Intervista ad Antonio D’Albore – 1
Viaggiatore, fotografo ed esploratore...
Oggi usciamo dai canoni tradizionali del microstock e dedichiamo l’intervista di questa settimana ad Antonio D’Albore (antoniodalbore) che sta dedicando moltissime energie al progetto iStock, con un portfolio di oltre 2000 immagini! E’ sufficente dare un’occhiata al suo sito web (www.antoniodalbore.it) per notare che ci troviamo di fronte ad un fotografo di microstock per così dire “anomalo”. Poca fotografia di studio, poco fotoritocco, ma una grande varietà di luoghi da tutto il mondo. Antonio è un viaggiatore, esperto del mondo asiatico.
Ciao Antonio, grazie per aver accettato di sottoporti alle domande di un italiano su iStock! Dai parliamo un pò di te. Fotografo, viaggiatore, avventuriero, come ti definisci?
Ciao Giorgio e grazie mille per l’intervista! Personalmente mi definisco un fotografo esploratore, uno che ama viaggiare indipendente senza troppe comodità.
Ti sei avvicinato al microstock da poco meno di due anni, ma hai anche esperienza di fotografia di stock tradizionale Rights Managed. Quali sono le differenze principali, su quale dei due settori stai concentrando le tue energie?
Si, è vero, ho cominciato a commercializzare le mie immagini tramite agenzie RM e continuo a farlo per tutte quelle produzioni o immagini che non rientrano nel RF.
Ho iniziato col microstock quasi per gioco, non ricordo esattamente dove, ma su di un forum online lessi della crescita di questo segmento di mercato RF e così, senza pensarci più di tanto mi iscrissi ad iStock e cominciai ad inviare alcune immagini, quasi a caso, prelevate dal mio database che allora contava circa 8000 immagini. Così, incoraggiato dai risultati positivi dei primi mesi, ho continuato ad arricchire il mio portfolio sia con immagini già in archivio che con apposite produzioni.
Per me non è stato né facile né indolore riuscire a passare dal consolidato bagaglio stilistico e di approccio delle produzioni di reportage RM a quelle RF richieste da iStock. Ho impiegato più di un anno ad analizzare gli innumerevoli rifiuti degli ispettori ma credo di essere finalmente arrivato ad un buon livello. Negli ultimi mesi sono riuscito a far accettare circa il 95% delle immagini proposte.
Hai moltissime foto provenienti dall’Asia. Hai una passione particolare per questa parte del mondo. Dove sei stato fino ad oggi? Viaggi in questi luoghi sempre per progetti fotografici?
L’Asia mi attrae ed affascina in maniera particolare e l’estrema varietà di culture mi permette di mettere sempre in discussione quella in cui sono nato, ovvero quella europea e di sviluppare nuove forme di pensiero e di stile di vita.
Luoghi in Asia ne ho visitati davvero tanti, dalle Alpi Giapponesi al Deserto del Takalamakan, dalle foreste tropicali Indonesiane ai siti archeologici Indiani, dalla Grande Muraglia Cinese ai Villaggi Tailandesi. In futuro spero invece di avere la possibilità di visitare (e fotografare ovviamente…) il Buthan, Laos e la Corea del Nord.
Oltre all’Asia è palese la tua grande passione per le montagne… quali sono le tue mete preferite in questo senso?
Amo i percorsi solitari, selvaggi, lontano dalle mete turistiche. Camminare sotto la pioggia, dormire in tenda durante una bufera di neve o correre nel fango sono tutte cose che mi scrollano di dosso lo stress e mi danno una enorme carica per affrontare le settimane solitamente frenetiche oltre che fare da location per le mie foto di natura.
Si conclude qua la prima serie di domande per Anotnio, non perdere la seconda parte dell’intervista che sarà pubblicata fra due giorni.


Antonio é un fotografo con una grande sensibilitá che gli deriva dall’amore per la natura e da una grande profonditá di spirito.