Intervista a Francesco Biondi
Francesco é un artista emergente dell'area audio
Spazio ad un’altra intervista che ci permette di cambiare radicalmente settore, dalla fotografia facciamo un salto triplo dentro la musica ed intervistiamo Francesco Biondi (bononiasound) artista di iStockAudio. Francesco la settimana scorsa ha avuto l’onore di essere il primo italiano ad essere scelto per la traccia audio della settimana… non potevamo lasciarcelo sfuggire.
Ciao Francesco, grazie per aver accettato l’invito. Sei il primo italiano a conquistare la ribalta nella sezione audio di iStock e sei anche il primo “non fotografo” ad essere intervistato da un italiano su iStock. A quanto pare ti sei avvicinato ad iStock solo ed esclusivamente per l’audio, quindi hai un background completamente diverso dal classico iStocker. La musica é la tua professione ufficiale? Di cosa ti occupi e dove é la tua “base” in Italia?
Ciao Giorgio. Sicuramente negli ultimi anni la musica ha acquisito uno spessore sempre maggiore all’interno della mia vita professionale: insieme ai concerti live, alla didattica musicale e a qualche saltuaria produzione su commissione, quella del iStock è solo la più recente delle attività correlate a questa mia passione. A questa passione si concilia spesso favorevolmente il mio impiego principale presso un’agenzia di organizzazione eventi.
La mia sede operativa è a Pieve di Cento, un paesino del bolognese, dove ho adibito parte della mia camera a studio di home recording: è facile intuire la confusione e l’ingombro di cavi e tastiere con cui spesso mi trovo a convivere.
Come hai scoperto iStockaudio, quale é la tua prima impressione e quali sono le tue aspettative per il futuro?
Conoscevo il sito iStockphoto da tempo, perché avevo acquistato un po’ di materiale grafico per qualche evento di lavoro, ma è stato solo pochi mesi fa che ho notato questa divisione interamente dedicata ai contenuti audio: è stata per me un’enorme sorpresa, perché da tempo ero in cerca di una vetrina che in qualche modo valorizzasse i miei lavori musicali e favorisse l’ispirazione per produrne dei nuovi.
Al momento sto ancora valutando le possibilità di mercato di questo microstrock: spero che un target sempre maggiore, sulla scala di quello del mercato per i contenuti grafici, si accorga delle risorse e dei vantaggi commerciali offerti da una music library come quella di iStockaudio. Nel frattempo, le idee e gli spunti per nuove proposte musicali sono tante, mi manca un po’ il tempo per metterle in pratica.
Il tuo portfolio ha giá piú di 20 tracce audio (in poche settimane) e sono tutte un piacere da ascoltare. Come sei organizzato e come realizzi le tue tracce audio? Quali sono le tempistiche per realizzare una traccia audio?
In un’ottica commerciale potrei dire che il miglior risultato è quello ottenuto nel più breve tempo possibile e con il minor dispendio di energie, ma in realtà mi ritrovo sempre a investire tempo per il labor lime sul prodotto finale: cura del suono, soluzioni melodiche e quant’altro. Bisogna comunque partire con un’idea iniziale sufficientemente definita e cercare di non farsi deviare troppo dalle sperimentazioni (per quanto tentazione spesso irresistibile). Una buona soluzione è quella di lavorare su varianti dello stesso brano: in fondo è l’equivalente di un fotografo che prepara un proprio set fotografico su cui poter collezionare una serie di scatti alternativi. Al momento comunque la mia linea di lavoro mi impone mediamente di investire dalle 5 alle 10 ore su un brano di grado “elaborato” (25 crediti).
La tua traccia audio della settimana é uno splendido “motivetto” anni 50, con tanto di cori reali. Ne hai realizzata una serie completa… da dove nasce l’ispirazione?
Stavo pensando a una musica che ispirasse il senso dell’appartenenza domestica, dell’innocenza, dei valori tradizionali legati alla famiglia. Ne sono venute fuori queste varianti che ricordano un po’ lo stile americano doo-wop anni cinquanta, qualcosa tipo Ben E. King o Perry Como, il quale mi ha ispirato una versione fischiettata del mio brano (ricordate il fischiettio irresistibile di Magic Moments?). Ascoltandola mi vengono in mente le immagini di certe commedie americane ambientate in quegli anni, quasi come sfogliare un vecchio album di foto-ricordo: i primi amori, gli sguardi tra vicini di banco, la vita di provincia; quasi una lettura vintage dell’universo teen. Non è che un puro cliché stilistico-musicale, ma sto già pensando ad arricchire la collezione con nuove varianti. Spazio ad un’altra intervista che ci permette di cambiare radicalmente settore, dalla fotografia facciamo un salto triplo dentro la musica ed intervistiamo Francesco Biondi (bononiasound) artista di iStockAudio. Francesco questa settimana ha avuto l’onore di essere il primo italiano ad essere scelto per la traccia audio della settimana… non potevamo non fargli qualche domanda.
