Intervista a Massimo Merlini – 1

1 January, 2010
By gioadventures

La prima intervista del 2010 è per Massimo Merlini, nickname maxphotography (sito personale: www.massimomerlini.it) che è stato l’ultimo italiano del 2009 ad aver ottenuto la ribalta della home page di iStock, precisamente con il prestigioso riconoscimento del video della settimana.

Ciao Massimo, grazie per aver accettato l’invito. Partiamo con una piccola introduzione… fotografo o videomaker? Dove stai in Italia? Come hai scoperto iStock? Ti occupi anche di altro oppure il microstock é la tua professione?

Ringraziandoti per l’opportunità che mi hai offerto, inizio a rispondere alle tue domande.  Chiarendo qualsiasi dubbio, devo dire che anche se ho avuto il piacere di ottenere, come dici tu il prestigioso riconoscimento del video della settimana, sono essenzialmente un fotografo, anzi, ritengo che essere definito videomaker sia eccessivo e poco rispettoso per chi lo è veramente e ha dedicato tanto tempo per imparare questo difficile mestiere. Io ho iniziato recentissimamente ad esplorare le possibilità offerte dal video  grazie alle nuove reflex che consentono di ottenere dei video di grande qualità, oserei dire quasi cinematografica consentendo la scelta dei piani di messa a fuoco, della profondità di campo e dello sfuocato tipici del linguaggio cinematografico e non del video che con le videocamere broadcast hanno tutto a fuoco. Tutto questo ad un prezzo modesto se paragonato alle macchine da presa cinematografiche professionali.

La mia base è in Romagna a Faenza, provincia di Ravenna, dove sono nato e dove lavoro: lo considero un posto magnifico, a due passi dal mare e dall’Appennino; adoro le foreste casentinesi.

Ho scoperto iStock per puro caso durante il 2006: mi ero iscritto ad una tappa di un tour dedicato ai fotografi che si teneva a Bologna. Essenzialmente la mia partecipazione era dovuta alla presenza di Marianna Santoni (Miss Photoshop) che ci avrebbe mostrato le novità dell’ultima versione di Photoshop. In realtà devo dire che la parte più interessante fu quella di Luca Pianigiani di Jumper, chi lo conosce sa che è sempre avanti di qualche anno rispetto a noi comuni mortali ed in effetti ci parlò del sistema di vendita dei microstock ed in particolare di iStockphoto, il primo e più popolare portale di questo genere. La sua relazione fu talmente coinvolgente che da lì a poco decisi di iscrivermi su iStock. All’epoca avevo pochissime foto digitali, avevo appena messo nel cassetto la mia Contax N1 e la Velvia, ed ero passato ad una nuova fiammante reflex digitale, quindi per me il microstock rappresenta uno stimolo continuo per intraprendere nuovi progetti fotografici, un’ opportunità per farsi conoscere e naturalmente un’altra fonte di reddito. Probabilmente dal tipo di fotografie presenti nel mio portfolio si intuisce che la fotografia d’archivio non è la mia professione principale. In realtà sono titolare di uno studio tecnico nel quale mi occupo principalmente di progettazione architettonica, anche se qualche volta capita di realizzare servizi di fotografia di architettura.

Sei un fotografo di microstock che si divide tra varie agenzie, quindi vai un pó controtendenza. Hai deciso di non accettare l’esclusivitá, perché questa scelta?

Inizialmente iStock non mi entusiasmava particolarmente, il processo di approvazione come contributore è piuttosto lungo, il limite di caricamento settimanale di 15  immagini è molto restrittivo e per questo occorre svariato tempo per avere un portfolio di una certa entità, che nel mio caso, non facendo fotografie strettamente mirate all’ambito dello stock, era necessario per avere un certo ritorno. Infine ritengo che l’esperienza personale sia molto importante e quindi volevo provare le diverse agenzie per capire quale fosse la migliore per la vendita delle mie fotografie. Ora dopo qualche tempo, nonostante le difficoltà iniziali, ritengo che iStock sia probabilmente la migliore agenzia con la quale collaboro per diversi motivi: la qualità dei servizi offerti, la coerenza con cui vengono valutati i file, la presenza di una comunità molto attiva e molti altri, tanto che sto seriamente pensando all’esclusività anche nel settore fotografico.

