La vita media di una foto su iStock
Quando ho iniziato a vendere fotografie con iStock, nell’autunno del 2006, ho pensato che la grande forza di questo sistema fosse la possibilità di incrementare in modo esponenziale i guadagni, aumentando le dimensioni del mio portfolio. Teoricamente più foto si hanno, più si dovrebbe vedere. Trattandosi di fotografia di archivio ed essendo le fotografie in vendita per sempre, questo permetterebbe di incrementare ogni anno i propri guadagni, caricando costantemente nuove fotografie visto e considerato che le vecchie restano in vendita per sempre.
Feed the beast
Questa teoria è fortemente messa in discussione nei forum online, dove spesso di sente parlare di un fenomeno noto come “feed the beast”, nutrire la bestia. Con bestia si intende il mercato del microstock e con questa espressione si intende parlare di quel fenomeno secondo il quale smettendo di proporre fotografie le vendite crollerebbero, perchè l’unico modo per sopravvivere è quello di aggiornare costantemente il portfolio e ogni fotografia avrebbe una durata media molto breve (massimo 1 anno) dopo la quale smetterebbe di vendere. Ho letto recentemente il blog di un fotografo che lavora con più agenzie, dove afferma che appena ha smesso di caricare immagini su una agenzia che fa solamente vendita su abbonamento, i suoi guadagni sarebbero drasticamente scesi. (magari i lettori di questo articolo possono confermare con un commento?)
Quanto dura una fotografia su iStock?
Per iStock le cose sono molto differenti. Io continuo a pensare che il microstock sia una cosa diversa da iStock. Ritengo si parli di due mercati con regole diverse. Paragonare iStock al resto non ha senso perchè quando un fotografo diventa esclusivo si apre un mondo nuovo.
Parlando con colleghi, ma anche leggendo le interviste di un italiano su iStock, è capitato spesso di sentire dire che nonostante gli upload di nuove foto siano rallentati o fermati (per pigrizia o mancanza di tempo) le vendite abbiano continuato ad essere pressochè invariate. Il fenomeno del “feed the beast” su iStock non ha valore. Chiaramente la concorrenza è molta, il numero di foto degli archivi è in costante crescita eppure se smettete di caricare le vostre foto non cadrete nel dimenticatoio. Le vendite potranno scendere, ma i guadagni e il lavoro fatto fino a quel punto avranno comunque un valore importante e si manterranno su un buon livello. Questo per due motivi:
- la consistenza di un portfolio su iStock non si misura con la quantità, ma con la qualità e se avete foto di qualità difficilmente subiranno perdite consistenti
- il numero di clienti che si rivolgono ad iStock è in costante crescita, a discapito della concorrenza e delle fotografie RM tradizionali
Per supportare la mia tesi ho deciso di analizzare il comportamento di alcune fotografie che ho caricato nel 2006. Ormai hanno tre anni di vita e quindi è ipotizzabile che siano cadute nel dimenticatoio e che il loro apporto alle vendite sia minimo. Non è vero. Le foto sono vive e fanno sentire prepotentemente la loro voce.
Analisi
Ho scelto di analizzare solo foto con più di 100 download perchè presentano una quantità di dati sufficente da poter permettere un’analisi dell’andamento delle vendite.
Fotografia 1
- Data di upload: ottobre 2006
- Dimensione massima: Medium (1200 x 1800 pixel)
- Percentuale dei guadagni negli ultimi 3 anni: 41% / 32% / 27%
- L’andamento è in costante discesa, ma comunque le vendite del terzo anno rappresentano una parte consistente dei guadagni totali, poco meno di un 1/3.
Fotografia 2
- Data di upload: novembre 2006
- Dimensione massima: Large (2000 x 3000 pixel)
- Percentuale dei guadagni negli ultimi 3 anni: 34% / 16% / 50%
- Nell’ultimo anno ha guadagnato la metà del totale, dopo una perdita sostanziale nel secondo anno.
Fotografia 3
- Data di upload: dicembre 2006
- Dimensione massima: Large (2200 x 3300 pixel)
- Percentuale dei guadagni negli ultimi 3 anni: 32% / 44% / 24%
- Il terzo anno è stato il peggiore, ma comunque il livello è 1/4 del totale.