Io non sono un esperto del settore audio e l’ho l’impressione che assegnare le parole chiave sia un lavoro piuttosto difficile, tra tempi, ritmi, generi, ecc. Che ne pensi?
Non è facilissimo e spesso non sono soddisfatto dell’indicizzazione che attribuisco a un brano, molte parole-chiave mi sembrano inadeguate. Per di più la velocità di un brano (bpm) è spesso relativa: a volte basta una percussione che doppi ritmicamente il tempo lento di un brano a dare un senso di movimento più sostenuto e ballabile (si pensi alla bossa-nova). Anche il discorso dei generi diventa difficoltoso quando sappiamo che nella musica contemporanea è tutta un’ibridazione di stili e l’attribuzione a una categoria precisa può finire per trascurare tutto un meticciato sonoro che ne è alla base. Per questo nell’indicizzare un brano preferisco affidarmi a concetti ben definiti, oggetti concreti, sentimenti palpabili e immagini sinestesiche: la musica ha questo potere, si pensi alle coltellate di Psycho rese da Bernard Herrmann attraverso uno staccatto di violini sul registro acutissimo.
Come ti trovi con il processo di approvazione? Hai molti rifiuti?
Per ora il mio rate è abbastanza buono, i rifiuti che ho avuto erano tutti giustificati e ho provveduto a sistemare i file che non andavano bene.
mp3 o vinile? chitarra elettrica o classica? orchestra o musica elettronica?
Potrei restringere queste opzioni ad un unico aut-aut: strumenti reali o virtuali? Credo che questa sia l’opzione cruciale nelle mie produzioni come in quelle di tanti altri. Oggi esistono plug-in in grado di simulare molto bene il suono di uno strumento acustico o elettrico: un virtual-instrument consente un enorme risparmio di tempo e di risorse umane (come potrei mai pensare di ospitare in camera mia dieci persone per creare una sezione archi? Dove trovare un virtuoso del sitar?). Spesso però l’immediatezza degli strumenti virtuali non raggiunge il calore di uno strumento reale: è per questo che bisogna fare un compromesso. Io cerco sempre di unire elementi reali a strumenti virtuali all’interno di una produzione, come nel caso del motivetto anni ‘50 dove ho sovrainciso la mia voce diverse volte ottenendo un risultato impensabile con i normali virtual samples. Altri strumenti reali che ricorrono nelle mie produzioni sono: pianoforte, piano elettrico, chitarra acustica e classica, percussioni di vario genere.
Sei su iStock da poche settimane, forse non hai fatto in tempo a seguire gli altri artisti, ma cé qualcuno che ti ha colpito in particolare?
In realtà basta farsi un giro nel sito e rimanere folgorati ad ogni passo dalla varietà e dalla ricchezza delle risorse proposte dagli utenti. Per me è soprattutto un continuo stimolo a produrre tanta nuova musica. Tra i vari artisti che ho incontrato mi ha colpito in particolar modo LLMillerMedia: ha una metodicità invidiabile nel proporre contenuti audio e inoltre l’enorme successo di alcuni suoi file è giustificato dall’ottimo compromesso strutturale che ha trovato nella composizione, producendo brani che si adattano perfettamente ad un’infinità di contesti.
La tua parola chiave preferita?
“Cinematic”, è buffo perché mi capita spesso di immaginare una colonna sonora per i diversi momenti della giornata, quasi a dare uno spessore cinematografico alla mia quotidianità.
Qualche consiglio per iStockAudio e per questo blog, di cui forse non conoscevi nemmeno l’esistenza?
Per quanto riguarda iStockAudio auspicherei una maggior diversificazione nei gradi di credito, magari passare da quattro a sei classi per meglio differenziare i contenuti proposti, anche se mi rendo conto che l’assegnazione diventerebbe forse un po’ più soggettivamente problematica.
Per quanto riguarda il blog faccio i miei complimenti e ringrazio per lo spazio che mi è stato concesso: il mio invito è quello di mantenere sempre accesa una piccola luce su questo “reaparto-audio” in forte crescita.
Grazie a Francesco per essersi sottoposto a questa intervista e ancora complimenti per la traccia audio della settimana!





La serie Life in the 50’s e’ stupenda!! mi ha rallegrato lo start-up quotidiano.
Sarebbe bello per i contributors poter linkare le foto e tracce audio …si potrebbe avere una colonna sonora per i fotografi o un commento visivo per i compositori…
Bravo Francesco, complimenti!
Giuro… un portfolio da ascoltare assolutamente! Solo una cosa non ho capito… Francesco è Giovanni e Giovanni è Francesco o siete fratelli?
Un altro italiano come artista del suono del mese….è piccadillyCircus …
spero di non aver per sbaglio svelato il nome della prossima intervista!
ehi… ma stai parlando di me? Grazie franckreporter, sempre a disposizione.
e bravo Francesco! è bello sentire che veniamo riconosciuti anche se siamo tra i pochi italiani su istock.
Buon lavoro a tutti
Lorenzo
ops..errata corrige del mio sito web e email… sorry ragazzi.. ho dormito poco per twittare su istock10..