Intervista a Marco Busca Prandina – parte 1

3 November, 2009
By gio

ilbuscaQuesta settimana intervistiamo Marco Busca Prandina (nickname ilbusca), che ha iniziato a girare dalle parti di iStock nel 2006, qualche mese prima di me e che ormai con un portfolio di oltre 2000 fotografie é uno dei fotografi italiani su iStock piú affermati. Ciao Marco, grazie per aver accettato l’invito di un italiano su iStock. Partiamo dalle cose pratiche, non sei un fotografo professionista e vivi nel Regno Unito, nella cittá dei Beatles. Cosa ti ha portato a vivere a Liverpool?

Grazie a te, Giorgio, e’ un piacere per me risponderti. Sono finito a Liverpool nel 2007 perche’ Benitez, l’allenatore del Liverpool FC, stava cercando un sostituto per Sissoko e mi aveva promesso un posto da titolare a centrocampo. Poi hanno confermato Mascherano e visto che non volevo fare la fine di Suazo all’Inter ho deciso di cominciare un dottorato in ingegneria meccanica alla University of Liverpool, dove sono attualmente ricercatore. Il mio contratto finisce a dicembre, non so dove saro’ a gennaio.

Non ti reputi un professionista, ma il tuo sito personale farebbe pensare il contrario… come hai conosciuto iStock e la passione della fotografia dove é nata?

Non sono assolutamente un professionista, davvero. Oserei dire che sono un ignorante della fotografia dal punto di vista tecnico e artistico. Credo che il mio relativamente alto numero di downloads su istock sia dovuto piu’ che altro ad un buon occhio e alle dimensioni del portfolio. Piu’ che un fotografo di stock, preferisco definirmi un “fotografo di lucro”, nel senso che punto ad ottimizzare il rapporto “sbattimento/guadagno” al massimo riducendo al minimo le attrezzature costose, i modelli e la post-produzione.

La passione della fotografia e’ nata quando ho provato ad usare una vecchia macchina fotografica di mio padre, una Mamiya binoculare 6×6cm. La qualita’ delle foto prodotte con quella macchina e’ sorprendente, ma pesa quanto un bambino di otto anni obeso. Quindi mi comprai una Pentax con una lente 50mm e cominciai a fare foto con continuita’. Il motivo principale era, ovviamente, cercare di fare il figo con le ragazze avendo un hobby da artista intellettuale incompreso. Tecnica di seduzione che non funziono’, comunque, ma mi diede parecchie soddisfazioni personali.

Per quanto riguarda Istock, devo ringraziare pubblicamente un altro italiano, “lopurice“, che conoscevo per motivi di lavoro. Essendo lui un rappresentante di una ditta di torni automatici, come ogni venditore che si rispetti conosceva tutti gli argomenti preferiti per chiaccherare con i clienti per entrare in confidenza e piazzare la vendita in seguito. Con me poteva usare la Juve o la fotografia. Siccome c’era aria di calciopoli, ha scelto di introdurmi ad Istock.

Passiamo al tuo portfolio. Non é difficile capire che hai una passione per le insegne delle banche. Hai trovato un buon modo per non svaligiarne una e comunque farle fruttare. In generale si nota che ti affascinano i dettagli e appunto le scritte… come le realizzi? Fai delle usicte programmate o semplicemente esci e fotografi tutto quello che ti capita?

Sin da bambino ho sempre avuto una passione smodata per le insegne delle banche. Gli altri bambini compravano le Hot Wheels mentre io chiedevo il Lego della banca. Buttavo via tutti i pezzi e tenevo l’insegna. Non capisco questi fotografi che vanno in Amazzonia, Madagascar, Nuova Zelanda ma soprattuto a San Francisco quando potrebbero uscire a fotografare quelle splendide insegne. Sono comunque anche appassionato di altre categorie importanti come i cartelli “CLOSED”, i bivi e le cassette della posta inglesi. Senza sottovalutare l’importante ruolo fornito al mio portfolio dai negozi di scarpe.

Scherzi a parte, se guardi attentamente il mio portfolio noterai che il 90% delle foto sono dettagli presi dalla strada. In effetti faccio proprio cosi’: esco e cammino per la mia citta’, solitamente con uno o due obiettivi, e fotografo tutto quello che mi capita. Ma proprio tutto. Cosi’ c’e’ il giorno fisheye, il giorno macro, il giorno wideangle e il giorno 35mm f2 (il mio preferito). Poi torno a casa e decido cosa puo’ essere vendibile e lo carico su istock. Sono sempre sorpreso da cosa vende e cosa no. Spesso ho creduto di aver fatto una foto bellissima per poi scoprire che nessuno la comprera’ mai, mentre altre volte ho caricato foto che mi sembravano quasi insignificanti ed hanno avuto un successo smisurato. La mia top seller consiste in una gru con due edifici in costruzione fotografata mentre camminavo in centro, senza cavalletto e con l’obiettivo standard in dotazione con la macchina. 1420 downloads. Mi sento quasi in colpa quando vedo certi professionisti con attrezzature spaventose che hanno meno downloads di me. Credo pero’ anche che alcuni clienti abbiano bisogno di questo tipo di foto piu’ “reali” e meno costruite.

