Intervista a Valentin Casarsa – parte 1
Oggi superiamo i confini nazionali e atterriamo in Slovenia dove troviamo Valentin Casarsa (casarsa), che si capisce dal nome ha chiare origini italiane. A mio modesto parere Valentin é uno dei migliori artisti di iStockphoto e per me é un grande maestro. L’ho conosciuto a Malta nel corso della Lypse del 2008 e per me é stato fonte di grandi insegnamenti. É sufficente dare un’occhiata al suo portfolio per capirne lo stile unico e la capacitá di giocare con le luci.
Ciao Valentin, grazie per aver accettato l’intervista di un italiano su iStock. Partiamo dalle tue origini, come sai questo blog é dedicato agli italiani che si affacciano al microstock… ma anche tu se non sbaglio sei “mezzo italiano”?
Vero. Mio nonno era di Udine, mio papá di Staranzano. Due amici italiani facevano la corte a due sorelle slovene, e alla fine se le sono sposate. Parlo di mio papá e mia mamma. La nostra famiglia ha continuato a vivere in Slovenia, mentre mia zia é andata a vivere in Italia. Io vivo praticamente al confine con l’Italia, e per me la duplice realtá, cultura e lingua facevano e fanno sempre parte della mia vita.
Ti occupi anche di altro nell’ambito della fotografia oppure iStock é diventato il tuo lavoro principale? Hai organizzato delle mostre fotografiche in Slovenia, quando la prossima?
Potrei occuparmi di altro. Ho finito gli studi all’universita di Ljubljana in Ingegneria elettronica, peró non ho mai svolto un lavoro nell’ambito delle mie preparazioni scolastiche. La fotografia é entrata nella mia vita abbastanza presto. É sempre stata importante, peró non me ne rendevo conto, finché un giorno ho deciso di comprarmi la mia prima macchina fotografica. Da li in poi é stato amore a prima vista. Facevo il freelance prima di scoprire iStock. Sapevo dell’esistenza degli archivi stock di foto, peró non essendomi mai inoltrato in questo mondo era solamente una cosa che facevano gli altri.
Un bel giorno ho ricevuto una richiesta per fare da editor e non da fotografo, cioé di ricercare la foto giusta per un cliente che aveva troppe richieste per riuscire a realizzare un servizio su comissione. Ricercando sul web, ho trovato questo sito, con foto di qualitá, ma ad un prezzo ridottissimo. Abbiamo soddisfatto le esigenze del cliente, ma piú di questo, mi ricordo di essermi detto: “Cavolo, ho tantissime foto che potrei mandare su questo sito (iStock). Non era il prezzo di vendita a convincermi, ma il numero di foto che tramite questo sito alcuni fotografi riuscivano a vendere con un contrato RF. E talvolta vedendo e conoscendo i prezzi del mercato per le richieste su comissione, si poteva guadagniare molto di piú tramite vendite RF. Ho deciso di provarci ed oggi eccomi qua. Non tornerei indietro per nulla al mondo. iStock e diventato il mio unico ambito nella creazione fotografica commerciale. Con minime partecipazioni fuori da questo contesto, giusto per confermare la regola.
Un altro aspetto della mia fotografia sono le mostre. Credo un po tutti abbiano approcciato alla fotografia prima come passione, che poi se accompagnata con un pizzico di fortuna si trasforma in un lavoro professionale. Ho cercato sempre di non dimenticarmi la vocazione, di ascoltare la piccola vocina interiore, che non ti da tregua e ti fa lavorare piú del dovuto. La fotografia non era e non é per me un lavoro, é solamente una passione. Mi reputo fortunato di poter commercializzare questa mia passione e di poter continuare a creare. Le mostre fotografiche rispecchiano questa volontá. Sono l’essenza della passione rivolta a se stessa. Dove l’unica cosa che importa é trasmettere e godere del fatto di poter creare.
Se non sbaglio la tua carriera nel microstock é stata velocissima, sei prima diventato inspector e ora sei un Administrator. Di cosa ti occupi, se si puó svelare il segreto…
Velocissima, tu credi,.he he he . Non lo so, a me pare che vada pure piano. He he he . Mi sono pure preso una bella pausetta prima di diventare esclusivo. Cioé non ho aderito subito quando potevo. Poi vedevo altri amici diventare inspector… insomma non la vedrei tutta cosi in discesa he he he . Sí, c’é una scaletta di cose da riuscira a fare prima di diventare inspector e poi administrator. Con un lavoro costante, con caparbietá, con creativitá e tante altre cose, ci si puó cucinare questo minestrone di sucesso. Non reputo che la chiave verso l’ascesa sia solo una, ma piuttosto un insime di valori personali che si presentano bene assieme. É come un accordo sulla chitarra, dove il suono viene creato con un’armonia dei toni singoli.
