Imparare dalle foto rifiutate
Oggi vorrei affrontare un discorso molto importante per chi lavora con iStock: l’importanza di vedersi rifiutata una fotografia. Sono quattro anni che lavoro con iStock, quasi giornalmente faccio l’upload di nuove fotografie e giornalmente ricevo conferma dell’accettazione o rifiuto dei miei lavori da parte degli inspector. Da qualche mese ormai avevo l’abitudine di non riguardare le fotografie che venivano rifiutate, catalogandole come “rifiuto naturale” o peggio come un errore di chi aveva controllato la fotografia. Il mio atteggiamento, quindi, mi ha portato negli ultimi mesi a non considerare piú i rifiuti come un mio errore, ma come parte di un processo naturale che prevede a volte che qualche foto sia rifiutata.
Cosí facendo ho commesso il terribile errore di pensare che la mia tecnica fosse perfetta e che non avessi piú bisogno di migliorarla. Ho sostanzialmente smesso di apprendere, accecato dalla “bellezza” dei miei lavori e dalla facilitá con cui mi divertivo ad aggiungere disturbo, a cambiare i toni e ad aumentare i contrasti. Ho continuato sistematicamente a commettere gli stessi errori.
Per far capire la gravitá della cosa questo esempio é molto significativo. Qualche mese fa ho spedito una foto a scout (nominata per Vetta) ed ho ricevuto il seguente commento da parte dell’inspector: “la foto é molto bella, ma se guardi attentamente nelle zone scure vedrai che ci sono degli artifacts. correggi l’errore e rispediscila”. La foto é rimasta sul mio Mac, dentro a Lightroom. La pigrizia non é amica di iStock.
Nella maggior parte dei casi il rifiuto che ricevo é “over-filtred“. Probabilmente il rifiuto piú difficile da decifrare.
Nell’ultima settimana quasi per caso ho voluto ricontrollare al 100% una fotografia che mi é stata recentemente rifiutata, facendo il classico pensiero: “ma ho fatto esattamente la stessa cosa della precedente eppure questa é tornata indietro”. L’arroganza é il peggior nemico di iStock.
Mentre guardavo la foto, ripassavo mentalmente tutto il post-processing che avevo applicato. La foto, ovviamente, era perfetta. Era perfetta per me, ma in realtá era un disastro di tecnica, ma non lo vedevo. Sempre piu convinto della mia idea e quasi pronto a rispedire la fotografia a “scout”, ho aperto al 100% anche la fotografia che ritraeva lo stesso soggetto, ma che era stata accettata. In un secondo tutte le mie certezze sono crollate.
Questa era una foto perfetta, mentre quella rifiutata improvvisamente era una schifezza, praticamente impossibile da stampare ad alta risoluzione. Cosí ho voluto riguardare anche la penultima foto rifiutata e anche in questo caso la tecnica, confrontata con una foto accettata, lasciava molto a desiderare. E cosí via tutte le foto rifiutate negli ultimi due mesi. Ho subito iniziato a correggere gli errori e le prime cinque fotografie corrette sono state accettate.
Con questa lezione ho imparato un pó di cose:
- ho ancora molto da imparare
- in molti casi esagero con il post-processing o comunque il mio workflow non é perfetto
- devo concentrarmi di piú sulla qualitá delle singole fotografie e fare meno upload
- devo diminuire il tempo che passo davanti a lightroom/photoshop, dopo una decina di fotografie inizio a commettere errori dettati dalla fretta, dalla stanchezza e dall’eccessiva confidenza che mi prendo, sicuro di non sbagliare mai
- devo organizzare meglio le mie sessioni di lavoro al computer
- osservare sempre la fotografia con occhio piú critico, confrontandola con altre foto accettate
- devo sempre riguardare le foto rifiutate, correggerle e inviarle nuovamente perché sono il miglior modo che ho per affinare la mia tecnica
- se posso migliorare, significa che non ho raggiunto il massimo delle mie potenzialitá e quindi posso riuscire a vendere di piú
Tutto questo discorso perché vorrei far capire a chi legge e a chi inizia ora che le foto rifiutate sono il piú grande strumento che abbiamo per fare una carriera fotografica su iStock.
Buon lavoro a tutti!
Gió


eh si’, condivido a pieno!