Canon o Nikon? Ombrello o impermeabile? Bicicletta o automobile? Everton o Liverpool? Windows o Mac? Pizza o fish’n'chips? Cane o gatto?

Ovviamente Nikon. Principalmente perche’ il laccetto giallo e nero e’ molto piu’ bello di quello della Canon rosso bianco e nero e poi, come ho detto in precedenza, preferisco le macchine veloci, ergonomiche e robuste. Dopo essermi trovato molto bene con la D70 ed averla distrutta, sono passato alla D80. Come vedi non sono macchine professionali. Preferisco spendere in obiettivi piuttosto che in sensori che in pochi anni diventano obsoleti. Trenta anni fa compravi una macchina per la vita, adesso si cambia ogni 2 anni e io non posso permettermi 2000£ per volta. Altrimenti che fotografo di lucro sarei? Sto comunque aspettando il seguito della D700 e ci sto facendo un pensierino.

Non uso ne’ l’ombrello ne’ l’impermeabile. A Liverpool si prende l’acqua in testa con fierezza. E non uso ne’ la bicicletta ne’ l’automobile. Abito in centro e arrivo al lavoro e ovunque mi interessi a piedi. Tifo Liverpool ma seguo piu’ la serie A della Premier League. Qui a Liverpool il calcio e’ una religione, peggio che in Italia.

Ho un po’ paura a dire su questo blog seguito da tantissimi fotografi che uso Windows. Il fatto e’ che considero i Mac un po’ sopravvalutati e costosi, sebbene riconosco che siano molto ben costruiti. I miei amici designers o fotografi dicono che sono piu’ veloci e non si bloccano mai. Forse e’ vero, ma io con la meta’ dei soldi mi sono comprato un Sony Vaio con 4 Giga di RAM che, pur avendo Vista, e’ velocissimo e quando per lavoro (quello vero) devo usare software da ingegnere come Matlab o Autocad non fa una piega. E il nuovo Monkey Island funziona bene. Cosa mi serve di piu’?

Ovviamente pizza. L’Inghilterra ha un mucchio di pregi ma il cibo italiano non ha rivali. Ah, poi odio i gatti. Sono pure allergico al loro pelo. Il cane e’ uno stupido amicone fedele, mentre il gatto e’ un intelligente parassita opportunista. E’ come scegliere tra Joey di Friends e Begbie di Trainspotting.

Leggi la seconda parte dell’intervista!

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11 Responses to “ Intervista a Marco Busca Prandina – parte 1 ”

  1. ilbusca on 3 November, 2009 at 11:51

    Nego tutto.

  2. unitalianosuistock on 3 November, 2009 at 11:52

    mi domando ancora cosa sarebbe successo se Benitez… :D

  3. ilbusca on 3 November, 2009 at 11:57

    Ovviamente se avessi potuto allenarmi ad Anfield avrei surclassato la tua foto del calcio d’angolo…

  4. Anita Stizzoli on 3 November, 2009 at 12:02

    HAHAHAHAHA!! sapevo che mi sarei fatta qualche bella ghignata!! Complimenti!!

  5. unitalianosuistock on 3 November, 2009 at 12:03

    Quello é il Santiago Bernabeu di Madrid… sarebbe stata una bella sfida. Anche il Maracaná non sarebbe male!

  6. mmac72 on 3 November, 2009 at 17:58

    Stile inconfondibile!

  7. Luca on 5 November, 2009 at 04:03

    Hehehehe fotografo di lucro e’ bellissima… Ma non mi tornano i conti… Le Canon costano meno ed hai ceduto per il tristanzulolo laccetto. ;)
    Sei un grande!!!

  8. [...] 5 tags: ilbusca, intervista, marco busca prandina by unitalianosuistock Riprendiamo l’intervista con Marco aka [...]

  9. naphta on 5 November, 2009 at 17:41

    Grande Giorgio. Ma nella foto ci voleva un tuo primo piano pensante con mano sotto il mento!

  10. Angela Sorrentino on 14 November, 2009 at 23:22

    Bellissima intervista!
    mi sembra incredibile…qualcuno che parla bene del sony Vaio…anche io lo uso, ma quando ci ho scritto la mia tesi di laurea (in Fisica) ho cominciato a chiamarlo(da napoletana)…Sony Vuaio…
    ciao! Angela

  11. ilbusca on 9 March, 2010 at 13:28

    Quello e’ perche’ hai usato Word invece di Latex, non e’ colpa del PC.

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