Bianco e nero o colore?
Prendo spunto da una mail che ho ricevuto proprio in questi giorni dove mi si chiedeva di dare la mia opinione su una fotografia, se pensavo che fosse piú adatta al microstock a colori o in bianco e nero. Penso che prima o poi tutti ci troviamo di fronte a questa domanda. Il fascino del bianco e nero é sempre molto alto e ogni tanto é bello spezzare la monotonia dei colori utilizzando i toni grigi. Personalmente, vado pazzo del bianco e nero.
Cosa vuole un designer?
Se pensiamo a vendere, dobbiamo pensare cosa vuole un designer. Nella maggior parte dei casi il designer vuole una foto a colori. Perché? Se acquista una foto a colori ha sempre la possibilitá di trasformarla in bianco e nero, mentre non potrá mai fare il contrario. Inoltre é innegabile che l’industria alla quale si rivolge iStock é quella del colore: brochure, libri, siti web, ecc. Il mondo in cui viviamo é colorato, a volte decisamente saturo. Quindi nel dubbio, meglio scegliere il colore.
Il bianco e nero é molto “figo”
Si é vero, siamo tutti affascinati dal bianco e nero e con photoshop é un attimo e ci buttiamo nel mondo vintage e retro della pellicola. Ma non tutto il bianco e nero é degno di essere bianco e nero. Mi permetto di citare l’intervista che Luca di Filippo ha tenuto su questo blog qualche mese fa: “…il bianco & nero sta diventando troppo spesso una specie di rifugio per chi crede che sia sufficiente convertire in grayscale una foto per farla diventare fine-art. Se non stampi su carta (ed usi film) il BN e’ un po’ un vezzo… e credo che fare una foto potente e drammatica a colori sia molto più difficile. Fotine mediocri convertite BN e contrastate sono d’effetto…”. Quindi se dobbiamo fare bianco e nero per il microstock assicuriamoci di farlo molto bene e che sia davvero una foto che colpisca al primo impatto.
Numeri
Per concludere questa riflessione, guardiamo i numeri che rendono bene le dimensioni del mercato. Su iStock facendo una ricerca della parola chiave “Black and white” si hanno circa 70.000 fotografie, di cui moltissime virate in sepia o blue tone. Nel complesso si tratta di pochissime foto rispetto alle dimensioni degli archivi (oltre 6 milioni di files). Si possono trarre due conclusioni, molto diverse tra loro:
- il mercato del bianco e nero va sviluppato e quindi ci sono grandi margini di vendita.
- il mercato del bianco e nero non porta risultati concreti e quindi i fotografi che sono su iStock lo provano e lo abbandonano subito
A questo punto sta voi trarre le vostre conclusioni. La vostra esperienza vi aiuterá a capire quali sono i soggetti da fare in bianco e nero, quando e in che modo utilizzarlo.
Buon lavoro!
Gió
fotografia copyright Studioxil / iStockphoto.com





Per quanto mi riguarda sono poche le foto che mando a istockphoto in bianco e nero (o monochrome). Lo faccio solo quando sento che la foto lo richiede. Nessuna di loro e’ diventata un best seller, al meglio hanno decide di downloads. In generale lo uso di piu’ per foto personali, perche’ mi piace. Ma di tanto in tanto penso sia utile mandarne qualcuna a iSP.
Personalmente il b/n l’ho usato solamente per motivi tecnici più che artistici: in foto dove l’aberrazione cromatica era talmente incorreggibile che non c’era nient’altro da fare. Oppure perché un volta in b/n era più facile nascondere il viso di una persona di cui non avevo il model release.
confermo, anche io in alcuni casi ho usato il bianco e nero per motivi tecnici. magari fotografie scattate a ISO molto alti. ma i risultati di vendita non sono mai stati eccezionali.
Concordo con questo articolo.
Il bianco e nero funziona e ha una sua raison d’etre solo con foto d’impatto, meglio se sono minimali il piu’ possibile, altrimenti tanto vale scattare a colori.