Il mio ruolo di admin sta prendeno forma in questi giorni. Potrei dire che nel ambito di questo badge faccio l’editor per la collezione Vetta. Poi saranno aggiunti altri ruoli, che sono stati presentati ad Istanbul, potrei essere il trainer dei nuovi inspector.
In qualitá di inspector, quali sono gli errori che vedi piú spesso nelle fotografie che ti vengono sottoposte? Cosa consigli a chi inizia ora?
L’errore é anche il principale metodo di apprendimento. Chi non fa errori o ha smesso di farli si é fermato. E chi si frema é perduto. Come ispector devo valutare la foto tramite criteri tecnici. Ongni che volta la foto viene rifiutata, il fotografo ne viene al corrente con una nota scritta. Io spero per lui, che da questo possa trarre insegnamento. Ci sono tanti fotografi, che dopo un pó di tempo, rivedono il rifiuto come una cosa positiva !?, ed é questo il vero ruolo del inspector. Educare i fotografi su iStock ad essere e produrre sempre meglio.
I primi rifiuti sarano quasi sempre delle ragioni differenti. Peró con il tempo si impara a vedere gli sbagli ad evitarli oppure correggerli prima dell’upload.
Peró ci sono un paio di errori che persistono pure nel tempo e nell’esperienza di tanti fotografi. Io credo soprattutto che la causa sia andare troppo veloci. Una confidenza magari un pó esagerata. Sono i purple fringing, la pasterizzazione nei blu del cielo, un sensor spot non visto. Sí, mancanze piccole che peró quando rifiutate vogliono e devono solamente invogliare il contributor ad essere sempre piú preciso, professionale, e crescere come fotografo professionista.
A chi inizia consiglio di vedere ogni rifiuto come un’opportunita di imparare. Oggi il know how, si paga, noi lo diamo gratis. E poi consiglio di riguardare sempre le foto al 100% della risoluzione prima dell’upload.





Valentin… ce biele ànime!!
mandi ninìn
Ustrica!! che SuperGuest! un colpaccio.!!!
Ecco chi e’ che mi sega sempre le mie foto per la Vetta collection…
Marco… e’ colpa della Nikon
non te la prendere con Valentin…
sarebbe bello conoscere in modo approfonditi i criteri di bocciatura di tante foto
Mi sa che la colpa non e’ ne’ di mamma Nikon ne’ di Valentin… sono proprio le mie foto.
…facciamo una prova… ci vediamo per un drink analcolico… ti presto la Canon e fai 10 foto…. se vanno subito su Vetta cambi Brand
molte volte purtroppo il commento degli inspector non aiuta esattamente l’apprendimento… a noi capita spesso ci venga detto overfiltered senza specificare più precisamente il problema, e non è sempre facile immaginarsi dove potrebbe essere la magagna… immagino però che sia anche una questione di tempo per questi poverini che avranno moli enormi di immagini da valutare!
Sì a volte il motivo va interpretato, del resto probabilmente l’inspector valuta migliaia di immagini è da capire il fatto che non ci siano grandi descrizioni.
Sta al fotografo capire i propri errori e cercare di non commetterli più, c’è anche da dire che però (specie nelle prime fasi di apprnedimento) capita di ricevere delle descrizioni più dettagliate ed esplicative. Ricordo alcune volte nei primi mesi su iStock dove l’inspector mi inviò persino una porzione di immagine allegata alla mail dove mi spiegava il motivo dell’errore… chiaramente è capitato una volta e quando in seguito ho ricommesso lo stesso errore non mi aspettavo di ricevere nuovamente la stessa spiegazione.
Io sicuramente rientro nella categoria dei “frettolosi”, dopo 3 anni di rifiuti penso di aver “esplorato” più o meno tutti i problemi eppure per mancanza di precisione o per fretta a volte ci ricado… ma come ha detto Valentin, l’errore è il miglior modo per imparare.
Non puoi paragonare il tuo mostro di Canon con una Nikon D80. Per il drink sei un po’ fuori mano…
la porzione della foto me l’ha mandata anche a me una sola volta mesi scorsi, poi mai più accaduto