Nel settore dei video invece la tua scelta é opposta. Hai accettato l’esclusivitá come videomaker… é una situazione molto rara. Come mai questa scelta e come vanno le vendite nei video rispetto alle fotografie su iStock?

Cerco di spiegare la mia scelta. Ho iniziato a fare sperimentazioni con il video pochi mesi fa in concomitanza con l’acquisto di una nuova reflex che consente la ripresa video. I motivi che mi hanno spinto a optare per l’esclusività sono principalmente due: il primo, come dicevo sopra, è che attualmente ritengo iStock come la migliore agenzia e quindi un luogo privilegiato per vendere i miei video; in secondo luogo per diventare videomaker esclusivi non è necessaria una soglia minima di download come avviene per le fotografie.

Mentre sto scrivendo ho un portfolio di appena 16 video quindi è un po’ presto per fare delle valutazioni accurate, non riesco ancora a farmi un’ idea complessiva delle vendite di video rispetto alle immagini, comunque da quello che ho potuto constatare sotto il profilo delle royalty, che sono molto più alte di quelle per le fotografie, è che  mediamente 10 download di video equivalgono a 100 download di foto. Non mi sembra affatto male…

Parlaci del video della settimana, quelle mani che suonano il piano sono le tue?

Si, le mani sono le mie. Qualche tempo fa suonavo  le tastiere in un piccolo gruppo rock locale, ora suono saltuariamente il piano che ho in casa. Un giorno, dopo aver suonato un po’, allontanandomi dal piano, ho notato che la  luce che filtrava dalla finestra creava un bellissimo riflesso sui tasti; senza pensarci due volte, ho predisposto il cavalletto e la reflex ed ho iniziato a “girare” pensando di realizzare questa clip quasi totalmente in controluce e con un fuoco molto selettivo: il risultato finale mi è subito piaciuto.

Sempre per quanto riguarda i video, come ti trovi tra upload, keywords, tempi di approvazione?

Per l’upload fortunatamente iStock mette a disposizione dei videomaker esclusivi un server ftp, quindi sotto questo punto di vista è perfetto. Le keywords sono analoghe a quelle per una fotografia, ovviamente aggiungendo alcuni termini specifici per i video. Le keywords le inserisco successivamente all’invio, quando il file è già in coda per l’approvazione: comunque credo di aver capito (purtroppo il mio livello di comprensione dell’inglese è abbastanza limitato)  che sarà implementato un sistema per associare le keywords ai video già in fase di invio. La nota dolente, almeno per ora, sono i tempi di approvazione, mediamente occorre attendere circa un mese. Francamente è un po’ eccessivo ma sono sicuro che ci saranno importanti miglioramenti su questo punto.

Non perdere la seconda parte dell’intervista, sarà pubblicata nei prossimi giorni!

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3 Responses to “ Intervista a Massimo Merlini – 1 ”

  1. franckreporter on 2 January, 2010 at 09:58

    Concordo sul fatto che i tempi di approvamento di un video siano piuttosto lunghi..a cosa può essere dovuto questo ? Il team di approvazione di video è numericamente minore di quello che si occupa della parte imaging ?

  2. unitalianosuistock on 2 January, 2010 at 10:18

    Il team degli inspector video è sicuramente inferiore a quello del team foto, così come il numero di videomaker che inviano materiale e così come il numero totale di video rispetto al mercato delle fotografie.

    Inoltre effettuare il controllo di un video è molto più lento di una fotografia. Alcuni video sono controllati praticamente un frame alla volta per essere certi che non vi siano problemi sui copyright.

    Il mercato dei video online non è ancora al livello di quello fotografico, come distribuzione, ma è in crescita. Di conseguenza crescerà anche il team che si occupa dei controlli ;)

  3. Emanuele on 4 January, 2010 at 23:51

    Saluti da Imola!
    Aspetto la seconda parte dell’intervista.
    Ciao, buon lavoro.

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