Tra l’altro anche nel fotogiornalismo ormai solo pochissimi scattano in b/w e va molto di moda invece una via di mezzo de-saturata.
Trovo anch’io penoso chi da una foto mediocre crede di abbellirla convertendola in b/w.
Leggevo in un intervista al grande Paolo Pellegrin (MAGNUM) che secondo lui per fare b/w devi “imparare a disegnare con la luce”.
ecco stavo pensando proprio a Paolo Pellegrin, uno dei miei fotografi preferiti, quando leggevo l’articolo.
Per ora non ho mai provato a mandare foto in bianco e nero..ebbene si..conosco i miei limiti.
Sono un *fotografo* nato con il digitale, sicuramente non ho esperienza con le foto in pellicola, credo infatti che cimentarsi su bianco e nero sia alquanto difficile, anche perchè convertendo un foto da colori in grayscale si rischia nella maggior parte dei casi di rendere la foto piatta.
Prima per quello che ho letto la differenza tra una foto in bianco e nero ed un’altra la faceva il tempo di sviluppo, la carta utilizzata ecc, problemi di cui un fotografo digitale a colori non si deve preoccupare.
Il gioco di luci ed ombre è cosa da esperti e richiede molto lavoro anche perchè gli ispector per l’esperienza personale che ho, curano molto la gestione delle ombre.
Sicuramente come è stato detto sopra, vedo molto meglio, se proprio si deve inviarla e sopratutto si crede in quella foto, una foto di ritratto, piuttosto che una foto naturalistica dove, come in natura, i colori ci sono e si vedono.
Resto comunque convinto il b/w sia molto piu’ artistico e il fatto che sia difficile fare b/w come si deve mi sembra invece auspicabile e cosa buona e giusta.
Verissimo che certe foto con un po’ di desaturazione e contrasto diventano di impatto ma questo lo fanno tutti i giorni i fotogiornalisti non e’ certo un trucco o un segreto malcelato.
La cosa chiave casomai e’ che sono foto gia’ d’impatto in partenza e il b/w e il contrasto non fanno altro che esaltare una foto gia’ buona di per se’.
I colori sicuramente sono spesso una inutile distrazione, e anzi oserei dire che se certe foto in b/w fanno schifo e’ perche’ la foto in realta’ fa schifo ma essendo a colori lo si nota di meno…
Detto questo, non mi sembra proprio nel mercato stock i clienti siano molto interessati al b/w.
Le mie foto di danza scattate in bianco e nero con pellicola ISO 3200 vengono accettate da iStock (alcune sono state anche inserite in Vetta), mentre le foto digitali scattate nelle stesse condizioni sono categoricamente rifiutate.
In effetti la grana della pellicola B/W ad alta sensibilità e molto più gradevole del noise digitale.
Mi chiedo se i nuovi sensori FX Nikon permettono foto “accettabili” da iStock anche ad ISO alti.
Qualcuno me lo sa dire?
Gio ne sa qualcosa…molto belle le immagini di berlino a 5000iso
Grazie Franck
Infatti riguardo agli ISO alti volevo proprio fare questo esempio:
Berlin U-Bahn Train Station
Scattata nelle metro di Berlino a 5000 ISO con una Canon 5D II. Accettata al primo colpo. Se l’esposizione é corretta, desaturando l’immagine /portandola al b/n e un pó di downsizing si possono avere in portfolio immagini che altrimenti sarebbe impossibile realizzare.
Nel caso di Emanuele non so che fotocamera digitale usa, ma sicuramente le nuove Canon hanno una gestione degli ISO incredibile. In portfolio ho anche fotografie a colori scattate a 2000 ISO.
Poi sul fatto che siano foto che attraggono i clienti é un altro discorso, ma personalmente a volte mi piace anche solamente soddisfare il mio lato creativo.
per quanto riguarda gli ISO bisogna anche differenziare rispetto alla grandezza del sensore. Fotocamere full frame hanno chiaramente una gestione migliore del rumore.
