Intervista ad Antonio D’Albore – 2

3 December, 2009
By gioadventures

Anto_smallEcco la seconda parte dell’intervista ad Antonio D’Albore!

Torniamo a parlare di microstock… quanto tempo dedichi ad iStock?
Quanto tempo? Dipende dal progetto, dal soggetto e dalle idee che mi vengono in mente… Ad esempio per una sessione in studio sulle valute asiatiche e mediorientali che ho realizzato la scorsa estate ho lavorato quasi non stop per una intera settimana. Altre volte invece quando sono in giro per eventi o in viaggio realizzo generalmente un mix tra immagini RF e RM: occorre comunque estrema concentrazione e focus sul lavoro perché come anche tu sai uno stesso soggetto a seconda di come lo si fotografa può avere un valore concettuale, rappresentativo o altro ancora… Dopo lo scatto, dedico molto tempo alla fase di selezione degli scatti eliminando senza pietà le immagini non perfette ed ulteriore tempo lo dedico alla fase di elaborazione dei files raw. Non mi piacciono i fotomontaggi e le modifiche estreme alle immagini e sono capace di trascorrere mezza giornata a processare centinaia di varianti della stessa immagine fino a quando non ottengo il risultato desiderato.

Cosa ti ha spinto ad accettare l’esclusività?
Ho deciso di puntare all’esclusività sin dall’inizio perché credo che il package offerto da iStock sia uno dei pochi dell’industria che permette di concentrarsi sulla produzione delle immagini senza dover dedicare troppe energie alla promozione. Le statistiche di visita dei siti Getty sono sempre ai primi posti nelle classifiche della rete ed altre piccole ma importanti attenzioni, come i biglietti da visita personalizzati, rendono l’offerta davvero insuperabile.

Nikon o Canon? DeepMeta oppure upload web? Windows o Mac? Teleobiettivo o grandangolo? Zaino o borsa a tracolla?
Nikonista da sempre ma potrei tranquillamente lavorare con Canon, in fondo sono solo pezzi di metallo, silicio, vetro e plastica che solo nelle mani di un abile fotografo producono grandi immagini.
Amo le ottiche fisse, in modo particolare i Nikkor Micro ed i grandangoli spinti per la montagna o l’architettura. Per l’illuminazione in studio ho invece scelto flash della Elinchrom.
Processo, archivio ed invio con DeepMeta su PC, anche qui per ragioni storiche, essendo esperto di informatica trovo più divertente assemblare da me la workstation selezionando i singoli componenti piuttosto che acquistarne a scatola chiusa in negozio e poi… chi l’ha detto che i Mac sono più veloci dei PC??? Monitor ovviamente Eizo!
Per il reportage ed eventi dove ho bisogno di velocità operativa lavoro con una soluzione mista: corpo e lenti sono in una borsa LowePro a tracolla, mentre in uno zaino tengo flash, batterie di ricambio, kit pulizia, flashes e piccoli stativi.
In montagna le cose cambiano in quanto occorre confrontarsi con le condizioni meteo e con il tipo di percorso che si intende percorrere. Diciamo che in linea di massima per gite giornaliere trasporto tutto in un LowePro Super Trekker II mentre per trekking di più giorni l’attrezzatura è distribuita negli appositi borselli LowePro che fisso esternamente allo zaino. In un piccolo marsupio fotografico tengo invece il corpo ed un’ottica zoom medio tele.

Consigliaci qualche fotografo o illustratore di cui apprezzi particolarmente il lavoro?
Ce ne sono così tanti di bravi su iStock!! Mi piace l’ironia di Orbon Alija (Alija), la freschezza di Nick Kahle (4FR) e gli incredibili animali di Eric Isselèe (GlobalP).

La tua parola chiave preferita?
Outdoor!

Qualche consiglio per il futuro del blog?
Ben pochi davvero! In breve tempo, grazie al grande lavoro che stai facendo, Giorgio, il tuo blog sta diventato un punto di riferimento del microstock in Italia.

Grazie Antonio per esserti sottoposto alle domande di “un italiano su iStock” e un grande in bocca al lupo per il tuo futuro!
Grazie a te Giorgio e continua così che il tuo blog è davvero fortissimo!

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One Response to “ Intervista ad Antonio D’Albore – 2 ”

  1. piccerella on 3 December, 2009 at 16:18

    Sentendo parlare Antonio capisco quanta professionalità mette nel suo lavoro… testimoni sono i tuoi scatti. Complimenti, continua così!

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