Io ci aggiungerei anche che una foto che mi era stata rifiutata e che poi ho corretto e rispedito ha avuto quasi 1500 downloads!!!
Grazie Giò,
credo che questo atteggiamento costruttivo nei confronti delle foto rifiutate sia l’unico modo per migliorare la propria tecnica ed affinare il proprio post-processing workflow. Apprezzo l’umiltà, soprattutto quando viene da un “veterano” come te
A bientot,
roberto
Troppo auto contrast
Concordo pienamente!
Dopo parecchi rifiuti e parecchie delusioni, un mesetto fa ho deciso di riprendere in mano le foto rifiutate, analizzarle, capire l’errore (over-filtred, noise) e ricaricarle su istockphoto. Sono state accettate tutte.
Alcune foto le ho dovute ridimensionare, ovvero da “XLarge” le ho portate a “Large”, ma almeno ora sono online.
Ho ancora tanto da imparare e tante foto da caricare….Tenendo in considerazione gli errori e i rifiuti dell’inspector, ho imparato parecchie cose.
A presto.
Mauro
ciao a tutti,
condivido in pieno. Io ho imparato tantissimo da isp. Molto dalla fotografia digitale in generale (in minor tempo e con infinitamente minore spesa), ma tantissimo dalle foto rifiutate!
p.s. Giò complimenti per il sito!! …me lo ha segnalato il buon mmac72 proprio ieri e sto gironzolando qui e la’.. divertente!
ciao a tutti
Ottimo Giorgio il tuo articolo è scuola pura.
Tutti noi, più o meno veterani di istock, abbiamo un “virtuale” rapporto di amore/odio con gli ispettori e le loro decisioni.
Quante volte ci siamo istintivamente irritati per una foto rejected e poi, riosservandola con calma e leggendo le motivazioni degli ispettori, ci siamo ragionevolmente accorti che avevano ragione e che ragione!
Noi analizziamo accuratamente tutte le nostre rejection e, devo dire, molte volte le avevamo preventivate, però osare fa parte del gioco.
La scelta tra riproporle e lasciar perdere dipende molto da quanto “crediamo” in quella foto e da quanto sia difficile correggerla.
Diciamo la verità, ci divertiamo molto di più sul campo (esterni/interni) che dopo, durante la postproduzione.
Dalle rejection e dagli articoli letti abbiamo tratto una conclusione (certo non siamo i primi e nemmeno i secondi/terzi/quarti… ehehehehehe):
ottimizzare lo scatto/NEF/RAW/etc.
In interni scattiamo in tethered e le nostre rejection in questo campo sono basse, come i downloads eheheheheheh.
In esterno viene fuori la nostra appartenenza analogica ( risparmia sulle foto, ottimizza lo scatto, non potrai modificarla…) e la nostra appartenenza digitale (guarda l’istogramma, scattane un altra, beh questa si potrà aggiustare lavorandoci poco).
Ognuno segue il proprio essere, ma è indubbio che nel mondo della fotografia la curva di apprendimento non termina mai ed in istock forse dura anche un pò di più ehehehehehehe.
ciao ric
Secondo il mio modesto parere è giusto dire che rejection dovute a purple fringing , aberrazione cromatiche e noise non sempre si possono correggere con un po’ di sana postproduzione al pc. Spesso si deve fare il conto anche con l’attrezzatura che si ha a disposizione, volevo sottolinearlo perchè anche quella un pochino conta. Togliere il rumore ad una foto fatta con una canon 350d o nikon d70 è piuttosto difficile rispetto che toglierlo ad una foto fatta da yuri Arcur che scatta con una hasselblad da 50 Mpx.
Insomma è come pretendere che una macchina a benzina consumi quanto un diesel della stessa cilindrata..spero di aver reso l’idea.
Quindi morale della favola non si può pretendere troppo dalla propria macchina. Spesso una foto rejected non si può migliorare più di quello che già abbiamo fatto. Che io scatti con il cavalletto o senza con una reflex entry level il risultato non cambia necessariamente. Spesso se la scena è buia la foto verrà con molto noise e non c’è *neatimage* *noiseninja* che tenga, la foto non la caricherò.
Ciao Franck,
permettimi di non essere affatto d’accordo.