Fotografia 4
- Data di upload: ottobre 2006
- Dimensione massima: Large (2200 x 3300 pixel)
- Percentuale dei guadagni negli ultimi 3 anni: 45% / 23% / 32%
- Il primo anno è stato ampiamente il migliore, ma il terzo anno il trend è stato in crescita.
In conclusione direi che l’andamento dei quattro esempi è molto diverso e non si riesce a vedere un trend comune che permetta di generalizzare il discorso.
La media dei 3 anni sarebbe la seguente:
- 2007: 38%
- 2008: 29%
- 2009: 33%
Si deduce che il primo anno di vita è quello dove si guadagna di più, ma che comunque la vita di una fotografia su iStock è di almeno 3 anni perchè non c’è stato in nessun caso un crollo delle vendite. Nonostante gli archivi di iStock siano passati da 3 a 6 milioni di files e nonostante il numero di fotografi sia cresciuto fino a raggiungere quota 80.000 artisti.
La prima fotografia presa in esame, pur essendo solamente una Medium, non ha nemmeno risentito della crescita dei sensori delle reflex, segno questo che il mercato dei blogger e dei siti di informazione (solitamente acquistano misure XS o S) è sanissimo.
Impossibile fare previsioni sulle vendite del 2010, tuttavia anche nell’improbabile caso che queste foto smettessero improvvisamente di vendere, il lavoro svolto su tali immagini (scatto, post-produzione, parole chiave, costi fissi di gestione, ammortamento delle attrezzature, ecc.) ha fruttato guadagni per almeno 3 anni.
In sostanza ho un datore di lavoro che mi paga 3 volte per svolgere il mio lavoro.





Nel mio caso carico su più siti (Shutterstock, Stockexpert, 123Rf..)e la sensazione *Feed the beast* si avverte molto, sopratutto sui siti che vendono foto di abbonamento (a basso guadagno per immagine venduta), penso infatti che la sfida di ogni fotografo/illustratore che carica materiale sia quella di non cessare mai per avere sempre almeno qualche immagine tra le più recenti.
Questo fattore sempre secondo me si avverte meno in agenzie più organizzate (dal punto di vista delle lightbox, possibilità di aggiungere amici, indicizzazione nei motori di ricerca), come ad esempio sono Istockphoto, Fotolia e Dreamstime.
Sicuramente come dice te Giorgio, in questo Istock è il sito più organizzato dove per stabilizzarsi ad un certo limite superiore di vendite e di guadagni serve più tempo perchè la crescita è continua, se il materiale che si carica è valido.
Gli altri siti di microstock anche con portfolio di grandi immagini (sia che siano 2000 o 4000 )la visibilità rimane pressochè invariata.
Grazie per condividere la tua esperienza Franck, trovo il tuo commento molto utile a chi si sta affacciando al microstock ed interessante per chi ci é giá “dentro” e vuole valutare come muoversi.
Ciao a tutti,
io ho fatto registrare diversi miei amici quando Istock era ancora agli albori (2004/2005), questi sono Matrix76, Agamcompe, Cibernella.
Per diversi motivi hanno smesso di fare upload da un anno o addirittura due, ebbene con mia sorpresa ho notato che i loro downloads non si sono fermati, certo sono rallentati (e questo e’ inevitabile), ma non c’e’ stato affatto un arresto delle vendite, anche loro hanno dato l’esclusiva, quindi direi che la mia esperienza conferma la teoria di Giorgio, non vale il “feed the best”.
Un saluto,
Angela
La mia esperienza è un po’ differente, forse perché riguarda soprattutto illustrazioni vettoriali.
Le mie immagini più scaricate hanno avuto un boom di vendite nei primi 2/4 mesi, per poi calare inesorabilmente ed assestarsi ad un numero di download stabile ma decisamente più basso.
Mediamente il numero di vendite negli anni successivi è del 15% rispetto a quelle del primo anno.
Alcune immagini hanno venduto più in un singolo mese che in tutto l’anno successivo.
Peccato, per un po’ mi sono illuso di avere la pensione assicurata…
Serve una bella ripresa dell’economia per guadagnare un po di soldi in più..tutti..