posto meraviglioso e diverso da tutto quello che ho visto prima. E’ un paese molto povero, ma una poverta’ piena di dignita’. Una poverta’ che rispecchia arretratezza economica, ma non degrado sociale. Per esempio, considerato il basso tenore di vita della popolazione, ero sorpeso da quanti pochi mendicanti abbia visto per strada, molti meno che in qualsiasi capitale europea.Sono arrivato poco tempo dopo la rielezione del Presidente Indio, Evo Morales ed ero curioso di carpire cosa la gente sentisse a riguardo.Evo Morales e’ uscito alla ribalta negli scorsi anni per aver portato avanti iniziative di lotta a favore della coca. Questa pianta e’ causa di diatribe infinite tra il mondo occidentale (in primis gli USA), che la considera solo un ingrediente necessario a produrre cocaina, e la popolazione Boliviana, che la ritiene una risorsa tradizionale del paese, parte integrante della cultura popolare, e che ha alleviato le sofferenze della popolazione per millenni.Durante il suo primo mandato Morales si e’ distinto per delle iniziative atte ad arginare il modello liberista vigente prima di lui, ed ha nazionalizzato le risorse energetiche del paese in modo tale che la ricchezza venisse redistribuita all’interno piuttosto che esportata a vantaggio di aziende straniere. Sta mettendo in atto delle riforme che dopo tanto tempo restituiscano del benessere ai ceti piu’ poveri della societa’, non senza difficolta’. Il problema dell’analfabetismo viene affrontato, per esempio, garantendo dei fondi sociali per le famiglie che mandano i figli a scuola.
Non tutti sono a favore del suo corso politico, ed in alcune regioni piu’ ricche, come Santa Cruz, si inneggia alla secessione, un po’ come da noi. Da molti viene accusato di incompetenza e populismo. La mia idea e’ che, se una volta tanto sono le parti piu’ ricche della popolazione che si lamentano, Evo tanto male non deve essere, e penso che la frase “Evo de nuevo”, che si legge su quasi ogni muro della Bolivia, rimbombera’ nella mia mente ancora a lungo.Sono tante le cose che mi hanno colpito del paese. La gente con i loro costumi tradizionali, i paesaggi e i bambini. Il loro sorriso e’ una cosa difficile da dimenticare.
si conclude qua la prima parte dell’intervista a Marco… non perdere la seconda parte!








Complimenti Marco, mi chiedevo quando sarebbe giunto il momento della tua intervista! Il tuo portfolio è davvero ricco di fotografie molto belle… ora aspetto la seconda parte, tanti auguri per entrambe le tue carriere, in bocca al lupo!
Anita
Ciao Marco,
mi piace la tua intervista e hai un portfolio molto bello, complimenti!
Ho diversi amici Fisici sparsi in mezza europa, e’ davvero un peccato che in Italia non ci sia spazio proprio per le persone più intelligenti ed altamente formate….non vedo l’ora di leggere la seconda parte dell’intervista!
Angela
Forse la definizione di cervello in fuga fa pensare ad una emigrazione dolorante, invece poi giustamente ci si trova ad esser parte di un mondo molto più grande dei confini nazionali….ciò non toglie che la definizione sia corretta, purtroppo, le opportunità migliori sono sempre altrove….. a meno che……. mai pensato ad una carriera politica? dovresti però prima passare per qualche telequiz, un semplice test di ammissione, come quelli di Istock…. dai su, scherzo!!!!
ciao, gran bella carriera Marco e gran belle foto, soprattutto quelle sulla neve.
Adesso vorrei una risposta da gio o da mmac a questo mio quesito :
ho letto che quando sei passato esclusivo hai dovuto togliere le foto anche dagli altri siti su cui le vendevi. Questo è ok e mi torna.
Ma hai dovuto togliere anche le foto che non avevi caricato su istock avendo dato l’esclusività a loro, oppure no? e poi, quanto tempo prima vanno tolte le foto dagli altri siti su cui si hanno in vendita, prima di chiedere l’esclusività ad Istock ? Non credo che si possano togliere dopo aver ricevuto l’esclusività ma ben prima.
Ciao Franck,
se hai fotografie su altri siti e fai richiesta di esclusivitá ad iStock ti sará negata e dovrai aspettare 90 giorni per fare nuovamente richiesta.
Nel momento in cui fai richiesta non devi avere foto RF da nessun altra parte, siano esse foto che hai su iStock o no. Se sei fotografo esclusivo significa che nel mercato RF vendo solo ed esclusivamente i tuoi lavori attraverso il canale iStock.
Per quanto riguarda la tempistica, sta al fotografo informarsi sui tempi che impiegano le altre agenzie a chiudere il tuo account, alcune ci mettono 6 mesi, altre 7 giorni.
ciao Gió
Ciao Frank, io ho dovuto aspettare sei mesi per rimuovere le foto da Dreamstime per esempio. E’ un sito niente male, se non fosse per questo vincolo. Altri rimuovono le foto nell’arco di poche ore. Non e’ detto che l’esclusivita’ sia un vantaggio per tutti. Comunque lo e’ stato per me.
Anche mettere le foto su Flickr puo’ essere un problema. Un mio amico era stato inizialmente rifiutato perche’ dava la possiblita’ di scaricare la foto. Ecco gli esclusivi di iSP dovrebbero disabilitare la possibilita’ di fare il download nei settings dell’account.
Grazie a tutti per i complimenti!
Marco
Marco sei un grandeeeeeeeeee!!!!!!!!! Tanti auguri per l’ultima estrazione dell’istocklotto andata a buon fine!!