Ho scattato per due anni con una Canon 400D e più della metà delle foto che ho in portfolio sono scattate con tale reflex. Purple fridging e aberrazioni cromatiche nel 99% dei casi possono essere corrette utilizzando Lightroom e Photoshop. Non è un lavoro immediato, ma si riesce tranquillamente a farlo. Idem con il rumore. Il restante 1% se vogliamo essere fiscali lo risolvi facendo la foto in bianco e nero.
Scattare con una Hasselblad da 50Megapixel ti permette di risparmiare tempo. Ma con gli strumenti tecnologici che ci sono ora, non esistono difetti che non si possono risolvere.
E’ questa la differenza tra chi vende 100.000 fotografie e chi ne vende 1.000. La voglia di superare le difficoltà imposte dalla macchina digitale e quindi migliorare. Conosco fotografi che lavorano una settimana per proporre una fotografia.
Infine, un bravo fotografo sa quando può scattare una foto e quando no. Il problema non è tecnologico. Il problema è del fotografo. Se sai che con la tua reflex non puoi fare una lunga esposizione al buio da proporre ad iStock, non farla. Nessuno ti obbliga a proporre una foto che tecnicamente non è valida, solo perchè lo strumento che utilizzi non supporta la tua creatività… Se fosse il contrario ci sentiremmo tutti in obbligo di inviare foto scattate con l’iPhone e lamentarci perchè sono state rifiutate.
Il mondo è grande e vario. Le occasioni per fotografare non mancano, indipendentemente se abbiamo una reflex da 300€ o una da 10.000€
Buon lavoro!
Giò
Ciao
io uso ancora una vecchia 350D e ho imparato piuttosto bene a togliere il rumore ed evitare errori grossolani, sono anche riuscita a scattare degli interni nelle chiese della mia città niente male, usando le panche di legno al posto del cavalletto (perchè mi hanno vietato di usare il cavalletto!) e impostando bassi iso, per non parlare del purple fringing che spesso dipende dalle aberrazioni dell’ottica più che dal sensore, come dice qualcuno “quando si hanno pochi mezzi si devono avere buone idee, mentre quando si hanno molti mezzi ci sono poche idee…”
un saluto…
Ottimo articolo, condivido in particolar modo il quarto punto:
“devo diminuire il tempo che passo davanti a lightroom/photoshop, dopo una decina di fotografie inizio a commettere errori dettati dalla fretta, dalla stanchezza e dall’eccessiva confidenza che mi prendo, sicuro di non sbagliare mai”
Mi è capitato diverse volte di sbagliare, utilizzando erroneamente modalità batch su foto molto simili.
). Dopo le prime, ostinatamente ho provato a trovare conforto nel critique forum, e segnavo a croce nera chiunque criticasse negativamente le mie foto/illustrazioni. Ora ho imparato, sono tutti preziosi consigli! Grazie a loro, e alle indicazioni che gli ispettori scrivono manualmente nei rifiuti (splendida abitudine degli ultimi tempi) ho capito gli errori per correggerli nel migliore dei modi. Risultato… file accettati.
Posso dire onestamente che io ho imparato esclusivamente dalle rejection (oltre che dai consigli di Giò! non smetterò mai di ricordarlo!!
Ciò nonostante c’è da aggiungere una postilla a quanto detto. Un paio di volte, osservando i file caricati di recente, ho notato errori dell’inspector nell’accettarli. Un esempio: un fotografo di livello diamond caricò una foto raffigurante una lavagna di fronte ad una casa, scattata quindi all’aperto. Evidentemente sulla lavagna c’era scritto qualcosa…. perché era evidentissimo l’utilizzo del timbro clone di photoshop, dunque la lavagna aveva chiazze di gesso identiche qua e là. Mi è sembrato opportuno avvisare iStock, attraverso un ticket al Contributor relations, perché si potesse ovviare all’errore. Mi hanno ringraziato, la foto è stata cancellata e ricaricata correttamente dall’utente. Là per là mi sono sentita un po’ una “spiona”, ma mi rendo conto che invece ho semplicemente corretto un errore di un ispettore, che come qualsiasi umano a volte per la fretta (di cui sopra!) può sbagliare.
Quanto al commento di Frank, come Giò non sono assolutamente daccordo. Qualsiasi errore in postproduzione si può correggere, ma naturalmente la foto dev’essere stata scattata in buone condizioni di luce. Inutile scattare quando già a priori sai che anche se il soggetto è fenomenale la foto potrà avere problemi di noise o altro.