Immagini come le tue di Berlino me le sogno.. la mia Nikon D80 ha molta più paura del buio
La Canon 5D II è veramente allettante, anche per il video…
Purtroppo le mie ottiche Nikon mi costringono a guardare alla D700 o successive.
Sicuramente oggigiorno c’e’ una intransigenza eccessiva riguardo al noise.
Una bella foto la fa il soggetto, la composizione, i colori, e mille altri fattori : il noise e’ solo un aspetto puramente tecnico a meno che risalti in modo indecente.
Io ho avuto modo di provare con cura anche la D3x, che il marketing vende come “incredibile in situazioni low-light e bla blabla”.
Non mi ha certo lasciato a bocca aperta.
Certo, ottima in situazioni normali che prima magari richiedevano un tripod ma provate a scattare in una discoteca o in un bar abbastanza buio e il noise si vede eccome anche scattando a ISO 1600, F4.5, e shutter a 1/60…
Chiaro che poi con un downsize e un lieve de-noising la cosa e’ quasi impercettibile ma se parliamo delle foto che esce in RAW dalla camera non direi proprio che sia un sensore “noise free” come ci vogliono far credere, quindi non vedo proprio il motivo per sganciare 8000$ per una macchina che bene o male a livello noise e’ come una D300s
e poco migliore di una D90 da 1000 euro.
Mi fa al contrario incazzare che un sensore da 24MP sia cosi’ caro quando oramai con 1000 euro c’e’ la Canon 550D a 18MP e le Sony A900 a 2000 euri con 24MP che presto poi saranno mid-level appena escono i nuovi sensori a 32MP.
Che poi questi 24MP e 32MP sembra non rendano molto se non si ha una lente cazzuta da 2000 euro perfettamente pulita senza un granello di polvere, in condizioni ottimali con vento a favore, treppiede, etc.
Purtroppo e’ sempre piu’ vero che nella fotografia fan piu’ soldi quelli che vendono l’attrezzatura, i servizi online, i workshops, i libri, che non quelli che di fatto fanno le foto.
Grano, scusa, ma è la D3, assieme alla sorella minore D700, quella che assicura poco rumore agli alti iso, non la D3x, e la cosa è abbastanza risaputa.
In ogni caso, il noise non è l’unico elemento da valutare nelle situazioni di scarsa luminosità. La fedeltà cromatica che mi assicura la mia D700 in ambienti con poca o pochissima luce è un elemento ancora più importante, perché il noise, lavorandoci un po’ in post-produzione, si riduce o si elimina, ma sul resto è difficile giocare senza fare altri danni.
…hehe… per chi cerca il noise free, purtroppo non resta altro che passare a Canon… ed il B/N impostato bene dalla macchina non ha bisogno neanche di lightroom…
@grano, l’intransigenza nasce dalla qualita’ raggiunta nella stampa offset e dalla maggiore consapevolezza di chi maneggia le foto.
Si vedono foto belle, anche ai concorsi, con artifacts assurdi.
Da designer non comprerei mai un’immagine per un catalogo patinato che poi in stampa non sia impeccabile. Anni fa non ci si rendeva nemmeno conto di questo imperfezioni.
Oggi, ovviamente dipende dai clienti, e’ richiesta sempre di piu’ la perfezione.
Il foto-giornalismo e’ una cosa… la foto per pubblicazioni e’ altro campionato.
Nel primo caso il noise passa di sicuro in primo piano.
E per tornare al B/N, dal mio punto di vista e’ solo una questione di qualita’ generale… i numeri parlano da se:
http://www.istockphoto.com/stock-photo-2715772-child-kissing-her-father.php
http://www.istockphoto.com/stock-photo-3018650-concert-crowd.php
http://www.istockphoto.com/stock-photo-4470324-footprints-in-snow-leading-to-tree.php
Le cose ben fatte vendono sempre
Bell’articolo Gio’…