Giò…keep up the good work!
Ciao gio leggo con piacere i tuoi articoli come ti avevo gia scritto ora faccio parte pure io di istock e terrò bene a mente questo tuo articolo xchè sicuramente nelle prime 15 foto caricate ce ne saranno di rifiutate!!! e starò attento a controllarle come si deve e a riproporle…
Max
Ciao Gio,
grazie per gli articoli e soprattutto per questo: proprio recentemente stavo effettuando esattamente le steaae considerazioni che tu hai enunciato così bene ed in maniera veramente completa.
) ricaricando le immagini corrette e ricorrette.
Il detto che si impara dai propri errori è quantomai appropriato specialmente si iStock.
Iniziai la mia “avventura” su microstock poco più di un anno fa, con nessuna esperienza.
I primi rifiuti mi sembrarono sbagliati, eccessivamente duri. Ho perseverato (a volte anche troppo
A distanza di pochi mesi, le immagini storiche mi sembrano a volte una “ciofeca”. Venendo dall’analigico, mi sento di dire che m’ha aiutato più iStock ed i bravissimi ed intransigenti ispettori a migliorarmi e fluidificare il mio workflow piuttosto che i tanti libri e riviste di fotografia che divoro.
Comcordo con Gio e Piccerella: ogni – e ripeto OGNI – corpo macchina è in grado di tirare fuori immagini bestseller, basta sapere come scattare, impadronendosi delle necessarie tecniche prima e dopo lo scatto.
Con studio e pratica si impara come:
1) evitare il micromosso
2) ridurre al minimo gli errori d’esposizione
3) minimizzare il rumore
4) fuocheggiare accuratamente
5) inquadrare ciò che conta!
Tutta la fase di sviluppo e fotoritocco che viene dopo è altrettanto importante e qui Lightroom si rivela il miglior amico del fotografo, spesso addirittura sostituendosi in toto al fratello maggiore CS4.
Ciao
Birzio
…eppure ci sono fotocamere che “fanno rumore” anche a 100 ISO in pieno sole…..La d200 mi ha dato da penare per questo, tutto bene nelle luci, ma le ombre…..parliamo tuttavia di rumore che un ispector ti segnala con un rifiuto, ma se tu stampi 30×45 non vedi nemmeno un poco, perchè tutta questa pignoleria?
comunque in effetti non è quasi mai necessario che il file sia XL, si perde qualcosa come royalty, ma si vende la maggior parte del vendibile….
Immaginavo che il mio intervento avrebbe suscitato un po’ di disaccordo, ricordavo infatti un articolo di qualche giorno fa dove Giorgio parlava del suo viaggio in Marocco proprio con una 400D, che non gli ha dato certo dispiaceri, fotograficamente parlando. Sicuramente alla fine il succo di quello che volevo trasmettere è arrivato, ovvero
@gioadventures
*Infine, un bravo fotografo sa quando può scattare una foto e quando no.*
Ovvero, il fotografo sa anche quanto post produzione sa fare e quanta gliene serve per far si che una immagine sia accettabile. Anche conoscendo i propri limiti (con la reflex in mano o davanti al pc) si può migliorare.
Solo conoscendo i propri limiti si può migliorare. Una foto rifiutata ti fa vedere dove è il tuo limite e te lo fa spostare un pò più in la
Ciao Giorgio, avrei una domanda: ho delle foto in attesa di essere valutate, ma mi sono accorta che, per un motivo o per un altro, non vanno bene e mi verrebbero sicuramente rifiutate. Vorrei cancellarle e ricaricarle corrette.
Purtroppo però il sistema non me lo permette: clicco su annulla, confermo che voglio cancellare la foto e questa è la risposta “Il file è attualmente in fase di elaborazione. Attendi e riprova più tardi.” Ho provato ieri e stamattina… Le foto sono state caricate ieri mattina.
Come posso fare?
Grazie e a presto!
Anita
Significa che sono giá state assegnate all’inspector. Credo che non ci sia nulla da fare, prova a spedire una email ad artists@istockphoto.com magari si puó intervenire in extremis
Ah dai.. accidenti che efficienza!! E vabbè è andata così, metterò in conto almeno due rifiuti, ma non è certo una tragedia.
Grazie, ciao ciao